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Film: Infernet, un pugno allo stomaco per lo spettatore. La recensione

Film italiano del 2016 che tratta temi di grande attualità, non solo legati al mondo di Internet. Un giovane cast e diversi volti noti di cinema e televisione ben diretti.



Un prete, interpretato da Remo Girone e protagonista di iniziative a favore dei migranti, viene abbandonato dalla propria comunità perché tacciato di essere un pedofilo (ndr ho usato la parola tacciato poiché non viene accusato, non è al centro di nessuna indagine). Una ragazzina minorenne si prostituisce e con l'aiuto di due amiche fa estorsioni nei confronti dei ricchi clienti, minacciando di diffondere il video del loro rapporto sessuale. Una gang di bulli prende la strada della violenza, non solo a causa del consumo di cocaina. E uno dei bulli ha un padre, Ricky Tognazzi, affetto da ludopatia, che sta dissipando il proprio patrimonio giocando a poker su Internet. Sono le vicende raccontate in questo film del 2016, che tratta temi particolarmente attuali: l'abuso di stupefacenti, il bullismo, le minorenni che fanno i soldi in modo facile vendendo il loro corpo, la ludopatia, ma anche ricatti sessuali e l'omofobia. Internet ha un ruolo chiave, tuttavia le violenze e le prevaricazioni avvengono senza il filtro della rete, sono reali e tremende.


E' un film crudo che non risparmia nulla nel descrivere la caduta all'inferno dei personaggi. Tanto più che a un certo punto della visione stai a sperare che spunti fuori un Terence Hill nei panni di Don Matteo, o più preferibilmente un Jason o un Freddy Kruger che, con una violenza più immediata e paradossalmente "più giusta", possano lavare nel sangue le colpe dei tanti peccatori rappresentati nella pellicola. Infernet in certi momenti è un pugno nello stomaco. La brutale aggressione dei bulli ai due ragazzi gay, massacrati di botte: uno perderà la vita, l'altro rischia di perdere la vista ad un occhio. Gaia, la giovane fidanzatina del bullo Ludovico, rifiuta da questi un rapporto sessuale, ma perde la sua verginità con chi all'apparenza era l'uomo perfetto, per poi rivelarsi solo un fantoccio preda delle sue perversioni, della cocaina e dell'alcool. Ma come se non bastasse, viene brutalmente violentata a più riprese dai bulli una volta guidati dallo stesso Lodovico, legato e costretto ad assistere allo stupro di gruppo, fino a scoppiare in lacrime.


Alla fine non c'è bisogno di nessun giustiziere o di nessun pastore che vuole riportare sulla via giusta le pecorelle smarrite. Le persone empie, grandi o giovani che siano, finiscono per pagare salato il conto delle proprie azioni. Tuttavia è necessario anche un atto di ribellione, la consapevolezza di aver toccato il fondo e di voler rinascere a una nuova vita: è quanto accade a Sandro, finito nel giro dei bulli per necessità, che di fronte al cugino piccolo in lotta tra la vita e la morte, decide di mettere al servizio il suo talento per ciò che è giusto. E se un bimbo malato può risorgere dal letto di ospedale, è possibile anche far calare il sipario su chi sta distruggendo la propria vita e quella degli altri.

Chi sbaglia paga le proprie colpe, ma c'è anche chi ha pagato un prezzo salato. E se Gaia è comunque colpevole per aver preso parte a un giro di brutte compagnie, non si può dire altrettanto per i due omosessuali brutalizzati dai bulli. Quello che ci lasciano gli autori non è una mera condanna all'uso sbagliato di Internet, ma un attuale e realistica visione di diversi aspetti della nostra società.


Il film come detto è un pugno nello stomaco, sorretto da un cast di giovani e validi attori, ma anche di "veterani" che salgono al proscenio. Remo Girone, nei panni di Don Luciano, riesce a trasmettere la rassegnazione, più che la disperazione, dell'uomo che sa di essere messo alla prova da Dio. Ricky Tognazzi rende in modo eccellente l'isterismo e la dipendenza di chi ha ceduto al vizio del gioco. E poi c'è un sontuoso Massimo Olcese, padre della ragazzina che si prostituisce e ricatta i propri clienti, un attore colpevolmente sottovalutato che dà il meglio di sé nelle parti drammatiche.


Commenti

  1. Bene, non ne sapevo niente e mi pare un ottimo film.
    Grazie per la segnalazione!
    Lo recupererò!

    Moz-

    RispondiElimina
  2. Non male, il cinema italiano attuale ogni tanto tira fuori qualche chicca

    RispondiElimina

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