Passa ai contenuti principali

Bojack Horseman, ecco perché noi ci rispecchiamo in lui

In uno scambio di commenti sul Cumbrugliume, dissi che i primi tre episodi di Bojack Horseman mi erano piaciuti, ma non condividevo la sua tesi del "Fa ridere e fa stare male". Troppo lontano il mondo del cinema e dell'attore cavallo 50enne - così intelligentemente preso in giro da questa bellissima serie - da quello mio, da quello di uno spettatore comune.



Inevitabilmente, aveva ragione chi quella serie l'aveva vista tutta, non il povero tapino che si era fatto prendere dall'entusiasmo del commento dopo soli tre episodi.

Perché Bojack Horseman è molto più vicino a noi di quanto possiamo pensare.

Nella prima serie Bojack si innamora di Diane, la donna dell'amico Peanutbutter. Diane infatti è l'unica donna che conosce Bojack in profondità e nella sua vera essenza, finendo per essergli affezionata (benché da amica), accettandone pregi (pochi) e difetti (tanti). La cotta che prende Bojack non è quindi il capriccio dell'uomo viziato, è una vera e propria infatuazione. Quante volte a voi è capitato, nella vita, di sentire una persona dell'altro sesso vicinissima, ma di non poter legarvi a lei?

Sempre nella prima serie, sotto l'effetto di droghe, Bojack rivela il suo vero sogno. Non la gloria eterna dell'attore, ma una casetta in una tranquilla località immersa nel verde, una moglie e figli. Serenità, il calore di un focolaio domestico e persone che possano sostenere i giorni difficili e riempirli di affetto. Ecco perché Bojack, alla fine della prima stagione, è irrequieto, quasi depresso, nonostante il Grammy vinto e l'ingaggio come protagonista del film Secretariat, il sogno della sua vita. Nessuno di noi avrà presumibilmente come obiettivo un grammy, un oscar o un film , però nella vita è facile porsi degli obiettivi di carriera e di guadagno; magari per raggiungere questi obiettivi abbiamo dovuto sacrificare parte della nostra vita, un amore, o comunque abbiamo rinunciato a ritmi di vita più 'slow'.

Più in generale, ho trovato degli echi di Schopenhauer negli affanni del protagonista: l'uomo che desidera, vede esaudirsi il desiderio, ma non è contento, perché ne ha già un nuovo da soddisfare. In sostanza l'uomo insegue la felicità e non la raggiunge. Non può raggiungerla. Così Bojack si sfonda di droga e alcool. Palliativi per riempire: come ad esempio scrivere in un blog.

Ma facciamo un passo indietro. Poco fa ho parlato di obiettivi. Bojack Horseman è un attore di un modesta sitcom anni '90, ma grazie a quel telefilm è diventato famoso e ricco. Non gli basta: diventa attore di cinema, con Secretariat. Bojack abbandona il set e viene sostituito da una controfigura digitale. In un'intervista (episodio 1 stagione 3) Bojack dice che quello del film Secretariat è il vero Bojack, quello di Horsin' Around è finto. In verità è il contrario! Il problema è che il Bojack vero, che è quello finto, è semplicemente un'immagine perfetta. Bojack è un attore, discreto? Mediocre? Dignitoso? quante volte, nella vita, si creano delle apparenze che trasformano i mediocri (o i comunque dignitosi, o i discreti) in personaggi di valore? Non c'è bisogno di entrare nel mondo dorato del cinema.

Bojack Horseman è dunque una serie che non si limita a ironizzare sul dorato mondo dello spettacolo. Princess Carolyn non è solo parodia delle agenti di spettacolo, ma di tutte le donne in carriera o presunte tali.

In tanto pessimismo c'è comunque anche un messaggio di speranza, al termine della stagione 2: Bojack decide di fare footing per migliorare la sua forma fisica, ma arranca subito. Una scimmia, esperta di footing, rincuora Bojack: ci ricorda che è possibile migliorare, passo per passo, purché ci sia costanza giornaliera. La cosa più difficile è essere costanti. Poi a piccoli passi riusciremo a migliorare in ogni cosa.

