Cinque canzoni di Fabrizio De Andrè da riscoprire

L'11 gennaio di 19 anni abbiamo perso il più grande: Fabrizio De Andrè. Il cantautore genovese ha regalato dischi e brani indimenticabili. Tutti voi conoscerete classici come "Fiume Sand Creek", "La canzone di Marinella" o "La guerra di Piero". Ma la produzione di De Andrè è ricchissima di grandi brani: ne ho scelti cinque per voi.


SE TI TAGLIASSERO A PEZZETTI : una dolcissima e malinconica canzone d'amore nasconde un inno alla libertà e all'anarchia. L'uomo è libero, libero pensatore che esce dalla gabbia delle regole e delle convenzioni sociali facendo fuoriuscire la propria fantasia. Un processo che l'uomo innesca più facilmente a contatto con la natura, che è libera. E se la fantasia viene imprigionata dalla convenzioni sociali (il tailleur, la stazione dei treni simbolo di modernità) o addirittura uccisa, rinascerebbe comunque. Tratta dall'album del 1981 (L'indiano).

CANTO DEL SERVO PASTORE : la storia di un pastore sardo, che vive in apparente solitudine. Ma diventa tutt'uno con il paesaggio che lo circonda. La solitudine è espressa da questi versi: "l'amore delle case l'amore bianco vestito io non l'ho mai saputo e non l'ho mai tradito". Notare la critica alla società in cui il matrimonio è tutt'altro che legame indissolubile. Anche questo brano è tratto dal disco del 1981 (L'indiano), scritto dopo il sequestro in Sardegna. Un disco che è uno straordinario inno alla natura, che dovrebbe essere presente sui libri di scuola.

DOLCELUNA : dal Volume 8, una canzone criptica, la storia di un vecchio marinaio che rimpiange il tempo trascorso in mare. La ragazza dalle lunghe gambe è una citazione dell'esca dalle lunghe gambe, titolo di una poesia di Dylan Thomas. "Dolce Luna" è una balena, una Moby Dick "De Andreiana" per il marinaio. Suggestiva l'immagine dello stesso che mangia il pesce in un foglio di giornale, come fanno veramente i poveri pescatori in Spagna e Portogallo.

CODA DI LUPO : l'indiano e l'Inghilterra non sono altro che la metafora della società dell'epoca, post rivoluzioni del '68 (con il disco Rimini siamo nel 1978). Non a caso gli indiani metropolitani sono stati un movimento di protesta di quegli anni. La strofa "Ed ero già vecchio quando vicino a Roma a Little Big Horn - Capelli corti generale ci parlò all'università - Dei fratelli tutte blu che seppellirono le asce - Ma non fumammo con lui non era venuto in pace" è un riferimento a Luciano Lama e alla contestazione verso il sindacalista al comizio da parte degli indiani metropolitani e di autonomia operaia (fratelli tute blu = metalmeccanici = operai). Altro riferimento: nella notte di Natale del 1975 gli indiani metropolitani scrissero frasi blasfeme sulla chiesa di Tomba di Nerone a Roma, da qui la strofa "E fu nella notte della lunga stella con la coda
(Natale) - Che trovammo mio nonno crocifisso sulla chiesa - Crocifisso con forchette che si usano a cena - Era sporco e pulito di sangue e di crema". Il nonno è simbolo dei valori cattolici della società italiana. Finale ovviamente amaro: l'indiano, fallito il tentativo di liberarsi dalleconvenzioni sociali, si sposa ma tradisce la moglie ('bruciando i figli'), pesca con le bombe a mano (simbolo dell'uomo che, invece di utilizzare le risorse della natura rispettandola, distrugge la natura stessa), fa commemorazioni del suo passato (le lacrime sull'arco di Traiano); prova allora a recuperare i valori passati scavando nella storia con un cucchiaio di vetro, ma è un compito impossibile.

PARLANDO DEL NAUFRAGIO DELLA LONDON VALOUR
: dalla Wikipedia, "il naufragio della London Valour è una tragedia marittima avvenuta a Genova il 9 aprile 1970. Il piroscafo mercantile London Valour, battente bandiera della Regno Unito, naufragò a seguito di una concomitanza di eventi, sicuramente definibili catastrofici. La sciagura si consumò all'imboccatura del porto di Genova: il cargo affondò a poche decine di metri dall'ingresso nello scalo marittimo, dopo aver urtato contro gli scogli a protezione della diga frangiflutti, a causa di una forte mareggiata. Nel disastro persero la vita venti membri dell'equipaggio, in gran parte di nazionalità indiana e filippina".

