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Visualizzazione dei post da gennaio 29, 2017

Recensione: Mickey Mouse Mystery Magazine n.2, The Link.

Dopo l'esordio con il "botto" (non solo per le esplosive scene finali), il primo giallo della serie "Micky Mouse Mistery Magazine", con protagonista l'indiano Tomoka Marshall. Seconda breve recensione di "Micky Mouse Mistery Magazine", dedicata al n.2 "The Link". Dopo l'intensa caccia al sicario, ecco il vero primo giallo della serie, legato alla statuaria figura dell'indiano Tomoka Marshall. Partiamo dal neo dell'episodio, che purtroppo caratterizzerà anche i successivi tre numeri. Nelle ultime tavole infatti vediamo il dipanarsi di una scena muta, in cui Topolino è al cinema, dopo aver appena visto, come film, la storia che noi abbiamo appena letto. Che fosse un Topolino alternativo, quello di MMMM, era alquanto palese; ma doverne prendere così le distanze, produce a mio modo un effetto poco gradevole, come se la stessa direzione non gradisse il tenore delle storie raccontate dal bravissimo staff (nel caso di "The l…

Recensione: Mickey Mouse Mystery Magazine n.1, Anderville. Il noir disney

1999: dopo il grande successo di pubblico e critica della saga Paperinik New Adventures, ecco Mickey Mouse Mystery Magazzine. Altro gioiellino non premiato però dalle vendite ed esperimento chiuso dopo un anno. Analizziamo le dodici storie principali, raccolte in due pregiati volumi da 35 carte ognuno. Partiamo da "Anderville" (Tito Faraci-Giorgio Cavazzano). Anderville, il primo episodio di quella che possiamo definire una breve e intensa saga di un Topolino alternativo. Ed è proprio scritto palesemente nei dialoghi e nelle scene: celebre quella in cui Topolino, legato a una sedia davanti al "professore" (noto criminale di Anderville) e alla sua banda, cerca di tagliare la corda con una vite sporgente. Piano destinato al fallimento e allo scherno degli "sgherri", in uno scambio di battuta a due: "Cerca di segare la corda con una vite" - "Come nei fumetti". E l'autore ci rende partecipi del pensiero di Topolino in una didascalia…

Milan, i cinesi non esistono! Sono poveri! Hiiiiii

Milan ai cinesi, si avvicina il momento dello storico passaggio di proprietà. Con buona pace di gufi, detrattori, pessimisti e disfattisti. Chi mi conosce o chi ha avuto modo di leggermi sul portale Dna Milan, conosce bene l'evoluzione del mio pensiero sulla squadra rossonera. Negli ultimi anni sono stato feroce critico della gestione Berlusconi-Galliani, fin da tempi non sospetti. Ed è stato lo stesso tempo a darmi ragione, svelando l'incapacità del presidente più vincente della storia del calcio (cit.) di migliorare e potenziare il management, di portare innovazione e garantire un futuro roseo a quel Milan da lui portato sul tetto del mondo. Il resto lo ha fatto il Condor, che negli anni ha dissipato i fatturati nel modo peggiore. Sulla trattativa per la cessione del Milan agli investitori cinesi sono stato ultra-pessimista. Mi sono appigliato a persone più informate, come l'Avvocato La Scala, che ho avuto il piacere di conoscere sul Milan Night: una persona squisit…

Film horror: Giallo a venezia

Per un milanista come me, il nome De Paul evoca una fresca sconfitta: il giocatore che ha segnato passeggiando sulla fascia vuota, poco dopo aver brutalizzato l'uomo che quella fascia doveva coprirla. Ma De Paul è anche il nome del commissario protagonista di un poco memorabile horror-thriller-softcore di fine anni '70. Ebbene, negli ultimi mesi mi sono dedicato alla riscoperta del thriller all'italiana, anche se purtroppo la pellicola di Mario Landi ha ben poco a che vedere con Dario Argento, Lucio Fulci, Umberto Lenzi e Aldo Lado. Non aspettatevi quindi quella tensione tipica del genere, ma semplicemente preparatevi a sbadigliare inesorabilmente, nonostante le abbondanti scene di nudo e softcore, che inesorabilmente devono coprire l'esiguità di una storia "gialla" scialba (ma forse è il contrario, l'esile giallo serve come scusa per non fare un film solo soft-core): le quali, probabilmente anche per demerito dei protagonisti, creano zero empatia e t…

Transformers 2010: quando l'astrattismo incontra i robot

Per molti il declino di una saga storica. Ma non è così. Citando la celebre tag-line, "molto di più di quello che vedi" (e senti) "Transformers 2010", terza serie della "Generation one" dei celebri robottoni trasformabili. Con "Headmasters" la serie che ha caratterizzato la mia fanciullezza, ancor più delle prime due, quella per intenderci della sfida tra gli Autorobots (Autobots) di Commander (Optimus Prime) e Distructors (Decepticons) guidati da Megatron. Premessa: a introdurre personaggi e storie di "Transformers 2010" è il celebre "Transformers The Movie", lungometraggio in cui si assiste alla morte di Optimus Prime e di tantissimi protagonisti, a cui subentrano i nuovi soldati guidati dai nuovi comandanti: Captain-Rodimus Prime, versione evoluta di Hot Rod (dopo l'assunzione della Matrice) e Galvatron, versione 2.0 di Megatron, salvato dal pianeta robot Unicron da morte certa. E' curioso notare che nelle inten…

Power Rangers: more than meet the eyes

I Power Rangers sono tornati nel 2017. I nomi sono gli stessi, ma i personaggi sono diversi. Vediamo perché... Il 24 marzo del 2017 uscirà nelle sale americane il nuovo film dei Power Rangers. Tornano Jason, Kimberly, Billy, Trini e Zach, ovviamente interpretati da nuovi e giovani attori. Un reboot della storica serie che arrivò al cinema con due pellicole: Power Rangers The Movie del 1995, storia non in continuità con la serie televisiva (ma con gli stessi attori e doppiatori); Power Rangers Turbo, pellicola che costituisce invece il passaggio tra la serie Zeo e quella appunto denominata Turbo. Il film ha premesse eccellenti: due trailer spettacolari, specie il secondo in cui ammiriamo i nuovi costumi, i nuovi zord, la nuova Rita Repulsa e i nuovi Putties (non ci piace invece il nuovo Goldar). Nel primo vediamo veramente poco dei Power Rangers, ma molto del background dei personaggi. Ed è da questo punto da cui vorrei partire con la mia analisi. In "Mighty Morphin Power R…

Torniamo a pubblicare

L'ultimo post era del 2012, torno presto sul web a distanza di 4 anni e qualche mese... Questo è un piccolo "post" di prova. Vediamo come si postano le immagini... Caspita, addio Tinypic. Ad ogni modo solo un po' di pazienza, le idee ci sono, devo solo riordinarle.