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Fabrizio De Andrè e 'La buona novella', le più belle citazioni del disco capolavoro

In occasione di Pasqua, volevo condividere con voi una riflessione su uno dei dischi più famosi di Fabrizio De Andrè, "La buona novella". Il disco parla di Gesù Cristo, della sua nascita, della sua morte, del Gesù più terreno e umano, quello che Faber definiva "Il più grande rivoluzionario della storia".


Poche righe di introduzione sul disco, a seguire le più belle citazioni delle canzoni di questo meraviglioso album.

Cito la Wikipedia: "L'lp è un concept album tratto dalla lettura di alcuni Vangeli apocrifi (in particolare, come riportato nelle note di copertina, dal Protovangelo di Giacomo e dal Vangelo arabo dell'infanzia), pubblicato nell'autunno del 1970 (le matrici riportano la data del 19 novembre)".

Sempre dalla Wikipedia: "Seguendo le caratteristiche degli Apocrifi, in questo album la narrazione della buona novella sottolinea l'aspetto più umano e meno spirituale assunto da alcune tradizionali figure bibliche (ad esempio, Giuseppe) e presta maggiore attenzione a figure minori della Bibbia, che qui invece diventano protagonisti (ad esempio, Tito e Dimaco, i ladroni crocefissi insieme a Gesù)".


L'infanzia di Maria: la 14enne Maria viene data in sposa dal Sacerdote del tempio a Giuseppe.

"E mentre te ne vai stanco d'essere stanco 
la bambina per mano la tristezza di fianco 
pensi <<Quei sacerdoti la diedero in sposa 
a dita troppo secche per chiudersi su una rosa 
a un cuore troppo vecchio che ormai si riposa>>". 

Il ritorno di Giuseppe: Giuseppe fa rientro a Gerusalemme portando una bambola di legno per la sua sposa. Lei al suo arrivo cerca affetto nel suo abbraccio. Giuseppe si rende conto che il ventre della ragazzina sta crescendo.

"E lo stupore nei tuoi occhi 
salì dalle tue mani 
che vuote intorno alle sue spalle, 
si colmarono ai fianchi 
della forma precisa 
d'una vita recente, 
di quel segreto che si svela 

quando lievita il ventre". 


Il sogno di Maria: Maria si rende conto di essere incinta dopo un sogno in cui un Angelo le preannunciava la nascita del Figlio di Dio. Maria scoppia in lacrime e cerca conforto in Giuseppe. Che l'accarezza piano piano, poiché "I vecchi quando accarezzano hanno il timore di far troppo forte".

"E la parola ormai sfinita 
si sciolse in pianto, 
ma la paura dalle labbra 
si raccolse negli occhi 
semichiusi nel gesto 
d'una quiete apparente 
che si consuma nell'attesa 
d'uno sguardo indulgente. 

E tu, piano, posasti le dita 
all'orlo della sua fronte: 
i vecchi quando accarezzano 
hanno il timore di far troppo forte".

Ave Maria: musicalmente uno dei punti più alti toccati in questo disco, Maria ha abbandonato la tristezza e vive nell'attesa felice della nascita del proprio figlio.

"Sai che fra un'ora forse piangerai
poi la tua mano nasconderà un sorriso:
gioia e dolore hanno il confine incerto
nella stagione che illumina il viso".

Maria nella bottega di un falegname: una delle canzoni più crude di Fabrizio De Andrè. Maria assiste alla costruzioni delle tre croci, una delle quali sarà destinata al supplizio di suo figlio Gesù. Per lo stato è colpevole chi ruba (i due ladroni), ma anche chi, predicando la pace, spinse gli uomini a disertare le guerre. Anzi questo è il peccato più grande (la croce più grande infatti è destinata a chi ha commesso questo reato).

"Mio martello non colpisce, 
pialla mia non taglia 
per foggiare gambe nuove 
a chi le offrì in battaglia, 
ma tre croci, due per chi 
disertò per rubare, 
la più grande per chi guerra 
insegnò a disertare". 

Via della croce: uno dei dieci capolavori di Fabrizio De Andrè. Una canzone che inizia in modo "crudo" ("Poterti smembrare coi denti e le mani, sapere i tuoi occhi bevuti dai cani, di morire in croce puoi essere grato a un brav'uomo di nome Pilato.") e diventa un duro atto d'accusa verso il potere, ma anche verso le persone che stanno assistendo all'esecuzione di Gesù Cristo e dei ladroni: chi plaude alla morte di Cristo, in cerca di vendetta (i padri dei neonati uccisi da Erode) o perché lo ritiene un ciarlatano; gli apostoli, che nascondono ogni gesto per la paura di essere scoperti. Ci sono però due persone che non sono compiaciuti della morte di Cristo e provano pietà per lui.

