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The dark side of the past Christmas

Amici, devo dire che ho 'bluffato'. Vi ricordate il gioco dei Natali (passato-presente-futuro)? Ebbene, la mia volontà era quello di partire dal racconto del Natale di quando ero bambino, il cuore di questa festa, perché ritengo che sia il bambino a viverla nel modo più intenso. Sicuramente dal punto di vista consumistico, anche se al profluvio di doni, di cartoni e film natalizi, sono sempre accompagnati insegnamenti e riflessioni ("comportati bene altrimenti carbone!", regolina nota a tutti, anche se la vita in realtà non dà premi a chi si comporta bene). Volevo comunque ripensare a quelle sensazioni, farle vivere in un racconto, trasmetterle a voi.

Dove è stato allora il mio bluff?

Semplice, per me i Natali del passato sono stati Alfa e Omega, buio e luce. Il Natale del presente non ha la magia del Natale di quando ero bimbo, ma è anni luce distante dai Natali che ho vissuto in alcuni anni da adolescente, da studente del Liceo Scientifico e anche da universitario.

Quelli erano Natali sostanzialmente tristi. Quelli presenti, per fortuna, sono felici.

E' vero, usare la parola 'triste' è uno schiaffo alla miseria, un insulto alle persone che si riuniscono a Natale con il vuoto della perdita di un loro caro, oppure per chi è solo o per cui sta lottando contro una malattia.

Mi perdonerete, per questo.

Ma in passato ho vissuto Natali in cui ero triste.

I Natali in cui incontravi parenti che il resto dell'anno schivavi, perché non volevi parlare delle tue difficoltà universitarie o non volevi vedere il loro imbarazzo nel tentativo di non entrare nell'argomento. E' vero, loro ti vogliono bene. Però quelle domande..."Quando ti laurei?", "Come mai non hai la ragazza?". Domande pesanti, come un pandoro artigianale senza zucchero e con la scritta finta d'oro.

I Natali in cui mandavo sms di augurio e non ricevevo risposta, perché evidentemente non meritavo neppure quei trenta secondi (o quei 10 cent) che servono per scrivere "Grazie, Buon Natale anche a te". Oppure la ricevevo giorni dopo, "scusami ma avevo finito il credito", perché giustamente ci sono gli auguri di Serie A, Serie B e Serie C.

Per questo oggi mi incazzo come una bestia, quando vedo il meme con la faccia di Robert Downey Jr. e la scritta "a te e famiglia". Perché ci sono stati dei periodi in cui avrei pagato, per avere un sms con scritto "grazie, a te e famiglia".

Il mio bluff più grande non è però quello di un post...ma il bluff più grande, ho paura, sia di mascherare il mio egoismo in spirito natalizio, un Carnevale metaforicamente stonato e fuoritempo.

Commenti

  1. Good info!!
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  2. Ti capisco benissimo..anch'io alle feste c'erano i parenti che vedevo quelle due volte l'anno che mi chiedevano "ma non hai ancora la ragazza?", non ti dico il senso di tristezza...

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    1. comunque era peggio il "Quando ti laurei!" :D

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  3. Buongiorno Riccardo.
    Hai ragione sai?
    Non è facile avere ricordi del Natale difficili e non poterli esprimere.
    Ma è così per tutti, quindi non affligerti e tieni stretto solo quelli belli.
    Ora puoi scegliere e fare ciò che più ti aggrada, quindi crea il tuo Natale nel modo più giusto per te.
    Magari prima eravamo leggermente immaturi e vedevamo le cose in modo diverso.
    Se ora qualcuno ti dicesse "quando ti fidanzi?", tu cosa risponderesti?
    La mia risposta potrebbe essere molto ironica, tipo "domani, ne ho già una pronta che non aspetta altro"...ahahahah...
    La vita è così, alti e bassi. Ma sono le nostre scelte a farci sentire bene.
    E gli errori, le difficoltà passate ci insegnano come evitarli.
    Buona giornata ed abbraccio grande!

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    1. Io ripeto sempre la strofa di una vecchia sigla cartonesca: "Il dolore di oggi sarà la benedizione per il domani", nel senso che soffrire alla fine ci fa crescere. E' così: errori e difficoltà passate ci insegnano poi ad evitarle nel futuro.

      Grazie Pia :)

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  4. Non bisogna sentirsi in colpa perché si è (o si è stati) infelici per motivi meno tragici di altri, se pensiamo all'infelicità di tante persone che sembrano avere tutto (salute, soldi, amici, fama) capiamo bene che è un sentimento molto complesso. Anch'io ho avuto natali abbastanza bui e per motivi simili ai tuoi. E l'ansia del "quando ti laurei" l'ho avuta anch'io, è stato un periodaccio quello, con sotto un'angoscia che continuo a prendere molto seriamente, anche se poi ho superato tutto. La cosa positiva è che di certo quei momenti bui, e soprattutto il loro superamento, ci hanno fatto crescere e diventare più consapevoli. Buon Natale e tanta felicità! :)

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    1. E' anche vero che con il passare del tempo fortunatamente certi rapporti, cresciuti, si stabilizzano e oggi quei rapporti portano felicità (e i messaggini di auguri sono praticamente una piccola parte :D).

