Passa ai contenuti principali

I fantastici tornei di calcetto delle medie

Un ricordo della mia giovinezza: il torneo di fine anno scolastico di calcetto. Siete pronti a un tuffo nel (mio) passato?


Come in Holly&Benji, anche alla scuola Angelo Battelli avevamo il nostro torneo di calcetto. Si sfidavano le diverse classi, divise rigorosamente per annata; c'era anche qualche scuola del circondario. Il tutto in un'intera mattina, che dunque non contemplava le lezioni canoniche in aula.

Quanto ho giocato in tre anni di torneo? Forse uno scampolo di partita il primo anno, correndo poco e a vuoto. Non sono mai stato un giocatore: ok, mi divertivo a fare due tiri con uno o due amici, ma le partitelle mai fatte. Io ero il cronista delle partite, un ruolo che mi riconoscevano tutti (e apprezzavano, tutto sommato); le partite non le giocavo. Situazione diverse dalla prima superiore in poi, ma questa è un'altra storia (vi tranquillizzo, ero comunque scarso).

Il mio piacere appunto non stava nel giocare, quanto nel respirare l'atmosfera del torneo e vedere le partite. Il dispiacere era nel vedere i risultati non brillanti della mia squadra: due eliminazioni al primo turno, una al secondo (in prima media), ma solo perché eravamo stati ripescati (!), per un rigore dubbio.

La squadra più forte era la sezione C, infatti tra le sue fila schierava diversi giocatori del settore giovanile della squadra di calcio locale: Michael, Lorenzo, Daniele. Tra i pali c'era il fortissimo Alessandro Bianchi (il fratello Luca, classe '90, è un portiere ancora più bravo, adesso gioca nel campionato interno sammarinese), che indossava guanti e una vera maglia da portiere: una divisa dell'Errea che portavano anche gli estremi difensori della serie A e della serie B (Valerio Fiori, Cagliari 1994-95). Bianchi si alternava con l'amico del cuore della mia fanciullezza: Miky G. (ve lo ricordate? No? Andate qui). Miky non si allenava e non giocava in una squadra di calcio, ma le tante partitelle, spesso con ragazzi più grandi di lui, gli avevano dato sicurezza ed esperienza per giocare senza problemi.

In un'altra sezione, la E, c'era il mio amico Francy C. (Pantanelli, vi ricordate? ), ottimo portiere, anch'egli con guanti e la divisa (che apparteneva a suo fratello più grande), una Admiral grigia con pennellate verde fluo e arancione (Admiral: Benji nel Giappone porta un berrettino di questa marca nel primo tempo della finalissima con la Germania). La sezione A aveva Paolo, che ancor oggi gioca a calcio a livello dilettantistico: probabilmente era il più bravo di tutti.

E nella mia classe, la sezione B?

In effetti erano ben due i ragazzi che giocavano a calcio regolarmente: Filippo S. e Fabio, anche se quest'ultimo, rispetto a tutti, era quello con le 'skills' più basse. Il problema è che eravamo una squadra sbilanciatissima: giocavano tutti all'attacco, anche Giulio e Tommy (ve l'ho fatto conoscere, qui), due miei cari amici; loro non avevano mai fatto calcio in modo serio, tuttavia erano bravini. Come il portiere (in seconda e terza media) Ivan, fratello minore di Luca, difensore arcigno e roccioso del Novafeltria Calcio. Eppure i risultati sono stati scadenti. Il mio carissimo amico Alby ha fatto il portiere il primo anno: non era ancora la saracinesca pazzesca della squadra di pallanuoto.

Alla fine abbiamo perso sempre, riuscendo nel non invidabile record di non segnare gol. Ad ogni modo due sconfitte su quattro sono arrivate ai rigori.