"sono pallidi al volto, scavati al torace, 
non hanno la faccia di chi si compiace 
dei gesti che ormai ti propone il dolore, 
eppure hanno un posto d'onore. 

Non hanno negli occhi scintille di pena. 
Non sono stupiti a vederti la schiena 
piegata dal legno che a stento trascini, 
eppure ti stanno vicini. 

Perdonali se non ti lasciano solo, 
se sanno morir sulla croce anche loro, 
a piangerli sotto non han che le madri, 
in fondo, son solo due ladri."

Tre madri: lo struggente grido di disperazione delle madri dei tre condannati. Le due madri dei ladroni rinfacciano a Maria la sua disperazione, poiché tanto suo figlio risorgerà tra pochi giorni. Ma Maria spiazza tutti:

"Non fossi stato figlio di Dio 
t'avrei ancora per figlio mio". 

Il testamento di Tito: la canzone più bella che De Andrè abbia mai scritto. Come noto, Tito, uno dei ladroni in croce, analizza i Dieci Comandamenti, mettendo a nudo contraddizioni del potere e degli uomini di Religione. Nel finale di canzone si compie il destino di Tito: muore, ma  si è pentito dei suoi peccati e soprattutto ha provato sincera pietà di fronte al Gesù uomo, ucciso da quel potere che Tito ha appena messo alla berlina nel suo ultimo e lungo grido di dolore.

"Ma adesso che viene la sera ed il buio 
mi toglie il dolore dagli occhi 
e scivola il sole al di là delle dune 
a violentare altre notti: 

io nel vedere quest'uomo che muore, 
madre, io provo dolore. 
Nella pietà che non cede al rancore, 
madre, ho imparato l'amore". 

Laudate Hominem: il disco si era aperto con Laudate Dominum e si conclude con un canto liturgico di lode all'uomo. Gli umili si uniscono insieme, nel ricordo di Gesù Cristo, non il figlio di Dio, ma un loro fratello, ucciso senza pietà dal potere, e attaccano le contraddizioni di un potere che uccide nel nome di Dio e si assolve nel nome di Dio. Ed ecco il compimento della poetica di De André: Gesù Cristo è stato il più grande rivoluzionario della storia, ha guidato gli uomini a mettere in discussione il potere che uccide nel nome di un Dio.

"No, non devo pensarti figlio di Dio 
ma figlio dell'uomo, fratello anche mio. 
Ma figlio dell'uomo, fratello anche mio. "

Ps 

Sul web ho letto una volta una critica a De Andrè per aver travisato i dieci comandamenti nel Testamento di Tito. In particolare il significato di "Non nominare il nome di Dio invano".

"Non nominare il nome di Dio, non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco gridai la mia pena e il suo nome. 
Ma forse era stanco o forse troppo occupato e non ascoltò il mio dolore. 
Ma forse era stanco o forse troppo lontano, davvero lo nominai invano."


 Signori, il ladrone qui ha bestemmiato quando è stato accoltellato! Non è da escludere, che per il forte dolore, abbia richiesto a Dio di ucciderlo e di non essere accontentato in questa sua supplica.

Commenti

  1. E' splendido Riky. Buona Pasqua.

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    1. Grazie Gus, mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo post. Buona Pasqua anche a te

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  2. Meraviglioso. Da rileggere con calma e meditazione.

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    1. E ascoltare ... Su YouTube^^

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    2. Sì, su Youtube c'è tutto De Andrè. Fortunatamente :), perché il ricordo di Faber non deve estinguersi mai.

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  3. Conosco molto bene questo album, bello anche se un po’ dissacrante, ma d’altronde se non lo fase stato non avrebbe avuto il grande successo che ha avuto . I comandamenti, per esempio, sono stati tutti fraintesi. A quel tempo, tuttavia, faceva moda cantarla sottolineando appunto le storture, d’altra parte in ogni epoca la contestazione dilaga, poi si fa ammenda. Buona Pasqua, Riccardo.
    sinforosa

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    1. Secondo me i comandamenti non sono stati tutti fraintesi; faccio un esempio concreto nella postilla :) Poi chiaro che De Andrè non era un esegeta delle scritture e dei precetti della religione (né tantomeno io sono così esperto di precetti religiosi :)).

      Buona Pasqua a te carissima :)

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  4. non sono mai stata una fan di De Andrè ma ho aprezzato negli anni qualche suo pezzo tra i più famosi. Mi piace qui , perché ritorno dove ho lasciato :) Grazie Ricky. E ti auguro una serena Pasqua e una divertente pasquetta :)) A presto

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    1. Bentornata al Bazar :), beh in questo disco c'è la famosissima canzone "Il testamento di Tito". Buona Pasqua e Pasquetta anche a te :)

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  5. Hai sottolineato veri e propri pezzi di poesia. Che a leggerli quasi non ci si crede che siano stati scritti così bene.
    Buona Pasqua Riccardo!

