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Film: "La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori", l'anti-eroe e cowboy Luc Merenda

Amo alla follia il cinema italiano degli anni '70, primi anni '80. Di tutti i generi: horror e thriller in particolare, ma anche spaghetti western (anche se il genere iniziava ad essere in apparente declino), commedie, noir, film erotici, fino a qualche titolo trash diventato culto. E i polizieschi? Conosco poco il genere. Ma ci sono pellicole davvero degne di essere ricordate. Una di queste, viste in un caldo pomeriggio di agosto, è "La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori".

Film del 1975 del regista di cult Fernando Di Leo, con protagonista Luc Merenda, narra il tragico rapimento di due bambini: il ricco Antonio e l'amico Fabrizio, intervenuto per aiutarlo. L'obiettivo dei sequestratori era solo il primo, allo scopo di estorcere un ingente riscatto al padre.

Il protagonista è Luc Merenda, padre in cerca di vendetta. L'anti-eroe per eccellenza: vuole giustizia, quella che non si ottiene nelle aule di tribunale, e non esista a sporcarsi le mani. Ma non si getta allo sbaraglio. Seppur accecato dal dolore, studia una strategia che gli permette di arrivare ai mandanti del sequestro. Si espone, rischiando, in prima persona. E riesce nel suo scopo. A differenza della Polizia, che come spesso accade in queste pellicole, brancola letteralmente nel buio.

Colella, interpretato da Merenda, mette a nudo le debolezze dei sequestratori, dai semplici "galoppini" fino ai mandanti. Si mostra ai suoi nemici come un uomo imperturbabile e cinico. Loro pensano che sia una reazione alla tragedia vissuta. Eppure in Colella non ci sono segnali di follia, al contrario c'è un incredibile lucidità che gli permette di portare a compimento la sua vendetta.

Il protagonista del film di Di Leo è il cowboy degli Spaghetti Western all'italiana. In lotta da solo, spietato e freddo, nonostante il cuore lacerato dal dolore. Non ha il cavallo, tuttavia è in sella ad una moto. Non è un caso.

E' importante sottolineare questa similitudine. Il genere spaghetti western infatti ha spopolato tra gli anni '60 e gli anni '70, ma per caratteristiche è cinema italiano tipicamente degli anni '70. E' stato solo in anticipo di qualche anno. Non a caso molti attori e registi hanno cambiato genere, ma mantenendo, pensate ai poliziotteschi, lo spirito di quei film. Ho scritto prima del declino degli spaghetti western. Ma non è stato declino: semplicemente era un filone esaurito. Il genere ha lasciato comunque un'eredità importante, che ha segnato il cinema italiano. Pensate ad esempio a Tomas Milian: divenuto "immortale" con "Er Pirata" ed "Er Monnezza", ma in precedenza protagonista di diverse pellicole western memorabili.

La lezione dello spaghetti western è presente anche in questo poliziesco, grazie al Colella di Luc Merenda. Ripeterò alla nausea la splendida metafora di Keoma: il bambino nato che simboleggia l'epoca nuova del cinema italiano e Keoma, il vecchio antieroe che parte e che ci lascia. Ma noi non lo dimenticheremo mai.

Commenti

  1. Grande film che in pratica abbiamo commentato in diretta :)
    Un caposaldo del poliziottesco e crime italiano.
    Per me imprescindibile, Luc Merenda divo di strada perfetto.
    Di Leo sommo maestro di regia.

    Moz-

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    Risposte
    1. E' stato un piacere scambiare i messaggi durante la mia visione :)

      SPOILER

      Come ti ho detto, la scena in cui arriva dai mandanti tutto calmo, ma alla domanda "dove sono i soldi?" , risponde "li ho bruciati" e tira fuori il mitra facendo una strage...è una scena fantastica. Così la sua vendetta finale sull'esecutore materiale dell'omicidio del figlio. *__*

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    2. ricordo diaver visto tantissimi film western a casa dei nonni così come ho letto quasi tutti i fumetti di tex willer 8mio nonno era appassionato del genere) . Più che film all'italiana ho seguito molto le serie televisive polizzesche di Poncerello, starcky e huctc (si scrive così? ) e di Fonzie ,ne parliamo? Tomas Milian si, mi piaceva tantissimo , un poliziotto atipico e naif . che bei tempi...Buon fine settimana ciao !!

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    3. Buon fine settimana a te Juliet :). Chissà se i tuoi nonni erano più patiti di western americani o di spaghetti western..c'è sostanziale differenza tra i due generi. Io invece non ho mai seguito quelle serie lì :), compreso il celebre Happy Days ;).

      Tomas Milian è stato un attore veramente poliedrico, io ricordo su tutti con affetto il Tony Roma di "Cane&Gatto" con Bud Spencer, pellicola molto meno importante di tante altre, ma uno dei classici della mia infanzia.

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    4. Questo è un filmone, e poi il mitico Vittorio Caprioli che fa il commissario... mamma mia. "Non è che siccome mi chiamo commissario, devo sapere tutto, eccheccàzz!"

      Moz-

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    5. Un'interpretazione di spessore, per non parlare della scena dell'obitorio...

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