I ricordi più vivi sono quelli del primo anno: nel primo turno giocammo una buona gara, finì in parità zero a zero. Ai rigori Alby fece una bella parata, noi ne sbagliammo due. Il tiro decisivo degli avversari fu fortemente contestato, perché a nostro dire la palla colpì l'incrocio (spostando la porta...) senza entrare del tutto. Invocammo la moviola (la mamma di Alby era in prima linea a fare le riprese con la telecamera!) e facemmo un po' di baccano, ottenendo il ripescaggio. Non l'avessimo mai fatto! Come ripescati sfidammo una squadra di Pennabilli, che era fortissima. Perdemmo 3-0 e sul 2-0 il povero Alby fu sostituito da un altro ragazzo, Enrico. Aveva in effetti preso un gol un po' balordo (ma capita anche a Buffon e a Neuer!). Enrico cercò di dare la scossa alla squadra: ricevette un tiro mozzarella e lo bloccò, alzando il pallone con le due mani urlando: "Evvai l'ho presa!". L'azione dopo il loro attaccante gli si presentò a un metro e scaricò una cannonata sulla quale giustamente si spostò, evitando di essere sfigurato.

In seconda perdemmo al primo turno ai rigori, senza contestazioni: Ivan parò in modo spettacolare, con le gambe, un rigore, ma anche quell'anno ne cannammo due (uno, non ricordo chi, calciò alla Roberto Baggio\Baresi finale mondiale '94: palla ai piccioni).

In terza perdemmo mi pare 2-0. La cosa curiosa di quell'anno è che ogni sezione doveva indossare una t-shirt di un colore predefinito. Noi, per i tre anni, fummo associati al bianco. In terza media ognunò fece alla cazzo del cane: io arrivai con la maglia bianco-blu del Porto, Filippo S. con la canotta scura degli Orlando Magic sulla maglietta bianca, qualcuno con una sgargiante maglietta verde. Il torneo lo vinse per il terzo anno la sezione C, gli azzurri. E a proposito, un altro Alberto (anch'egli mio amico), figlio di un imprenditore proprietario di due stazioni di servizio IP, fornì ai propri compagni di classe la maglia dell'Italia della Diadora (una replica molto carina). Infatti IP era uno dei main sponsor della nazionale azzurra.

Commenti

  1. Ciao Ricky!
    Direi che, oltre ad essere un bravo cronista, hai anche un'ottima memoria! ��
    Ricordo anche io i tornei di calcetto di fine anno... e, come te, ricordo che l'atmosfera che si respirava era bellissima!
    Ricordo che in terza media, io e alcune mie amiche ci eravamo vestite da ragazze pon-pon e avevamo realizzato i pon-pon con striscioline di carta colorata!
    Però il risultato della partita non lo ricordo!
    Ti abbraccio forte e ti auguro un buon fine settimana!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Benny, buon fine settimana anche a te! Grazie anche per i complimenti :P. Ebbene sì, ho un'ottima memoria! Certe scene e certi gol di quelle sfide li ho ben impressi negli occhi. Bei momenti! Voi avete fatto una cosa bellissima a fare le ragazze pon pon :)

      Elimina
  2. Bei ricordi le partitelle alle medie/superiori..io sono sempre stato una schiappa :D Poi ho provato in epoca recente a cimentarmi nel calcetto con amici prima e colleghi di lavoro poi..ancora peggio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah, troppa fatica :D noi siamo dei pensatori :D

      Elimina
  3. 'mmazza che memoria, nonostante siano ricordi del secolo|scorso! ahaha :P
    se mi arriva un pallone tra i piedi, rotolo giù con tutta la dignità :D
    per fortuna alle medie si giocava a basket - dove però ero un disastro con i passi - e a pallavolo, che ho sempre preferito e che ogni tanto continuo a fare nei tornei interni del liceo :) a calcetto ci giocavo sotto|casa, ma mi piazzavano in porta dove, ad ogni cannonata e come il tuo amico, avevo una fifa|matta di finire sfigurato o peggio ancora impotente xD
    bella sì, l'atmosfera che si respira durante le partite di calcetto, specie in primavera quando le giornate cominciano ad allungarsi :) ah, ovviamente dagli spalti! ;D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. aahahah rotoli giù con dignità :D. Comunque anche io giocavo in porta e il paradosso è che il ruolo più complicato, quindi bisognerebbe proprio saperlo fare bene :D. A prescindere dal gesto del volo, ci sono movimenti e tecniche che sono fuori dalla portata del giocatore amatoriale. Fortunatamente palloni ad altezza cintola non arrivano :D in porta, salvo casi rarissimi, mentre le pallonate in faccia non sono così infrequenti.