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    1. Il valore letterario di questo disco è altissimo, con dei picchi raggiunti raramente nel cantautorato italiano. Grazie per aver apprezzato. Augurissimi di Buona pasqua anche a te,a Fred e famiglia :)

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  6. "Via della croce" è un pezzo davvero bellissimo così come la tua analisi del disco, bravo davvero. Ne approfitto per fare gli auguri di buona Pasqua a te e alla tua famiglia! Cheers

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    1. Grazie Cass per i complimenti e per gli auguri, che contraccambio di cuore. "Via della croce" e "Il testamento di Tito" sono i due capolavori del disco, senza dubbio.

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  7. Non ascolto De Andrè, ma queste citazioni sono molto belle!

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    1. Così anche per me. E' stato bello scrivere questo post riascoltando tutto il disco :) (che ho in duplice copia, come si vede dalla foto, ahah)

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  9. Io conosco Fabrizio De Andrè, papà ha tutti i suoi vinili, cd e filmati originali dei suoi concerti.
    Happy Easter :-)

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    1. Gran bella collezione :P, spero che tu abbia libero accesso ad essa. Buona Pasqua anche a te e a famiglia :)

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  10. Riki, il disco merita di essere comprato e ascoltato. Grazie per il post, molto bello.
    Ti auguro una Pasqua serena assieme ai tuoi cari.

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    1. Grazie Mari, contraccambio con affetto gli auguri :)

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  11. Grandissimo!
    Tanti auguri di Buona Pasqua Riky!

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    1. Grazie caro, auguri di buona Pasqua anche a te :)

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  12. Bellissimo post... denso di spiritualità che io non saprei dove pescare... mi sento sempre più cinicamente perso nelle mie speranze disilluse... Buona Pasqua di sorriso intanto... e grazie ancora!!

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    1. Grazie Franco. Le tue visite e i tuoi commenti mi fanno sempre un grande piacere :). Contraccambio gli auguri

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  13. L'unica frase che condivido fra quelle che tu hai scelto è quella di Tre Madri (e ovviamente il Laudate Hominum!), per il resto non mi ci trovo ma è normale perché De Andrè è uno di quegli artisti che ciascuno sente a modo suo.
    Un appunto, piccolo piccolo: Maria aveva 12 anni quando andò in sposa a Giuseppe!
    Baci!

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    1. Vero, erano 12 :), quel verso lì è bellissimo, perché esprime il dolore e la non rassegnazione di chi avrebbe voluto in quel frangente ribellarsi al volere di Dio

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  14. Non capisco perché non le conosco... qualcuna sicuramente sì se l'ascolto ma a leggerle non mi dicono nulla. Non sono quelle che si accodano ad una playlist di YouTube, sicuramente è per questo e io la maggior parte di quelle meno conosciute le ho scoperte così.

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    1. Sono sconosciutissime Ema :), a parte 'Il testamento di Tito'. Forse dell'altre la più nota è 'Maria nella bottega del falegname' perché era in uno dei due cd live con la Pfm

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  15. Ascolto sempre con piacere "La Buona novella". Nonostante non la penso sempre come De Andrè, apprezzo l'album perché è storia della musica italiana (e non).

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    1. Mi fa piacere che tu conosca questo disco :). Sì, questo album è indubbiamente un caposaldo della storia della musica italiana.

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  16. Come sempre, (anche se con tanto ritardo) quando si parla di De Andrè, arrivo tra i commenti. Stavolta sarò breve, altrimenti rischio di essere ripetitiva: ormai è assodata la mia passione. Mi soffermo solo sui complimenti, e te ne faccio tanti, ma veramente tanti, per la delicatezza e la competenza che hai usato nel recensire questo album: abbastanza controverso e crudo per i più... ma, ovviamente, neanche più di tanto per me; (parlo sempre in base al mio metro di amore, passione e chiave personale di lettura ...). Grazie, è stato un vero piacere leggerti.
    Paola

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    1. Ciao Paola, grazie :). E' un disco crudo, ma questo è un suo punto di forza: raramente la musica riesce a dare pugni nello stomaco. Pensiamo infatti all'uso di alcune espressioni. Però all'interno di questa violenza (che è poi la Passione di Cristo) c'è l'amore, la rinascita, la speranza.

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  17. Fra i miei preferiti album. Grande Faber, quanto mi manca.

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    1. Grazie Enrico benvenuto! Sì, Faber ci manca molto...

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