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Film Horror: Pieces

Eccoci qua con il primo Horror...
Film del 1982 del valenciano Juan Piquer Simon, Pieces soddisferà pienamente il gusto degli amanti del cinema horror di Serie B (o Z, a seconda dei punti di vista): 90 minuti di sbudellamenti, motosega, sangue, nudità, scene incomprensibili, dialoghi raccapriccianti, attori imbarazzanti, per non parlare del colpo di scena finale, una scena messa lì a caso per prolungare le risate dell’inconsapevole spettatore.



La trama: un ragazzino (verrebbe da dire un bimbo) viene sorpreso a giocare con un puzzle raffigurante una donna ignuda e preso a male parole dalla madre. In tutta risposta la sciagurata viene presa ad accettate (con un’accetta da pompiere modello deluxe) che il bimbo impugna con maestria e che evidentemente teneva a portata di mano. All’arrivo degli agenti, il malefico finge di essere vittima, inscenando uno straziante pianto che rappresenta l’unico picco di recitazione della pellicola.  La scena si sposta, quarant’anni dopo (e sottolineo quaranta), in un’universita’ sconosciuta (Harvard) dove un pazzoide munito di motosega trucida avvenenti studentesse facendole a pezzi e riproducendo il suo puzzle umano, girando in pieno giorno con un impermeabile pesantissimo,  sciarpa e cappello, con un’arma maneggevole e poco ingombrante (la motosega) senza che nessuno sospetti niente.


Veniamo ora al punto di forza del film: la presenza di Paul Smith, alias il Finto Bud Spencer, quello che con un certo Michael Coby provò a scimmiottare la coppia in un paio di film di poco successo (“Carambola” e seguito). Il buon Smith interpreta il giardiniere Willard e lo spettatore giustamente pensa: “Sara’ l’indiziato numero 1, ma non il colpevole”. Non e’ così. Nel senso che gli investigatori, in uno sprazzo di sceneggiatura creativa, sanno gia’ che lui non può essere il colpevole: troppo banale. Allora nonostante il ritrovamento della motosega e la presenza del suddetto gigante nella scena del crimine per più di una volta, a nessuno viene in mente l’idea di metterlo sotto torchio e di interrogarlo. E neppure di denunciarlo per resistenza a pubblico ufficiale, quando il suddetto fintobudspencer prende a sganassoni gli investigatori e gli agenti, in una scena demenziale. Cavolo, devo quindi correggermi: in questo film non ci sono solo sbudellamenti, motosega, sangue, nudità, scene incomprensibili, dialoghi raccapriccianti, attori imbarazzanti, colpo di scena finale che non c’azzecca con la trama, ma c’e’ anche la scazzottata alla Bu&Terence. Questo film non può proprio mancare nella vostra dvd-teca !

Memorabilia:

- i poliziotti baffuti in crisi sulla scena del crimine, in particolare quello baffo munito che, aperto un armadio e trovato una testa, richiude subito diligentemente;


- la poliziotta che si finge campionessa di tennis che si finge insegnante e la sua partita con una studentessa; la campionessa gioca sempre nello stesso fazzoletto (di fatto e' l'unica inquadratura ripetuta 100 volte) e sulla sua racchetta i bolidi dell'avversaria si spengono lentamente; il pubblico segue con incessante giramento di testa la traiettoria della palla;


- il Bruce Lee dell'università che aggredisce inspiegabilmente la protagonista femminile e dopo essere stato messo al tappeto da uno di quegli aggeggini che danno la scossa, se ne va come se nulla fosse, dopo aver chiesto scusa e dopo essersi presentato come "Insegnante di Kung-fu dell'università".

Commenti

  1. Mamma mia che storia, tutto per un puzzle con una donnina ignuda?
    Ma questo film era un mega spot per la motosega?
    Non credo lo guarderò!

    RispondiElimina
  2. Non credo che cliccherò su quella freccina per visionare il filmato...no no..
    Già alla parola "sbudellamenti" ho cominciato a vedere tutto annebbiato...

    RispondiElimina

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