Questa canzone? E' il capolavoro di De Andrè. Una descrizione della società italiana di fine anni '70 che nasconde un'infinita di riferimenti criptici. I marinai fogli di coca ad esempio sono gli indiani di Coda di Lupo, gli indiani metropolitani, che hanno perso la loro 'battaglia' e consumavano grosse quantità di eroina e cocaina. Il grembiule è un riferimento alla massoneria, i personaggi che nel finale 'fronteggiano ogni sorta di naufragi e di altre rivoluzioni' sono una metafora dei protagonisti della scena politica e sociale: spicca appunto il macellaio mani di seta, appartenente alla P2 (ha il grembiule), il Giornale (il famoso giornale di Indro Montanelli che appunto nel 1976 fece appello al voto per la Democrazia Cristiana). Curiosa la figura del paralitico, che prende in giro l'acrobata quando sbaglia il salto. Qualcuno ci legge la figura di cantautori che hanno talento ma non lo usano (paralitici) e allo stesso tempo prendono in giro chi invece questo talento lo usa, pur a volte commettendo degli sbagli (il salto sbagliato).

Commenti

  1. Wow. Penso che nelle scuole di dovrebbe fare un ora di musica "seria" studiando i testi delle canzoni. Italiane e non. I ragazzi imparerebbero molto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo, ovviamente facendo selezione dei cantanti (non vorrei che i ragazzini trovassero sui libri di scuola i testi di Emma :D)

      Elimina
  2. Di queste mi ricordavo Coda di lupo (Rimini l'ho ascoltato molte volte).. a volte si fa fatica a capire tutti i riferimenti di cui le canzoni sono infarcite ma è anche questo il bello di De Andrè

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, questo perché de André metteva nelle sue canzoni molti elementi che prendeva da poesie, scritti ecc.

      Elimina
  3. Cosa avrebbe potuto fare alla fine degli anni Cinquanta un giovane nottambulo, incazzato, mediamente colto, sensibile alle vistose infamie di classe, innamorato dei topi e dei piccioni, forte bevitore, vagheggiatore di ogni miglioramento sociale, amico delle bagasce, cantore feroce di qualunque cordata politica, sposo inaffidabile, musicomane e assatanato di qualsiasi pezzo di carta stampata? Se fosse sopravvissuto e gliene si fosse data l’occasione, costui, molto probabilmente, sarebbe diventato un cantautore. Così infatti è stato ma ci voleva un esempio.
    Fabrizio De André

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bellissima citazione. De Andrè, cantautore e uomo non banale. Aspetto (e tremo) il film biografico che andrà in onda sulla Rai.

      Elimina
  4. Bellissimo post su un poeta, ho imparato ad amare la musica di De Andrè perché mio padre lo ascoltava spesso, la sua musica mi ha reso un ascoltatore migliore. “Se ti tagliassero a pezzetti” è sempre stata una delle mie preferite, dietro ad un titolo da horror anni ’70 c’è un pezzo veramente bello, hai fatto molto bene ad inserirlo in questa classifica. Menzione speciale per la satirica “Il gorilla”, ma si sa che io sono fanatico di scimmie quindi sono un caso patologico ;-) Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel mio caso è stata mamma che mi ha fatto conoscere il grande De Andrè. Il gorilla è un altra chicca, il De André più giovane, istintivo e senza tanti giri di parole.

      Elimina
  5. Ero curioso di vedere il semaforo e avevo scommesso fosse giallo. Ho vinto!
    A memoria non mi pare di conoscerle ma ora non posso ascoltarle. Stasera controllo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Al momento non ci sono semafori rossi all'orizzonte :D

      Elimina
  6. Molto interessante questo studio sulla musica di De Andrè.
    Grazie ed abbraccio Riccardo. Buona giornata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Pia :) Fabrizio mi ha sempre regalato tantissimi spunti con la sua musica e le sue parole.

