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Addio al mio professore: ciao Ambrogio!

E' Ambrogio Lizambri, 73enne professore di lettere in pensione, il riminese morto tragicamente domenica a Villagrande [...]. Originario di Pennabilli, da anni viveva a Rimini assieme alla compagna Pisana; lascia anche due figli, Daniele e Isabella. Aveva insegnato nelle scuole di Pietracuta e Novafeltria e oggi la sua scomparsa ha lasciato sgomenta tutta la comunità. Negli ultimi anni Lizambri si è dedicato alla scrittura, pubblicando diversi libri: "Preghiere giornaliere", "L'estate di San Martino", "Non omnis Moriar", "Alia Moralia", "Piccole moralità". Uomo di grande cultura, spiccata sensibilità per arte e poesia, tra i suoi autori preferiti Pessoa e Leopardi, grande appassionato inoltre della settima arte, il cinema. Amava la natura e il Monte Carpegna era tra le sue mete predilette, luogo in cui sviluppava le sue riflessioni. Chi lo conosceva, ne apprezzava, come scrittore, la sua capacità di creare particolari strutture linguistiche. Un pensatore libero che oggi in tanti rimpiangono.[...]

Con queste parole ho dato la notizia della scomparsa di Ambrogio Lizambri, mio professore in seconda e terza media, materie storia e italiano.

Lizambri era un professore atipico. Vestiva sempre in giacca e cravatta, atipico in una scuola di paese in cui i suoi colleghi preferivano camicie e comodi maglioni. Lizambri portava ciuffi di capelli lunghi e candidi tra le stempiature, le sopracciglia folte facevano contrasto con il bianco dei capelli. Amava il Romanticismo e il pessimismo (Leopardi ma non solo) era il filo conduttore delle sue lezioni di poesia.

Le sue lezioni erano atipiche. Ci faceva vestire i panni dei giornalisti, assegnandoci il compito di riscrivere e rielaborare articoli. Precusore di quello che è oggi il giornalismo, che troppo spesso è copiare e rielaborare. Frequentavamo assiduamente la sala audiovisivi per guardare film e scrivere recensioni. Nessuno di noi è diventato cine-blogger. Tuttavia abbiamo visto tantissimi film. Da "The Commitments" a "Miracolo a Milano", da "La guerra del Fuoco" a "Eroe per caso", ma anche "Il corvo", "Stand by me" e "Higlander".

Ricordo il giorno di inizio anno scolastico in cui ci presentò il lavoro degli articoli. Indossavo la maglia del Milan. Lizambri spiegò: "Non vi farò scrivere articoli, ad esempio, sul Milan che perde a Genova con la Sampdoria (Sampdoria - Milan 2-1, 2a giornata del campionato di Serie A  1996-1997, nota dello scrivente)" e nel pronunciare queste parole si girò verso di me e sorrise. La volta dopo mi assegnò l'articolo su Francesco Nervo, ala del Bologna Calcio, ospite del programma di Canale 5 "Stranamore" dopo essere stato abbandonato dalla sua fidanzata storica.

Una mattina, dopo un epico Rosenborg Milan 1-4 di Champions League (tripletta di Simone e gol di Weah) entrò in classe in un inconsueto silenzio. Prima di sedersi, si fermò in piedi davanti alla cattedra e alzò la mano destra, palmo rivolto al pavimento. "Weah", disse. Una pausa e alzò la mano più in alto. "Simone". Ancora un pausa. "No, anzi". Alzò la mano più in alto ancora. "Weah". E ancora più in alto: "Simoneeeee".

Penso che Lizambri, non solo per le continue battute sul calco e il Milan, mi fosse molto affezionato, le mie recensioni erano sempre "bollate" con un AL (A con Lode), che una volta divenne AL-E OH-OH, con tanto di Coppa dei Campioni disegnata. Ma no, in fondo era affezionato a tutti noi, i suoi studenti, bravi o "asinelli" che fossero. Ci difendeva sempre, non si arrabbiava mai. Piuttosto si incazzava con i suoi colleghi. Sì, era piuttosto fumantino con gli adulti. Una volta sbranò la professoressa di Religione, colpevole di aver interrotto la visione di "Forrest Gump", l'unico film, tra quelli che guardammo assieme, che non aveva mai visto. Gli fu proposto dal Suzzi, uno dei miei compagni di classe.

Alla fine dell'anno scolastico, molti professori avevano la consuetudine di portare la classe fuori, al posto di fare la lezione canonica. In terza media, una preside molto severa, intimò il divieto ai professori relativamente a queste uscite, salvo fossero uscite didattiche.