      Elimina
  4. Il calcio è lo sport in cui sono più schiappa in assoluto! Eppure in prima media me la cavavo... qualcuno mi ha denominato pippa e poco dopo lo sono diventato veramente 😆
    Comunque negli sport ero tipo Hanamichi di Slam Dunk, sempre in prima linea quando c'era da alzare le mani. Attaccabrighe come pochi...

    Se commentavi come Nando Martellotti di Calendarman sei il mio idolo! 😂
    Ora ci faccio un articolo ahahah! Mia madre rideva sempre quando arrivava lui e si presentava con 'sto nome italiano, quando sapevamo benissimo si trattasse di un cartone giapponese.

    Grazie per aver condiviso questi momenti con noi, perché anche se l'argomento non è tra i miei preferiti, è sempre un piacere leggere le emozioni che provava un pre-adolescente degli anni 90 come me!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahahaahh ma nooooo :D eri il rissaiolo della squadra. Ricordandoti Nando Martellotti, sei andato su youtube a cercarlo :D, l'ho fatto anche io. Perché delle Yatta series io ricordo bene Yattaman e i Predatori del Tempo, le alre le ho viste poco o nulla.

      Elimina
    2. Sono andato a riguardarlo per nostalgia 😁 hai visto il mio commento?

      Io le ho viste allo sfinimento perché su un canale del Lazio (laziale sentite male!) le hanno trasmesse a giro tutte quante per circa 20 anni.
      Oggi riguardo solo I Predatori, che ho completa nell'hard disk.

      Elimina
    3. Siii l'ho spolliciato :D

      I predatori nel tempo è una serie sontuosa. E' l'unica che ho sull'hard disk :D

      Comunque in quel video la performance di Martellotti è splendida, sembra davvero un cronista vecchio stile.

      Elimina
  5. Ciao Riky! Che bella questa cronaca di memorie sportivo-scolastiche! Da brava "praticante" di sport individuali (tennis, nuoto) sono sempre stata un po' scarsa in quelli di gruppo anche se, un po' per divertimento un po' per sana determinazione, tra medie e superiori mi sono cimentata nei temibili tornei di pallavolo, sport cult in quel di Arona. Alle medie, in occasione della cosiddetta "giornata dello sport", la mia classe si piazzava sempre sul podio in base ad una classifica che sommava i risultati ottenuti dalle diverse squadre in ogni sport. Al liceo, invece, storia diversa: Complici sorteggi truffaldini, Mai superata la prima partita che, ogni anno, si rivelava una sfida senza speranze! L'uscita anticipata, però ci concedeva superpartitone a Risiko. Insomma, eravamo più portati per gli sport... Da tavolo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh sport da tavolo..hai un ottimo curriculum da sportiva, altroché! :D Quindi sei piemontese :). Grazie per aver condiviso i tuoi ricordi!

      Elimina
  6. Forse c'entra poco, ma quando hai parlato di tornei, a me è venuto in mente come ho imparato a giocare al calcio: con i tornei di cancellino nei corridoi di Ragioneria. Il mitico cancellino rotondo che serviva, secondariamente, per eliminare scritte superflue dalla lavagna, era in realtà un superbo allenatore per il dribbling stretto, la visione di gioco, la triangolazione creativa , il controllo di "palla". Uscivi da anni di cancellino e miracolosamente, il pallone vero tra i piedi diveniva un arnese magicamente addomesticato e ligio ai tuoi comandi. Ecco i tornei che rimarranno sempre inchiodati nella mia memoria.
    Quelli in corridoio.


    creativa col muro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fantastico Franco, fantastico. Penso a un flashback di Holly Hutton che ricorda i tempi in cui palleggiava con il cancellino :D. Ovviamente a scuola, alle medie, si giocava anche da noi, in classe: durante la ricreazione si usava la classica pallina di carta attaccata con lo scotch.

