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Visualizzazione dei post da ottobre 29, 2017

'Bad Taste' in the nineties: gli scheletri nell'armadio dei miei anni '90

Sono stato nominato una seconda volta, da Cassidy (QUI il suo blog la bara volante), per il giochino degli anni '90. In poche parole descrivere questo decennio attraverso le nostre passioni: film, musica, videogiochi. Avendo già partecipato al 'contest', mi sono permesso di fare un'appendice.

Nel titolo del post uso l'espressione 'Bad Taste': cattivo gusto, una citazione del mitico film di Peter Jackson. Proprio così: rifarò lo stesso post, sempre in riferimento a questo decennio, raccontando però strane passioni nel nome del TRASH!

MUSICA: come detto, ero un assiduo ascoltatore di radio o di musicassette. Il problema è che talvolta, alla radio, passavano canzoni strane. I mixaggi delle sigle dei cartoni animati: no, questo non è affatto strano. Canzoni strane come quella di Charlie, "Giuseppe", canzone dedicata a un transessuale. Ma soprattutto c'era un pezzo trash che amavo alla follia. Si chiamava 'Aquilotto'. Versi poetici: "c…

Mi fa stare bene

Riflessioni personali, sulla mia vita, ascoltando 'Prisoner 709', l'ultimo disco di Caparezza. Parte sesta (l'ultima).

"Devi fare ciò che ti fa stare bene’, canta Caparezza. Riflettevo su ciò che implichi questa esortazione. Se ciascuno, in qualsiasi momento, facesse ‘ciò che lo fa stare bene’ non potrebbe che fuggire davanti a problemi e responsabilità. Non possiamo fare ciò che ci fa stare bene senza tener conto delle conseguenze. Chi punterebbe la sveglia alle sei e mezza/sette ogni mattina, ad esempio? È un lusso per pochi fare solo ciò che ti fa stare bene".

Queste sono le parole di una mia collega dei piani alti.

Un'interpretazione così è come prendere un libro di un qualsiasi poeta e buttarlo nel cesso. Giudicare un film vedendo due minuti estrapolati a caso.

La canzone di Caparezza non è un inno al fancazzismo, un vaffanculo alle responsabilità.

La canzone di Caparezza è un inno a fare le cose che ci fanno stare bene, proprio perché nella vita abb…

Topolino 3231, la recensione 'cross over' con il Reign of Ema

Prosegue la bellissima storia 'Zio Paperone e il segreto di Cuordipietra', ma Topolino 3231 regala altre storie interessanti. Non vi rimane che leggere la terza recensione 'crossover' a cura del sottoscritto e di Emanuele Di Giuseppe, del blog "Reign of Ema

INDICE STORIE

1 Zio Paperone e il segreto di Cuordipietra

RIKY: bellissima opera del duo Artibani&Perina. L'episodio di mezzo è quello che fornisce spiegazioni del piano di Cuordipietra Famedoro. Perina disegna benissimo Gedeone De Paperoni ed è di impatto anche l'esordio di un nuovo personaggio. E' una storia molto anni '80-'90, il cliché del viaggio nella foresta alla ricerca della civiltà perduta ha fatto proseliti da Indiana Jones in giù. C'è azione, humor (divertentissimo Paperino alle prese con le scimmie), ma soprattutto abbiamo uno scambio di battute di alto livello tra i due rivali. "Ma i miei soldi erano guadagnati onestamente", dice lo zione al detective doppiogi…

Film cult: recensione Bad Taste, il Peter Jackson migliore che c'è

Altroché 'Signore degli Anelli', Peter Jackson è leggenda con i suoi film horror-splatter-politicamente scorretti. A partire dalla sua opera prima: "Bad Taste".


Siamo negli anni 2006. Un ragazzo divenne un 'addicted' della cinematografia horror, affascinato fin da piccolo dalla materia, attraverso i racconti dei bambini che avevano il permesso (e il coraggio) di guardare i film di quel genere. Da ragazzino aveva visto ben pochi film, ma grazie ai potenti mezzi della tecnologia la situazione stava per cambiare.

Fui folgorato sulla via di Damasco da un film di un regista pluripremiato agli oscar, Peter Jackson. Navigando sul mitico sito di Alex Visani, conobbi "Bad Taste", impropriamente tradotto in italiano "Fuori di testa". La trama mi colpiì immediatamente e la visione di alcune clip mi convinse. Il resto lo fece un regalo e così il dvd originale di "Bad Taste" entrò nella mia collezione.

Il genere horror divenne una delle mi…