Passa ai contenuti principali

Amici miei: capolavoro che oggi sarebbe messo al bando dal politically correct

Mercoledì sera ho rivisto 'Amici Miei', nel ricordo del grande Gastone Moschin. Credo che una recensione di questo film sia superflua, ma non una riflessione.

Oggi 'Amici miei' sarebbe messo al bando perché irrispettoso nei confronti degli anziani e addirittura disabili (questo in particolar modo negli atti successivi) e soprattutto sarebbe accusato di essere sessista e maschilista. Perché il ruolo delle donne nel film è tutt'altro che positivo.

C'è la Titti, una splendida, sensuale e nuda Silvia Dioniso, ragazza minorenne di facili costumi. Donatella, interpretata da Olga Karlatos, è una moglie volubile e capricciosa: ripudia l'amore puro e sincero del Melandri preferendo gli agi della vita da ricca. Le mogli del Perozzi, del Mascetti e del Necchi subiscono tradimenti e solo la prima si ribella, mentre le altre sono sottomesse. Alice Mascetti ha solo un atto di ribellione, quando prova a suicidarsi con il gas. La consorte del Perozzi ci viene presentata però come un personaggio negativo: alla morte dell'ex marito sputa veleno, insensibile di fronte alla morte, senza alcun tipo di pietas.

Oggi un film così scatenerebbe le proteste indignate.

Si potrebbe obiettare che 'Amici miei' non avrebbe ragione di esistere negli anni 2000. E' vero, il film descrive la realtà socio-culturale dell'Italia di quarant'anni fa, ma non possiamo ignorare quanto certi personaggi siano ancora attuali, o meglio quanto siano ancora attuali certi vizietti.

La gente del paesino che crede alla 'zingarata' dell'autostrada, alla demolizione delle case per realizzare un'autostrada, non è molto lontana dalle persone che credono alle 'bufale' del web e le diffondono. Il pensionato Righi, quello che mangia sei paste al bar del Necchi pagandone una, non è difficile immaginarlo mentre se la prende con i politicanti e con chi ruba; come molti soloni del bar, oggi spostati spesso su Facebook, sempre pronti a vedere la pagliuzza negli occhi degli altri e mai la trave nei propri.

Paradossalmente si è soliti dire di una grande canzone o di un grande film "che sono ancora attuali" per rimarcarne il valore artistico. Forse sono ancora attuali sempicemente perché la società si evolve, o meglio si adatta alle tecnologie, ma sostanzialmente rimane sempre la stessa.

Il valore artistico rimane comunque lo stesso e quello di 'Amici miei' è innegabile, gioiello di un cinema italiano che negli anni '70 ha vissuto una vera e propria età dell'oro.

Commenti

  1. Ottima riflessione, le donne del film non sono personaggi positivi, ma può starci in una storia tutta raccontata dal punto di vista di un gruppo di amici uomini. Oggi davvero potrebbe essere ancora attuale, peccato che mancano i talenti e le condizioni, basta dire che una versione moderna di “Amici miei” è anche stata tentata, ma non chiedermi di ricordarla perché ne ho cancellato il ricordo dal mio database cerebrale e non voglio andare a recuperarlo, non vorrei scatenare una crisi di parolacce ;-) Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahhaahha ti riferisci a quell'amici miei medievale? muahahha

      Elimina
  2. Riflessione davvero giusta, credo proprio sarebbe così...comunque tralasciando questo particolare il film è comunque un gran bel film ;)

    RispondiElimina
  3. Verissimo: un film che oggi forse non farebbero girare, perché sempre attuale anzi ancora più attuale, come hai bene esposto coi tuoi esempi.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lieto che ti sia piaciuto questo breve post su uno dei capolavori del nostro amato cinema italiano :)

      Elimina
  4. Al "mangia sei paste" ho pensato all'ecstasy, poi quando ho letto al bar, ho capito.

