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Forever Young

Riflessioni personali, sulla mia vita, ascoltando 'Prisoner 709', l'ultimo disco di Caparezza. Parte quinta.

Difficile rialzarsi, dopo una caduta. Come già detto, è arduo cercare una mano di una persona vicina a noi. Si cercano così appigli.

Si cercano motivi di evasione per ritrovare la serenità mentale necessaria. Isolandosi anche dalla realtà: non si vuole fare gli struzzi, ma prendere il distacco da un mondo che vive sui social di apparenze, bufale e polemiche.

Non c'è in me nostalgia del passato. Sì, c'è nostalgia di quando ero bambino, ma solo perché ero sempre me stesso, in più perché da bambino ero un vincente: con lo sport ero una frana, ma a scuola andavo benissimo e spiccavo per certe qualità che non tutti i bambini della mia età possedevano.

Allora perché questo bisogno di rileggere vecchi Topolino o di vedere vecchie serie, animate o meno? Lo stesso impulso che spinge a vedere film horror, film anni '70, nuove serie, animate o telefilm. Voglia di evasione. Senza impegnare troppo la mente, in alcuni casi.

Da qui la voglia di cercare persone con cui condividere pensieri, riflessioni, battute e cazzate. A voi capita di andare a cena fuori e di sentire sempre gli stessi discorsi? Lavoro, lavoro, lavoro...noi maschi al massimo il calcio...Poi ognuno a guardare il suo cellulare. Gli anni passano, la gente si fidanza, si sposa, costruisce una famiglia. Chi è fuori da questo meccanismo sociale è un reietto.

Leggere Topolino a 34 anni è davvero un'infamia, perché a quell'età bisogna pensare ad altro? Oppure è, per assurdo, un forte gesto di ribellione verso la stessa società che ci esclude, perché non rispettiamo le convezioni sociali imposte per una persona che ha superato i 30 e si avvicina ai 40 anni?

Commenti

  1. Io ho eliminato tutta quella categoria della cena in cui si parla di lavoro e testa sul cellulare. Ho gli amici del cazzeggio alcolico, quelli appassionati di film e serie e quelli come voi blogger coi quali parlo a raffica degli anni 80 e 90, che a parte mio cugino, non riesco a far venire sul blog.

    Io il Topo lo leggo perché mi piace ebbasta però tutte le mie passioni sono di finzione proprio perché voglio fuggire da una realtà monotona (che per me cesserebbe solo se prendessi uno zaino e cominciassi a girare il mondo, che farei anche domani se avessi accanto una persona più pazza/coraggiosa).

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    1. ahhahaah praticamente se tu vivessi dalle mie parti allora dovresti fare molte eliminazioni :D

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  2. Mai smesso di leggere fumetti, un evasione, anzi no un piacere che non mi nego, quindi il vecchio Topolino come atto di ribellione è quasi un gesto poetico contro la routine della società ;-) Il pezzo che ti ha ispirato questa bella riflessione poi, è uno dei miei preferiti del disco, più “leggero” e dedicato alla musica, ma a partire dal titolo contiene del genio. Cheers!

    P.S. A proposito di fumetti e tempi andati, mi sa che uno stronzo ti ha tirato dentro ad un affare losco in stile anni ’90:

    http://labaravolante.blogspot.it/2017/10/very-pop-blog-i-miei-anni-90-party-like.html

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    1. ahha Cassidy, sai che io ero già stato nominato qualche mese fa :D

      http://rikynova.blogspot.com/2017/05/i-miei-anni-90.html

      Ad ogni modo vedo di inventarmi qualcosa :D

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  3. L'hai presa proprio male sta cosa che ti hanno fatto pesare di leggere topolino a più di trent'anni.

    Io posso dirti che quando ero alle elementari il nostro maestro (che di anni ne aveva 47 quando abbiamo finito la quinta, e subito dopo è andato in pensione. A 47 anni.) ci chiedeva sempre in prestito i nostri topolino che rileggeva a casa e ce li ridava. E nessuno diceva niente.

    E la cosa più strana in tutto ciò è che tu sei pure della provincia di Rimini, che è il posto in cui ho riscontrato la maggiore diffusione della sindrome di Peter Pan in tutti i posti in cui sono stato. Son perplesso.

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    1. devo correggerti ex: 'ti hanno fatto pesare di leggere topolino a più di 14 anni" :D.

      Ma la tua percezione sulla diffusione da sindrome di Peter Pan non è affatto sbagliata: forse è anche per quello che si 'attaccano' determinate cose, probabilmente c'è più sensibilità sul tema xD.

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    2. Quel professore ha tutta la mia stima!

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    3. ora è stato bruciato sul rogo XD

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  4. Io solo dico fregatene degli altri e dei loro insulsi giudizi, io Topolino lo leggerò sempre e per sempre ;)

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    1. Di sicuro..leggere Topolino 'mi fa stare bene' ;)

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  5. Né ribellione né infamia. Si fa quel che ci fa star bene (citiamo Caparezza, no?).
    Leggere Topolino è esattamente come vedere una partita di pallone.
    Sposarsi perché lo si vuole è figo. Sposarsi (o essere fidanzati) solo per convenzione sociale, è una gabbia. E conosco gente che sta male, che tradisce, che si sbizzarrisce come e più dei bambini -appena può- proprio perché si è ingabbiata in un ruolo che chissà chi gli ha imposto.
    Questi sì che sono reietti, sono perdenti.
    Io me la godo.

    Moz-

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    1. Esattamente, citiamo Caparezza :D. Commento molto profondo che sottoscrivo: una bella lezione da un 12enne :) (o meglio, da un 34enne che riesce a conservare il meglio dei 12 anni)

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    2. Il matrimonio è una gabbia anche per chi lo fa volontariamente! 😁

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    3. ahha, ma no dai :D. Chiaramente ci sono dei compromessi (in questo caso 'buoni' perché sono alla base del rapporto a due).

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    4. Se ti sposi perché lo vuoi, allora sei felice sul serio.
      Se ti sposi e anche solo una cellula di te non è convinta, sei un uomo FINITO.

      Moz-

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    5. Nessun uomo (sano di mente) si sposa perché lo vuole, c'è sempre un raggiro psicologico da parte della donna 😈

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    6. Ci vuole un intervento di Paola S. qui :D

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  6. Non credo sia sindrome di Peter Pan come diceva EX nei commenti su, penso che come dice Moz (insomma pare non abbia un pensiero mio XD) che facciamo quello che ci fa stare bene, che ci diverte, che ci rilassa e ci intrattiene. Il problema secondo me è quando questi hobby diventano l'unico centro di discussione con gli altri. Insomma se io posso parlare con te anche di altro va bene, ma se con te posso parlare solo di calcio ad esempio per me è un grosso problema

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    1. Ex semplicemente diceva che dalle mie parti è diffusa la sindrome di Peter Pan (la persona che non cresce), per cui, come si dice sempre dalle nostre parti, è il bue che dà del cornuto all'asino. Ciò detto, penso che con tutti i difetti che possa avere, sicuramente non mi manca una buona dose di "saper parlare di diverse cose" :D. Il peggio sono quelle persone che parlano esclusivamente di lavoro (o di calcio XD), perché sostanzialmente nella vita non hanno altri pensieri.

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