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  5. Ora capisco cosa intendevi in parte l'altra volta, ma posso solo dirti che hai ragione, perché a volte queste cose hanno ferito anche me, però il passato è passato e non ci penso più.

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    1. In fondo basta poco: come scritto, trenta secondi e 10 cent. Vero che un rapporto non lo fa un messaggino di auguri, ma ben altre cose. Ma in certi frangenti, anche un messaggino di auguri, che certo non può fare un rapporto, può essere una sorsata di acqua fresca :D

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  6. Letto stamane, e mi è dispiaciuto leggere di ricordi così... non dico tristi, ma con un senso di sfiducia.
    La vedo come Miky, sull'infelicità: ognuno ha i suoi motivi, che ovviamente sono da soppesare in base a cose enormemente più grandi. Ma tutti abbiamo diritto a essere infelici senza sensi di colpa, anche se sarebbe bello che nessuno sia infelice.

    Moz-

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    1. Hai ragione Miki: il termine giusto alla fine non è tristezza, ma sfiducia (che poi genera anche tristezza). Ci son stati periodi in cui la fiducia in me stesso rasentava lo 0,0000001 % :D

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  7. Il Natale secondo me è la festa triste o malinconica per definizione, appena finisce l'infanzia. Se non si è felici al 100% basta un nonnulla per portare alla depressione in quel "magico giorno"... altro che Scrooge! Quindi ti capisco :)

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    1. Vero, finita l'infanzia iniziano i doloretti, se non si è 'fortunati'. Comunque con me, il fantasma del Natale passato dovrebbe dividersi in due :D

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  8. Ahimé se tutti ci guardassimo indietro, troveremmo certamente qualche Natale triste, accompagnato da sensazioni spiacevoli e da umori tutt'altro che festosi ed allegri. Tutti abbiamo avuto qualche parente che si divertiva a fare domande strazianti o scomode. Tutti abbiamo ricevuto regali orribili che personalmente non avremmo portato neanche al nostro peggior nemico. E tutti abbiamo scritto sms di auguri a cui non si è succeduta una persona. Questo per dire, Riccardo, che non hai bluffato. Hai solo raccontato una parte della storia, quella che ti faceva piacere condividere.
    Per contro, io ricordo un 31 dicembre orribile, credo quello dei 17 anni. Avevo la febbre, all'epoca avevo anche dei chili in più distribuiti ovunque. Tutti i miei amici si stavano divertendo per feste varie mentre io ero a casa con i parenti...mi sentivo vuota come un sacchetto di plastica abbandonato sulla strada.

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    1. Sai cosa ti dico sui Capodanno? In pochi 31 dicembre mi sono divertito, ma quei Capodanni sono dei ricordi ancora più belli per quello. Non ho mai dato troppo valore a Capodanno, infatti i tanti 31 dicembre di cacca sono derubricati a giornate di cacca e basta. Anzi unCapodanno di cacca è stato così trash che alla fine è diventato divertente. Ti dico solo che ho provato l'emozione di mangiare appoggiato a una mensola di cucina, spalle al tavolo degli invitati :D fortunatamente in castigo con me c'erano due miei carissimi amici (eravamo il trio di imbucati ahahha).

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  9. Ma figurati, secondo me il tuo pensiero è il pensiero di molti altri.
    Tutti in cuor loro si annoiano a vedere persone per "dovere" e non perché ne hanno voglia.

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    1. Ma diciamo che vedere persone per dovere non annoia se non fanno domande indiscrete :D

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  10. Ci siamo passati tutti, chi più chi meno. L'idealizzazione delle feste da parte dei media, unita al nostalgismo dilagante verso un'idilliaca e inesistente infanzia in cui tutto è perfetto, aiutano a creare un certo dislivello fra aspettative e realtà che contribuisce a peggiorare tutto.

    La cosa bella è che alla fine di quelle feste passate hai potuto dire "e anche sto natale ce lo siamo levato dai coglioni".

    Comunque le vecchie di merda che chiedono se hai la fidanzata sarebbe meglio che pensassero ai cazzi loro... PECCATO CHE NON ESISTANO LOL

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    1. Mi consola sapere che non ero l'unico ufo allora :D. Comunque sì, in questo caso non posso che unirmi al coro VDM :D

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  11. Non devi scusarti perché è chiaro che il "triste" è riferito limitatamente ad una situazione comunque di normalità. Sì in effetti per tutti capitano queste situazioni, da qui il mio auguri di un Natale senza obbligatorietà. Dall'altro lato penso che un po' si impara a gestire certe situazioni e a superarle. Per dirti ci sono stati anche quest'anno auguri che avrei sperato arrivassero ma non sono arrivati, ma tutto sommato ho superato la cosa senza troppo rimuginarci

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    1. eh ancora sei giovane Pier :D. Dico questo, a parte gli scherzi, perché fortunatamente dopo i 30 il problema degli auguri non corrisposti è passato. Poi con whatsapp adesso i messaggi son gratis, ahahah :D.