Una speranza che sembra naufragare nella serie 3 e lasciare spazio a un forte pessimismo, pessimismo che esprime Bojack parlando alla sua assistente Ana, dicendole che quando si conosce una persona a fondo si rimane delusi, quasi a voler dire che l'uomo è imperfetto, misero e infelice. Un concetto che viene ribadito nella serie 4 da Hollyhock, che parlando a Bojack sottolinea quanto conoscendo a fondo una persona si rimanga delusi.

La solitudine di Bojack è la solitudine dell'uomo di spettacolo che quando è alle stelle è circondato di persone, ma quando crolla è da solo. Nel piccolo capita anche all'uomo comune.

Bojack è un attore, ma in lui ci possiamo rispecchiare. In particolare durante l'epifania di fine serie 3. Capiamo che il vero sogno di Bojack è essere un esempio per gli altri. Invece lui capisce di essere distruttivo, di portare gli altri alla rovina. In realtà con Horsin' Around Bojack è riuscito a far felice molte persone, a portare molta spensieratezza e - nella scena finale -, interpretando Secretariat, ha spinto molti cavalli a seguire le orme del campione sportivo. Tutti noi cerchiamo l'amore del prossimo, ma soprattutto sogniamo di essere per gli altri un esempio e un punto di riferimento. Sogniamo di essere un eroe. E soffriamo quando ciò non accade.

Poi però la vita ci mette spesso di fronte a un 'salvagente'. E' quanto accade a Bojack, che nell'ultima puntata della serie 4 ha un sussulto d'orgoglio. Non a caso l'ultima immagine è uno dei suoi rari sorrisi sinceri. Poco prima ha deciso anche di aiutare l'amica Princess Caroyln: la vita è fatta di miserie, ma aiutandosi, spesso si può comunque costruire qualcosa.

Il messaggio che ci lascia alla fine la serie, tra tanto pessimismo, è quello di non perdere mai la speranza.

Commenti

  1. Ho visto la prima stagione qualche mese fa e l'ho trovata, come te, incredibile.
    Dopo qualche giorno iniziai la seconda e la noia mi investii come un treno a tutta velocità. Sarà la ridondanza dei temi o il fatto che mi sentivo pienamente soddisfatto con la prima stagione, ma da quel giorno non ho più toccato Bojack.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il problema mio è che ho trovato super i primi episodi e ancor di più il seguito della serie, un crescendo di emozioni. Ma secondo me sei ancora giovane per sentirti colpito dai temi di questa bellissima serie :)

      ps episodio 4 di serie 3 e 6 di serie 4 sono due capolavori, roba mai vista prima in una serie animata.

      Elimina
  2. Ehmm non so di cosa tu stia parlando, o meglio se non per una vaga idea precedente a questo post, non avrei saputo di cosa tu stessi parlando. Ma son passato comunque per lasciarti un saluto :D Buon Week end!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Pier :), buon weekend a te; ma come non hai mai visto Bojack? Devi rimeeeediare :D

      Elimina
  3. Risposte
    1. E' una serie molto particolare. Per me in assoluto la n.1. Non ho voluto fare la solita recensione, anche perché sul web abbonda di recensioni e ne abbiamo diverse molto valide, come quella del Cumbrugliume da me linkata, o quelle di Cassidy della Bara Volante, ma ho cercato di fissare alcuni punti chiave della poetica di Bojack Horseman. Ovviamente senza averla vista risulta molto criptico come post :D

      Elimina
  4. Sai bene come la penso, non esiste un'altra serie come BoJack, la tua analisi mi sembra impeccabile, è bellissimo ridere con il magone come solo questa serie riesce a farci fare. Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chissà cosa combinerà il nostro amato cavallo pardon uomo nella prossima stagione!

      Elimina
  5. Ha detto bene Cassidy, sta serie mi ha fatto ridere e mi ha fatto commuovere.. veramente un capolavoro di serie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La mia preferita, senza dubbio, sperando che la quinta stagione sia all'altezza delle precedenti.