    A morte i politicamente corretti e i buonisti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahahah, niente morte! A parte gli scherzi, come sto scrivendo in un altro post, relativo a un altro film cult, male il politically correct a tutti i costi e il buonismo a tutti i costi; ma anche essere estremi dall'altra parte non va bene, secondo me ;). (chiaramente non è riferito al tuo messaggio poiché è evidente che sia un'affermazione scherzosa e non politically correct :D)

      Elimina
    2. L'inno era ironico ma ammetto che ogni tanto qualche colpo lo tiro a 'sta gente (MOIGE coff coff Madri Orgogliosamente Inutili ginecologicamente Ettantealtrebruttecose).

      Elimina
    3. Il Moige in effetti è il nemico di noi tutti geek, senza dubbio :D

      Elimina
  5. Meravigliosi , ancora adesso li rivedo volentieri , uno dei pochi capolavori di comicità che abbiamo. Lo sai che Gastone Moschin è di Verona? adesso qui si stanno ricordando dei suoi natali e non ti dico gli articoli sui giornali locali.. (non mi piace)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi ricordavo fosse di Verona...sì hai ragione, magari certi artisti vengono dimenticati e poi quando muoiono scattano i 'coccodrilli' e tutti i ricordi...

      Comunque a Verona è stato girato uno dei miei cult :D

      Elimina
  6. Non ho mai visto amici miei ma condivido la riflessione in generale. Non son tanto sicuro però che un film del genere oggi verrebbe messo al bando. Il cinema, un certo tipo di cinema, sembra quasi essere esente da certe critiche (dimostrando forse ancor più incoerenza da questi soggetti perbenisti). Prendi ad esempio i film di Checco Zalone, non so se a te piaccia o meno (a me lui non fa impazzire) ma non importa, fatto sta che i suoi film sono politicamente scorretti e piacciono davvero tanto al pubblico, scherza sull'immigrazione, il razzismo, disabilità, sessismo. E questo lo apprezzo molto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì però lo fa con una ironia evidente che va a prendere per il culo i bigotti, trasformandosi in politicamente corretto.
      Non sono amante dei film coi cabarettisti e questo l'ho visto a spezzoni, però ho capito le scene a cui ti riferisci.

      Elimina
    2. Devo dire la verità, sono abbastanza estraneo al fenomeno Checco Zalone, quindi non posso valutare. Ma sono interessanti entrambe le vostre riflessioni

      Elimina
    3. Ema secondo me sei troppo avanti, sopravvaluti il pubblico XD

      Elimina
    4. Ma in effetti capisco ciò che dice: a naso, i personaggi di Checco Zalone sono evidentemente caricaturali e quindi si crea quell'effetto che dice lui XD. Amici Miei, al di là delle battute, è un film serio, serissimo. E terribilmente corrispondente alla realtà dell'epoca (e attuale ancor'oggi per certi versi).

      Elimina
    5. Ahahah molto probabile. Dici che è come American History X (la situazione, non la pellicola, che è un capolavoro), film contro il razzismo ma amato da tutti i neofascisti e destrofili? Che poi per me la morale del film è "non importa con chi ti allei, alla fine lo pigli sempre in culo!".
      In settimana voglio andare a vedere La Fratellanza, me lo ha ricordato anche se non credo ci sia la morale come nel film con Norton, mi pare più una cosa per i fanatici dei cattivi, dato che va di moda esaltarli a modelli (tutti pazzi per Romanzo Criminale e Gomorra, per fare un esempio nostrano).

      Elimina
    6. Oh ci pensavo l'altro giorno ad American History X! Gran bel film, anche lì un film che dà i giudizi raccontando le vicende dei personaggi, senza quindi preconcetti: amaro, nel finale shock, che poi paradossalmente è il contrappasso per il ragazzo ucciso da quelli che effettivamente considerava suoi nemici, ma soprattutto la pena che il fratello del defunto deve espiare per le sue colpe. La Fratellanza? Forse è l'unico film tra quelli che girano oggi che andrei a vedere.

      Elimina
    7. Esattamente come in American History X!