La bidella portò la circolare al professore. Lui la guardò sbrigativamente, sorrise, ci guardò e disse: "Oggi andiamo a vedere il crocifisso di Giotto a Talamello". Il crocifisso di Giotto non lo vedemmo nemmeno in cartolina. Pagò il gelato a tutta la classe e giocò a biliardino con noi, in giacca e cravatta.

Già, per lui non eravamo studenti. Eravamo ragazzini che avevano imboccato la strada della crescita. Eravamo dei nipoti. Ci voleva bene.

Probabilmente per questo le sue lezioni non erano le classiche "leggere, spiegare, interrogare".

Lizambri era un professore atipico. In fondo a cosa serviva tutto quel nozionismo? Gli studenti bravi avrebbero ri-studiato la storia ancora una volta dal principio, alle superiori. Agli studenti meno bravi conoscere la storia non sarebbe servito.

Gli studenti però avrebbero portato il ricordo delle sue lezioni atipiche, così è stato per me.

Buon viaggio, prof.

Vecchio, perché ti metti a scrivere libri alla tua età? Hai ancora qualche conto da regolare con la vita? Cominciamo dal principio. Sulla pendice occidentale del monte Carpegna c’è una capanna di legno chiamata Rifugio Fontanelle....( Ambrogio Lizambri)



Commenti

  1. Che bel ricordo, il tuo professore, da lassù, sarà fiero di te.
    sinforosa

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  2. Ciao Riccardo.
    Qui non potevo restare in silenzio, scusami.
    È troppo bello questo tuo omaggio ad un grande insegnante.
    Ne ho avuto ben due io...uno alle medie, mi ha insegnato ad amare le poesie, l'altro alle superiori che oltre a tifare una squadra del mio cuore del quale non ti dirò, mi ha davvero insegnato la sua preziosa materia e mi ha molto influenzato nei riguardi del grande Pirandello. Di più non dico e ritorno al mio oblio. Notte serena e buona continuazione.

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    1. Grazie di cuore Pia, davvero. Anche io ho avuto ottimi insegnanti. Lui è stato il più atipico, il più sognatore, il più utopico.

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  3. Wao, un professore illumito. Questi sì che sono gli insegnanti che amano il loro mestiere, lo capiscono (lo comprendono!) e precorrono i tempi.
    Ironia prima di tutto. Poi nessuna demonizzazione di ciò che solitamente è "fuori", ossia sport, cinema, gelato. Molto molto bella questa cosa.
    Un bel ricordo. Una brava persona in meno sulla terra, peccato.

    Moz-

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    1. Come sempre, certe persone vengono capite solo con il tempo. All'epoca tra i genitori c'era un po' di malumore per i suoi metodi di insegnamento. Invece, come ho scritto, alla fine due nozioni in più non cambiavano la vita (visto che chi come ha proseguito gli studi è ripartito con altri insegnanti)

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  4. Evidentemente non sapeva che Pirandello era un fascistone.
    Condivido la tua emozione.

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    1. Grazie Gus! Comunque Pirandello non l'abbiamo mai trattato con il prof.

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  5. Una descrizione leggera col sorriso che tracima dal cuore e gli occhi emozionati. Un ricordo che piacerà al tuo professore, perché sei sicuramente una penna uscita dalle sue lezioni, una sensibilità forgiata dalla sua dedizione e dalla passione profonda.
    Io ricordo solo il mio maestro elementare tra i miei "insegnanti". Credo gli debba molto più di quanto non immagini..

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    1. Grazie Franco, il professore non ha fatto altro che far crescere ognuno di noi con le proprie attitudini. Aveva in grande simpatia anche un alunno (l'ho citato nel post) che non studiava mai. Ma ne assecondava la passione che ne ha fatto un bravissimo elettricista.

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  6. Ottimi ricordi in questo tuo blog.
    Esprimo il mio cordoglio alla famiglia.

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  7. Ecco perché sei un' ottima persona 😊 hai avuto validi ausigli su cui basarti 😃 è essenziale! Sei stato fortunato 🙂 e poi le persone quando sono nel nostro cuore, nei nostri ricordi, non muiono mai davvero

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    1. Grazie Anna. Sì, sono stato fortunato. Ho un po' il rimpianto perché lui si era praticamente ritirato dalle scene, tanto più che ho scoperto tardivamente la sua attività di scrittore. Non ha mai dato pubblicità a questa sua attività..mi dispiace molto.

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  8. (scusate devo fare una prova commento per le notifiche via mail)

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  9. Bellissimo ricordo, sei stato fortunato ad incontrare un professore del genere, uno che evidentemente ci teneva al suo lavoro e ai suoi studenti, mi hai fatto venire voglia di essere stato in classe con te. Cheers

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    1. Grazie Cass! Oddio, la mia classe non era molto appetibile, te lo assicuro :D. Non so se ne sarebbe valsa la pena per il mitico prof Lizambri :D. Certo che un cinefilo come te si sarebbe entusiasmato.