      Elimina
  7. Di De Andrè ho un ricordo sfocato e quindi non abbastanza nitido. Ho ascoltato alcune sue canzoni, magari le ho anche memorizzate, cantate, apprezzate. Però mi manca la maggior parte della sua discografia, che non conosco affatto. Accetto il tuo consiglio con piacere e vado a recuperare questi cinque brani :) Buona giornata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io sono un buon de andreologo: se hai bisogno di dritte, sono qua :)

      Elimina
  8. Una grave perdita, umana e artistica. Ricordo ancora quel giorno.
    Di queste canzoni ne conosco un paio, la prima è famosa. Dolceluna mi ha sempre fatto sorridere perché c'è anche una sigla della D'Avena con questo titolo XD
    La mia preferita di De Andrè è comunque misconosciuta ai più: Verdi Pascoli.
    La amo.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verdi Pascoli? Bellissima! E' anch'essa contenuta nel disco del 1981, l'indiano. Il preferito di mia madre.

      Elimina
    2. Esattamente, un album stupendo e canzone bellissima e che per me significa tanto^^

      Moz-

      Elimina
    3. Perché non scrivi due righe per il 18 febbraio (giorno dell'anniversario della nascita di Faber), sono curiozizzimo :)

      Elimina
  9. Alle elementari avevo un maestro che adorava De André e ci faceva ascoltare spesso le sue canzoni!
    Quelle che hai citato sono tutte bellissime... ma a me piace molto anche BOCCA DI ROSA! 😊

    RispondiElimina
    Risposte
    1. De Andrè non lo conosco abbastanza. Mi piace quello che ricordo. Ma è tutto. Lo so che pare strano ma non mi emoziona.

      Elimina
    2. @Benny: mia madre, quando era maestra di scuola elementare, assieme alla collega che faceva musica facevano cantare la guerra di Piero e il Pescatore.
      @Mariella: con De Andrè deve scattare la scintilla, altrimenti risulta appunto difficile da fare proprio

      Elimina
  10. Giacchè ho il fidanzato che suona in una coverband di DeAndrè ed un padre fan dello stesso, conosco già queste canzoni ^_^ Soprattutto "se ti tagliassero a pezzetti" che è tra le mie preferite! Inoltre ho strappato la promessa alla band di suonare, il giorno della mia laurea, la canzone "un chimico" appena uscita dall'aula magna xD E della stessa canzone userò una frase per l'incipt della tesi! *_* Detto ciò, è molto bella anche Hotel Supramonte e Princesa! Solo lui riusciva a trattare diversi temi senza esser volgare o pesante!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tuo fidanzato è un grande! Un chimico è un altro grande pezzo, ti anticipo che a febbraio uscirò con un post dedicato proprio al disco "non al denaro non all'amore né al cielo"

      Elimina
  11. Sono molto affezionato a Storia di un Impiegato, disco considerato tra i più noti di De Andrè ma che pur nella sua essenza da concept album contiene canzoni che andrebbero ascoltate di più, come Il Bombarolo o Nella mia ora di libertà...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Storia di un impiegato io l'ho consumato. Concept album strepitoso, stupenda analisi del post '68. Al ballo mascherato è stata sempre una delle canzoni che più ho amato. La canzone del padre sono brividi! E verranno a chiederti del nostro amore? Capolavoro di disco.

      Elimina
  12. Mi sento tremendamente ignorante, non ne conoscevo manco una di quelle da te qui proposte...Ora pian piano me le ascolterò tutte...Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono canzoni molto di nicchia di Faber. Invece mi piacere che una ventenne conosca De Andrè :)

      Elimina
  13. Hai fatto bene a segnarle, perché non ne conoscevo nemmeno una.
    Per fortuna c'è sempre tempo per recuperare :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sisi, De Andrè fortunatamente è immortale: la sua musica c'è sempre :)

      Elimina
  14. Qui sfondi una porta aperta, io conosco la discografia di Faber a memoria e ho tutto su di lui :-)
    Guarda, io metterei anche "Nancy" che parla di un omicidio avvenuto nell'Italia degli anni 70, "Suzanne" che parla dell'artista francese Suzanne Valadon e anche "Ho visto Nina volare" insieme a "Laudate Hominum" che è il brano meno noto ma più intenso de "La Buona Novella".

    Ps- mi interrompo volontariamente altrimenti faccio notte con altri brani!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Facciamo notte :). Mi fa piacere la citazione di "Laudate hominum": lo volevo mettere inizialmente, ma poi mi son detto, naa, bisogna essere culturi di Faber allo stato massimo per apprezzare quel brano. Io rilancio anche con 'Tutti morimmo a stento', disco così cruento e struggente allo stesso tempo.

      Elimina

Posta un commento