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  12. Molto bello questo post Riky... hai espresso un concetto che in un certo senso ci accomuna tutti!
    Ti capisco perfettamente quando parli di Natali "tristi"... Natali in cui ti senti inadeguato e fuori posto... in cui sei circondato da decine di parenti mentre vorresti solo startene da solo con le tue ansie e i tuoi problemi, senza doverli per forza condividere con loro!

    Capisco perfettamente anche la pesantezza di alcune domande che, nonostante ci vengano rivolte senza cattiveria, quando si sta attraversando un periodo difficile come l'adolescenza in cui la fiducia in noi stessi è pari a zero, ci mettono davvero in difficoltà e ci incutono una tristezza infinita!
    Fortunatamente, crescendo cresce anche la fiducia in noi stessi e queste stesse domande non ci mettono più in difficoltà.
    A me ad esempio hanno sempre chiesto "Ma quando ti sposi? Tua sorella a 20 anni era già sposata...!" 😪
    In passato questa domanda mi faceva stare davvero male, mi faceva sentire quasi una "fallita".
    Anche adesso continuano a chiedermi la stessa cosa ma io non me la prendo più perché crescendo ho acquisito fiducia in me stessa e ho capito cosa voglio... rispondo semplicemente "Ma non lo sai che il matrimonio è la tomba dell'amore? Io e Chris vogliamo fare i fidanzatini a vita! 😉".

    I Natali "tristi" del passato, secondo me, sono una chiara dimostrazione del fatto che siamo cresciuti, maturati e che siamo diventati più forti... perché le cose che prima ci mettevano in difficoltà adesso ci fanno solo sorridere! 😊
    E soprattutto non bisogna vergognarci di quella tristezza che spesso abbiamo provato perché è stata proprio quella tristezza a fortificarci!
    Un abbraccio grande!

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    1. Beh, se posso dire la domanda sul matrimonio è un po' esagerata, soprattutto se argomentata con il "Tua sorella a 20 anni era già sposata" :D. Mi piace che in molti abbiate rimarcato la parola "fiducia", in effetti, come detto a Miki, più che tristezza alla fine era sfiducia. Bisognerebbe invece sempre darne, un po' di fiducia.

      Grazie Benny :)

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  13. richy, tutti abbiamo vissuto quei Natali lì e non c'è da vergognarsi o sentirsi in colpa perché l'ultimo è stato bello ma sai che c'è chi sta peggio e cose così. Come diceva quello ? "Cogli l'attimo"
    Comiunque il più bello è quello che deve ancora venire .....un abbraccione da zia Juliet :))

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    1. Speriamo che il più bello sia quello che deve ancora venire, il natale futuro :)

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  14. Conosco bene anche io i Natali tristi, culmine di solito di anni ancora più tristi... Con le domande dei parenti che vorrebbero essere ironiche e senza malizia ma che vanno a toccare corde dolorose. Per fortuna non è successo spesso, ho quasi sempre avuto accanto qualcuno capace di bilanciare qualche frecciatina di troppo, ma ne ricordo almeno un paio, soprattutto ai tempi del liceo, che avrei preferito cancellare... Ma guardiamo avanti, giusto? ;)

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    1. Si adesso guardiamo avanti :D. Non troppo avanti ovviamente perché poi ci viene l'ansia :D

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  15. Avevo letto "schifavi" anziché "schivavi" e "pomodoro" (senza zucchero??) anziché "pandoro", stamattina sono dislessico...
    Anche io non sopportavo la non risposta agli sms, cosa rara per fortuna, al pari del "ok"... forse era meglio non ricevere risposta.
    A Natale siamo tutti un po' più egoisti, checché se ne dica.

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    1. Adesso la non risposta agli sms (che fortunatamente è fenomeno molto rado e peraltro non circoscrivibile agli auguri) provoca al massimo roteamenti di pugni!

      Comunque hai ragione: a Natale siamo più buoni, ma anche più egoisti. Cerchiamo infatti piacere e teniamo il broncio se ciò non avviene :)

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  16. Il motivo per cui ho deciso di recuperare, infine, questo post è stata la frase dell'SMS. Mi sono detta che è una cosa veramente cattiva non rispondere neanche ad un augurio e poi mi sono chiesta "chissà quante volte ho fatto io delle cose, quante volte senza rendermene conto sono stata cattiva; quando non ho risposto a qualche messaggio, quando ho risposto nel modo sbagliato"...
    Forse ero troppo piccola per rendermene conto, da quando ho un pochino più di consapevolezza faccio molta più attenzione a queste cose però chissà quanti "traumi" ho causato anche io :-O

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    1. Beh chiaro che ci sono casi in cui veramente una persona si dimentica di mandare un augurio, ma ti assicuro che quello che ho vissuto mi ha provocato comunque delle ferite, anche perché come scritto a volte bastava poco: 30 secondi :D.

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