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  10. Di Professori Atipici ce ne vorrebbero una marea, perché senza essere prima "Persone" non si può trasmettere la passione per la materia. Bello il tuo ricordo. Eli

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    1. Grazie Eli! Sì, servirebbe soprattutto alle medie, che in fondo, sono tre anni di scuola abbastanza superflui :D, giusto per prepararci alle superiori.

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  11. Articolo fantastico Riky, complimenti :)
    Anch'io ho avuto un professore così, però negli ultimi tre anni delle superiori, quando teoricamente si è già grandicelli... invece c'ha fatto capire quanto ancora avessimo tutti da imparare, lui in primis.

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    1. Grazie mio pneumatico preferito <3, ecco magari alle superiori può essere deleterio avere un professore che non insegna la sua materia in modo canonico :D. Poi non so quale fosse la tua materia.

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  12. Professori così sono molto rari. E sono certa che abbia lasciato un ricordo simile a quello che hai tu anche a molti altri studenti cui ha insegnato.

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    1. Sicuramente, penso ad esempio al mio amico Tommy, che adesso vive altrove, mi piacerebbe risentirlo anche perché dovrei dargli la (brutta) notizia.

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  13. http://lastanzadigordie.blogspot.it/
    Purtroppo l'elenco di lettura dà "pagina inesistente"
    Scrivi di nuovo.
    Ciao.

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    1. E' partito..quando non doveva partire. Arriverà tra un paio di giorni quel post :)

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    2. Hai messo una data diversa da quella di oggi?

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    3. Esatto, avevo messo la data giusta, ma come mi è capitato un paio di volte, non ha preso il comando giusto e mi ha lasciato oggi, il 25 maggio. Mannaggia!

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  14. Ho avuto la fortuna di avere un paio di professori a modo loro atipici. Con il tempo salta fuori che sono quelli ad averti insegnato più di tutti gli altri, più dei testi scolastici, e si ricordano con grande affetto.

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    1. Vero: insegnano meglio, più dei testi scolastici. Perché poi nella vita spesso i testi scolastici servono a poco..

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  15. Ciao Riccardo,
    passo ora dal mio blog per ringraziarti ed unirmi ai tuoi follower ... purtroppo capito in un giorno molto triste per te, la scomparsa del tuo professore ... mi ricorda molto, il tuo post, un libro bellissimo che lessi tempo fa "i miei martedì col professore" di M. Albom; anch'egli aveva un professore "fuori dai canoni" che gli aveva insegnato molto più di chiunque altro e aveva saputo, come pochi, restare nell'animo dei suoi studenti così da diventare immortale nelle loro memorie ... Mi spiace per questa tragica scomparsa e, per quello che vale il mio parere, questo tuo post, lo avrebbe reso pieno di orgoglio. Le tue parole, toccanti e minuziosamente descrittive, sarebbero state per lui gioia. Un Saluto, a presto.

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    1. Grazie e benvenuta Stella (bel nick ^_^, chi mi conosce sa quanto mi piaccia questo nome). Sono andato a leggere la sinossi del libro, mi ha colpito molto. Anche perché ho un po' il rimorso di non avere cercato il prof., per dirgli che è stato un compagno di vita meraviglioso, in quei tre anni alle scuole medie.

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  16. Gran bel commiato, Riky.
    Anche alcuni professori che ho avuto io sono deceduti, ed è sempre un po' strano.
    E' un pezzo della nostra vita e del nostro passato che muore per sempre .
    Fa strano perché allora " scolasticamente " parlando ero felice se ad ognuno di loro mancasse per malattia o un'accidente fortuito ed oggi mi sento un po' in colpa per aver avuto simili pensieri anche se credo facciano parte di molti adolescenti.

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    1. Grazie Pirkaf, in effetti sono pensieri che capitano agli adolescent, ma in quell'età lì valgono meno di zero. Peggio è il rancore che magari a volte hanno gli adulti :)

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  17. Questo post mi ha riempito il cuore. Grazie davvero per avevo portato con te dentro uno dei più bei ricordi della tua vita.

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    1. Grazie Mary, grazie di cuore anche a te.

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  18. ciao riccardo, sono daniele lizambri, io e mia mamma abbiamo scoperto questo tuo ricordo di mio babbo e ci siamo siamo commossi. ti ringrazio moltissimo per ciò che hai scritto su di lui e ringrazio anche tutti coloro che nei commenti hanno espresso simpatia per mio babbo e vicinanza a me e alla mia famiglia. io posso solo confermare che che mio babbo era una persona molto buona e generosa, e che lo è stata per tutta la vita.