      Elimina
  6. Non perdere la speranza è quello che dovremmo fare tutti, indistintamente. Perché non serve essere attori né personaggi di fantasia. La vita vera è difficile per ciascuno ma per qualcuno un po' di più. In quei momenti io mi auguro che le persone sappiano tenere duro comunque, proteggendosi dall'inevitabile e al tempo stesso mantenendo una forza interiore che li sappia far andare avanti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti la speranza non tramonta neppure in questa serie: la speranza dei miglioramenti attraverso piccoli passi (finale di stagione 2), la speranza data dal 'salvagente' che ci permette di non affondare, nel caso di Bojack SPOILER il rapporto con la figlia che è in realtà la sorella (finale di stagione 4), una persona di cui occuparsi.

      Elimina
    2. Poi stavo ripensando anche alla questione di questa amicizia che per lui, purtroppo, diventa qualcosa di più. Sono sicura che sia capitato ad un sacco di gente di innamorarsi dell'amico/a e di soffrirne perché non adeguatamente ricambiati. E' un classico...ma un classico di quelli che fanno male.

      Elimina
    3. In effetti pensandoci bene le donne che avrei voluto come fidanzate e che mi sono dovuto accontentare di averle come amiche, alla fine sono praticamente uscite dalla mia vita..

      Elimina
    4. Una no e in questa settimana ho sofferto :D

      Elimina
  7. Non l'ho ancora mai vista, quindi ci ho capito poco nel senso che ... il senso del post mi è chiaro ma non ho riferimenti noti.
    Però devo recuperarla.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissimo :D, devi recuperarla al più presto Miki!

      Elimina
  8. Mi mette un'angoscia tremenda, ma lo amo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, sa mettere angoscia. Ed è un paradosso, perché un attore dovrebbe essere la cosa più lontana da noi. Era questo il mio primo giudizio, dopo un paio di episodi. Ora invece ho capito che Bojack..siamo spesso noi.

      Elimina
  9. Seguo con passione la serie sin dall'inizio e l'adoro. Hai fatto una disamina stupenda, davvero complimenti ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie Lucius, mi fa piacere che tu abbia apprezzato questa mia analisi (Una bozza che aggiornavo in corsa :D, durante la visione).

      Elimina
  10. Mamma mia Riky... io non ho mai visto questa serie ma in questo post hai espresso talmente tanti concetti che ci sarebbe da parlarne per ore! 😊
    Allora...

    Io non credo nell'amicizia che si trasforma in amore... almeno a me non è mai successo! Se una donna si affeziona a te come ci si affeziona ad un amici, ti ascolta e ti conosce così a fondo come si ascolta e si conosce un amico beh... difficilmente poi diventerà la tua donna! Quindi credo che con Diane non abbia nessuna speranza...

    Il fatto che anche le persone di successo, che sembrano aver avuto tutto dalla vita, sognino di avere una famiglia ed essere circondati da persone che gli vogliono bene credo che sia una cosa normalissima... Nessun Grammy ti darà mai la gioia che può darti una moglie/un marito o un figlio!

    Il fatto che un uomo non raggiungerà mai la felicità perché avrà sempre nuovi desideri e nuovi obiettivi da raggiungere è vero... ma non per forza è una cosa negativa, secondo me. Ciò può anche essere visto come stimolo e come motivo di impegno per fare sempre meglio e avere sempre di più.
    Come si dice... chi si ferma (e chi si accontenta, secondo me!) è perduto!

    Sul fatto delle "apparenze" stendiamo un velo pietoso! Troppo spesso le persone "si mascherano" per apparire quello che non sono, per apparire perfette, per apparire migliori... ma, per loro sfortuna, non possono fingere per sempre! 😉

    La COSTANZA è il segreto per riuscire in ogni cosa... ma è anche la cosa più difficile da raggiungere! Troppo spesso, infatti, ci facciamo deprimere dai primi risultati negativi e decidiamo di rinunciare...

    Quando si conosce a fondo una persona si resta delusi? Se ci aspettiamo la perfezione sicuramente sì... se invece stiamo semplicemente cercando una persona a cui voler bene e di cui accettare pregi e difetti (proprio perché le vogliamo bene!), sicuramente no! Anzi, conoscerla a fondo sarà un vero piacere...