      Elimina
  7. Cioè mi stai dicendo che ti ricordi persino com'è andata una partita di calcio delle scuole medie? D: Non ci credo dai!! :D
    Io ricordo solo una cosa: una pallonata in faccia con gli amici di mio cugino. Credo di essere svenuto. Ma la cosa mi è sembrata fatta apposta (e senza motivo) e quindi ho odiato ancora di più il calcio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ma noooo che stronzi, la pallonata in faccia è terribile, battuta solo dalla pallonata nelle parti bassi :/.

      Siii ho buonissima memoria, tutto ciò che ho raccontato è ancora molto vivido nella mia mente.

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Curiosità su Benjamin Price-Genzo Wakabayashi, il mitico portiere del cartone "Holly & Benji"

E' il mio personaggio preferito del cartone animato "Holly&Benji" e del relativo manga "Capitan Tsubasa". Ecco le curiosità sull'estremo difensore della Nankatsu (New Team) e dell'Amburgo.



IL VERO NOME: Benjamin Price, detto Benji, si chiama in realtà Genzo Wakabayashi. Ebbene sì, ecco cosa significava quel W Genzo stampato sul berrettino.


NON E' IL PROTAGONISTA: il protagonista di Capitan Tsubasa è appunto Tsubasa Ozoora, Holly Hutton. Genzo è solamente uno dei co-protagonisti. Immagino ora non siate più stupiti per il fatto che non appaia mai nella seconda serie del cartone animato.

LE DIVISE: Genzo indossa ai tempi della New Team una maglia rossa con pantaloni della tuta nera (eh sì, nel cartone animato è una maglia arancione con pantalone rosso). Nell'Amburgo invece veste la casacca azzurra con maniche blu navy e le tre strisce adidas azzurre, pantalone della tuta blu navy, completo tipico delle squadre Adidas dei primi anni '80. Un…

Le quattro canzoni degli 883 che hanno fatto la (mia) storia

Max Pezzali e gli 883, con mia grande sorpresa, sono un mito per tantissimi, nella blogosfera. Quando c'è un tag sull'infanzia, Max e la sua storica band (inizialmente un duo, in realtà) spuntano sempre fuori nelle varie citazioni. Mi fa sorridere ricordare che ero l'unico, tra i miei amici, ad ascoltarlo! E poi era opinione comune che le canzoni degli 883 fossero banali e c'era anche chi riempiva di disprezzo chi le ascoltava (o forse disprezzando me, disprezzava le canzoni che ascoltavo. Vabbè). Io, come spesso accadeva in gioventù, ero fiero di andare controcorrente. E siccome siamo nel cuore dell'estate e le canzoni degli 883 hanno fatto sempre da colonna sonora alle mie estati, ho deciso di pubblicare questo post. In realtà ho scelto quattro canzoni che hanno qualcosa di più: un legame con alcuni momenti della mia vita.

O ME O QUEI DEFICIENTI LI'



Gli 883 hanno sfatato per me il tabu' delle parolacce, anche se, ovviamente, quando cantavo i loro brani, l…

I cinque portieri più forti di Capitan Tsubasa-Holly e Benji

Prendiamo in considerazione la versione italiana del manga che comprende anche i volumetti del World Youth.



Oltre 50 volumi di manga (quelli tradotti e importati in Italia), diverse trasposizioni in anime. Capitan Tsubasa è un fenomeno mondiale amato da tantissimi, bambini e adulti. Da appassionato di portieri, non potevo non cimentarmi nella classifica dei cinque migliori portieri.


L'escluso: Ken Wakashimazu (Ed Warner). Per molti questa mia esclusione può essere una nota dolente. Il portiere, idolo di molti per il suo look e per il suo stile da karateka tra i pali, in effetti da bambino rivaleggia alla pari con Genzo Wakabayashi-Benji Price. Al termine del terzo campionato delle scuole superiori, il distacco con il rivale è però marcato: Warner gioca in una squadra scolastica, Benji nel settore giovanile dell'Amburgo. Con la maglia del Giappone, Warner subisce spesso molte reti. Ad esempio: ferma il tiro infuocato di Schneider, ma solo quello calciato dall'area dell…