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    1. Daniele, anzitutto condoglianze. E grazie per le tue parole. E' vero: tuo padre era buono e generoso e soprattutto vedeva il buono in ogni studente. Quelli poco portati allo studio non erano emarginati ed erano rispettati. Tanto, quale significato aveva 'brutalizzare' ragazzini che già erano poco portati a studiare in quanto sapevano che, finita la terza media, sarebbero andati a lavorare? E alzare ogni tanto la voce non è sbagliato, quando si deve difendere qualcosa, oppure lottare contro un sistema (quello scolastico) non privo di contraddizioni e di inutili protocolli, un sistema che troppo spesso dimentica il ragazzino che c'è dietro ogni studente.

      Salutami tua madre, Daniele. E' stata anche lei una mia insegnante.

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    2. grazie riccardo! con me sfondi una porta aperta, io la penso esattamente come te sul fatto che non abbia senso costringere a studiare un bambino delle materie che magari odia. comunque è stato veramente bello veder rivivere con le tue parole il mio babbo di tanti anni fa. mio babbo a volte alzava la voce, è vero, ma sempre per una giusta causa. a montecopiolo la causa era senz'altro giusta: la lotta contro l'inquinamento ambientale e acustico. mia mamma ti saluta, si ricorda bene di te, dice che eri molto bravo e simpatico. ciao e complimenti per il tuo blog!

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  19. Arrivo tardi a farti le mie condoglianze, scusami.
    Comunque il tuo non era un professore atipico ma un vero maestro di vita, peccato che non ci siano tante persone come lui!

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    1. Cara Francy,
      le vostre parole hanno arricchito il mio post e fatto arrivare molto calore e affetto alla famiglia, che ha dovuto affrontare questo lutto ingiusto. E' questa la vera forza in positivo di Internet, sentimenti positivi che vincono le distanze.

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  20. Che bell'omaggio hai fatto ad una persona che per te ha contato molto.
    Ti abbraccio e ti sono vicina!

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  21. Una testimonianza commovente, il tuo professore ne sarebbe orgoglioso.
    Un abbraccio.

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  22. Honey I am very sorry.
    È brutto perdere qualcuno di importante, che ha fatto parte della nostra vita.
    Ti abbraccio.

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  23. Ma sai che a Pennabilli ho dei parenti? Porca puttana siamo ovunque, inizio a sentirmi cinese!
    Che bello però aver avuto un professore così, a parte qualche breve parentesi di qualcuno simpatico, ho sempre avuto pessimi professori che ormai non ricordo neanche più... anzi, la maggior parte mi hanno traumatizzato!

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    1. Cioè hai radici nell'Alta Valmarecchia? Caspita...Mi ricordavo i tuoi trascorsi da bambino,da turista, a Viserba..o forse me lo avevi già detto delle tue parentele locali?

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    2. Mmm non vorrei dire una cavolata perché non ricordo bene ma credo siano sempre i parenti dell'Abruzzo che si sono trasferiti, zii di mio padre... magari lui era lo zio e si è trovato una di Pennabilli o viceversa, non sono molto informato sui centomila parenti che mi ritrovo (i miei nonni paterni hanno una decina di fratelli e sorelle per uno) ma non dovrei avere radici da quelle parti.
      Comunque non ti avevo detto nulla, ho parlato solo da Moz delle mie origini abruzzesi.

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    3. ahahha, devo indagare io allora :P

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  24. Sono commosso nel leggere questi ricordi, il commento del figlio e la bellezza di questo professore. Gli insegnanti che incontriamo alla fine ci lasciano comunque un insegnamento ed è bello quando lo fanno col sorriso e a modo loro. Un abbraccio!

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    1. Grazie anche a te Pier! Ci pensavo anche questa mattina. Alla fine per un ragazzetto delle medie non era meglio vedere e recensire un film, piuttosto che i soliti temini che alla fine servono a poco?

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  25. I professori migliori sono quelli che riescono a generare ad avere un rapporto vero coi propri studenti, tali da non renderli semplici nomi e facce, ma persone con tutta la loro complessità.
    Io a volte vedo una classe anche solo per una mezza giornata, ma ci provo lo stesso a lasciare loro un qualcosa che rimanga. Cercando di comprenderli, di essere vicino a loro, lasciando anche dei piccoli messaggi che li facciano riflettere e restino loro.

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    1. Grazie Marco per il tuo interessante contributo, peraltro da chi è dall'altra parte della barricata :). Condivido: il professore deve cercare di capire ogni suo singolo alunno. Nulla deve regalare: ma deve cercare di aiutare ogni alunno nel suo percorso di crescita.

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  26. Comprendo il dispiacere per la scomparsa del professore...

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    1. Sì, perché aveva molto da dire ancora...benché fosse in pensione.

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