    Credo di aver scritto abbastanza... 🤔
    Un abbraccio



    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bellissimo commento, grazie mille per il tuo contributo :). Mi piace la tua impronta positiva sulle cose, infatti il noto pensiero della filosofia di Schopenhauer sul desiderio non per forza deve essere visto come negativo...così come il fatto che non siamo persone pieni di difetti! Devo dirti la verità, conoscendoti questa serie ti farebbe poca presa :), sicuramente ti regalerebbe qualche risata, ma non riusciresti a entrare nella pelle dell'orso ehm del cavallo! :D

      Elimina
    2. Probabilmente hai ragione... ma mi hai messo così tanta curiosità che qualche episodio devo per forza recuperarlo!
      Buona domenica! 😘

      Elimina
  11. Hai ragione... poi scrivere un blog costa meno di alcool e droga...

    RispondiElimina
  12. Partiamo dal fatto che non ho mai sentito parlare di questa serie, però ho un paio di cose da dire:
    l'amicizia che si trasforma in amore l'ho vissuta sulla mia pelle e continua da trent'anni, per cui ci credo. Fortissimamente.
    Alle droghe e all'alcol continuo a preferire lo scrivere su di un blog. Sarò malata io...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ovviamente il discorso di droga\alcool e blog è una provocazione mia :), ma davvero, ci sono persone che ti guarderebbero male sapendo che hai un blog, criticherebbero il fatto di stare "a perdere tempo su Internet". Diciamo che a volte, usando il blog per sfogarsi, è un rifugiarsi fuori dagli affanni che stiamo vivendo, così come Bojack che si sfonda di alcool (e qualche volta di droga) per dimenticare i propri affanni. Ovviamente piena condanna per chi abusa di alcool e per chi usa droga :)

      Elimina
  13. Ci credi che non l'ho mai visto?
    Però non sembra male...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francy, meritevole di essere recuperato :), quattro stagioni poi passano in fretta, non c'è bisogno di binge watching!

      Elimina
  14. Ho avuto esattamente il tuo stesso percorso con questa serie: visto qualche episodio della prima, l'ho trovato sì godibile ma non così geniale come lo vedevo dipinto ovunque. Poi ho proseguito e mi sono trovata d'accordo. E' assurdo, a suo modo geniale (alcune puntate in particolare sono piccole perle), con una discreta dose di palate sui denti che fanno restare, mantalmente parlando, in posizione fetale a rimuginare sulla vita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuta :) Le mie puntate preferite sono quella muta e quella del 'pezzo di merda', due capolavori assoluti. La prima serie era di assestamento, benché comunque già apprezzabile. Poi sale di livello, come sale :). C'è da dire che un personaggio come Todd smorza molto il pessimismo della serie.

      Elimina
  15. Ciao Riccardo, forse ho compreso cosa vuoi dire, tra le righe, con questo post. Visto le tue cose personali che hai indicato altrove...
    Quindi ti comprendo e non dico di più. Non conoscevo questa storia e di questo ti ringrazio.
    Abbraccio e buona Domenica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nei mie post c'è sempre qualche cosa tra le righe :D sono un mondo abbastanza complicato...

      Elimina
  16. Perdona la ripetizione...oggi sono in fase Rem...giornaliera...Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A te perdono volentieri tutto :P, buona domenica sera Pia!

      Elimina
  17. Grande Riky, sei riuscito a mettere il semaforo giallo (tendente al rosso quando citi Sciopenauer) anche a Bojack, che io vedo principalmente per ammazzarmi dalle risate e rivivere gli anni 90 coi flashback 😄 non che non colga tutti gli elementi profondi, eh (tipo l'episodio sott'acqua che è un capolavoro)!
    Non ho letto l'ultima parte perché ho visto che citi la quarta stagione, che devo ancora guardare e tu sei pericoloso con gli spoiler 😝

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dai ho messo il giallo! Alla fine è analisi di serie tv :D. Comunque questa serie è ricchissima di citazioni, easter eggs e cose del genere. L'episodio ambientato nel 2007 è fenomenale. Finisci di vederla, cosa aspetti :D?

      Elimina
    2. Ma sì, si scherzava sulla storia del semaforo che mi fa sempre sorridere. Per me non dovresti neanche metterlo, dai post nostalgici a quelli più profondi, passando per quelli spensierati, sono tutti piacevoli da leggere.
      Bojack 4 è in lista dopo Adventure Time 3 e Rick and Morty 3, procedo a rilento...