      Elimina
  7. Per me Amici Miei è un capolavoro senza tempo... e Mario Monicelli era un regista geniale!
    Non si può inventare la "supercazzola" e le "zingarate" senza essere un genio!
    Hai ragione a dire che oggi non avrebbe molto senso un film del genere... nell'epoca di internet e della tecnologia in generale chi darebbe più valore ad un viaggetto in macchina senza meta con gli amici di sempre al solo scopo di divertirsi e combinarne di tutti i colori...
    Chi troverebbe buffo schiaffeggiare le persone affacciate ad un treno in partenza...
    Chi oggi ha la voglia di scherzare e divertirsi con le cose semplici che avevano i protagonisti...
    Davvero in pochi secondi me...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie che stai recuperando post :), come vedi si parla un po' di tutto XD. Geniale è l'aggettivo che calza a pennello a Monicelli. Oggi comunque se schiaffeggi uno che aspetta che parta il treno...denuncia sicura :D basta una foto con il cellulare

      Elimina
    2. Oggi tutti i treni hanno i finestrini sigillati 😝

      Elimina
    3. Verissimoooooo...che è una cosa tristissima. Ok d'inverno e d'estate con il riscaldamento\condizionatore, ma in primavera era bellissimo viaggiare in treno con un po' di finestrino aperto

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I cinque portieri più forti di Capitan Tsubasa-Holly e Benji

Prendiamo in considerazione la versione italiana del manga che comprende anche i volumetti del World Youth.



Oltre 50 volumi di manga (quelli tradotti e importati in Italia), diverse trasposizioni in anime. Capitan Tsubasa è un fenomeno mondiale amato da tantissimi, bambini e adulti. Da appassionato di portieri, non potevo non cimentarmi nella classifica dei cinque migliori portieri.


L'escluso: Ken Wakashimazu (Ed Warner). Per molti questa mia esclusione può essere una nota dolente. Il portiere, idolo di molti per il suo look e per il suo stile da karateka tra i pali, in effetti da bambino rivaleggia alla pari con Genzo Wakabayashi-Benji Price. Al termine del terzo campionato delle scuole superiori, il distacco con il rivale è però marcato: Warner gioca in una squadra scolastica, Benji nel settore giovanile dell'Amburgo. Con la maglia del Giappone, Warner subisce spesso molte reti. Ad esempio: ferma il tiro infuocato di Schneider, ma solo quello calciato dall'area dell…

Tema del soldato eterno e degli aironi, la poesia di Roberto Vecchioni

Questa canzone di Roberto Vecchioni fa parte di uno dei dischi della mia infanzia, 'Per amore mio': fu infatti pubblicata nel 1991, quando ero un 'pischello' di seconda elementare. Dopo 'La guerra di Piero', un'altra canzone sul tema della guerra riuscì a catturare la mia attenzione.

'Tema del soldato eterno e degli aironi' trasforma in un singolo la moltitudine di soldati che hanno combattuto le guerre, dalla battaglia di Maratona alla battaglia di Fort Alamo, fino a Waterloo. E' una riflessione sull'insensatezza della guerra (non a caso il traditore viene perdonato e chi non ha tradito viene ucciso) e sulla impossibilità di scrutare il destino (la metafora del cielo, troppo grande per essere capito dagli aironi). C'è l'amore, un'illusione che tiene in vita i ragazzi che sono mandati al massacro, a combattere.

Questa canzone rappresenta per me anche una metafora della vita. La vita è in fondo un combattimento, ogni giorno siamo…

La mia fuga da Facebook, recensione del saggio di Francesca A. Vanni

Dopo molto tempo ho riattivato il Kobo, il lettore di ebook. Ho deciso di inaugurare il ciclo 2.0 di letture (termine che calza a pennello, visto che sono sparite tutte le vecchie statistiche di lettura) con il saggio dedicato a Facebook scritto da un'amica blogger, Francesca A.Vanni.

Il saggio si intitola "La mia fuga da Facebook". Francesca racconta la sua (breve) deludente esperienza come utente del noto social network, un'esperienza avviata per dare visibilità alla propria attività di scrittrice.

Quello che mi ha colpito è che Francesca non affonda i colpi sugli aspetti che in apparenza si prestano più facilmente agli attacchi: la diffusione delle bufale e la viralità di certi post che, secondo me, dipendono anche direttamente dal social network stesso (come vengono scelti ad esempio gli aggiornamenti delle personali homepage? Su centinaia di amici, a parte le varie opzioni come segui, cosa porta certi post ad essere visualizzati?), oppure i tanti reati che pos…