      Elimina
    3. Grazie Ema, troppo buono :). Io invece Rick e Morty devo ancora iniziarli...sono in rampa di lancio.

      Elimina
  18. Grazie per la citazione, e per il bell'articolo :) Prossimamente riparleremo anche di Rick e Morty ;)

    RispondiElimina
  19. Hai fatto un'ottima analisi. Concordo con ogni frase che hai scritto in questo post... Bojack Horseman è un bello sguardo sull'animo umano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Marco! Vedremo se la quinta stagione ci regalerà nuovi spunti di riflessione significativi.

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Curiosità su Benjamin Price-Genzo Wakabayashi, il mitico portiere del cartone "Holly & Benji"

E' il mio personaggio preferito del cartone animato "Holly&Benji" e del relativo manga "Capitan Tsubasa". Ecco le curiosità sull'estremo difensore della Nankatsu (New Team) e dell'Amburgo.



IL VERO NOME: Benjamin Price, detto Benji, si chiama in realtà Genzo Wakabayashi. Ebbene sì, ecco cosa significava quel W Genzo stampato sul berrettino.


NON E' IL PROTAGONISTA: il protagonista di Capitan Tsubasa è appunto Tsubasa Ozoora, Holly Hutton. Genzo è solamente uno dei co-protagonisti. Immagino ora non siate più stupiti per il fatto che non appaia mai nella seconda serie del cartone animato.

LE DIVISE: Genzo indossa ai tempi della New Team una maglia rossa con pantaloni della tuta nera (eh sì, nel cartone animato è una maglia arancione con pantalone rosso). Nell'Amburgo invece veste la casacca azzurra con maniche blu navy e le tre strisce adidas azzurre, pantalone della tuta blu navy, completo tipico delle squadre Adidas dei primi anni '80. Un…

I cinque portieri più forti di Capitan Tsubasa-Holly e Benji

Prendiamo in considerazione la versione italiana del manga che comprende anche i volumetti del World Youth.



Oltre 50 volumi di manga (quelli tradotti e importati in Italia), diverse trasposizioni in anime. Capitan Tsubasa è un fenomeno mondiale amato da tantissimi, bambini e adulti. Da appassionato di portieri, non potevo non cimentarmi nella classifica dei cinque migliori portieri.


L'escluso: Ken Wakashimazu (Ed Warner). Per molti questa mia esclusione può essere una nota dolente. Il portiere, idolo di molti per il suo look e per il suo stile da karateka tra i pali, in effetti da bambino rivaleggia alla pari con Genzo Wakabayashi-Benji Price. Al termine del terzo campionato delle scuole superiori, il distacco con il rivale è però marcato: Warner gioca in una squadra scolastica, Benji nel settore giovanile dell'Amburgo. Con la maglia del Giappone, Warner subisce spesso molte reti. Ad esempio: ferma il tiro infuocato di Schneider, ma solo quello calciato dall'area dell…

Guerin Sportivo n.6 giugno 2018: la recensione

Il Guerin Sportivo n.6 fa un passo indietro rispetto agli ultimi due numeri, tornando agli standard non elevati che caratterizzano la gestione "Corriere dello Sport". Tralasciamo il pistolotto anti arbitro presente nell'editoriale del direttore, quanto mai superfluo (allora è giusto anche parlare delle polemiche arbitrali italiane, ma su quelle il Guerin Sportivo glissa..), ciò che stupisce è il ritorno del solito articolone sul calciomercato già vecchio al momento della pubblicazione (non ho capito ad esempio perché Ben Arfa dovrebbe essere un'idea per il Milan...). Magari sarebbe bello leggere un'analisi su ciò che servirebbe alle squadre italiane, non buttare così nomi e cognomi che un giorno sono presenti sui quotidiani e il giorno dopo no.  Ricordo ancora un bellissimo servizio del Guerin Sportivo nella primavera del 1996 che ipotizzava acquisti e formazioni della Serie A dell'anno successivo, vero, non era un articolo che volesse predire il futuro, ma…