Un episodio (o un aneddoto) per ogni anno della mia vita (1983-1999)

Questo post l'ho scopiazzato (:D) da Marco Luzzara, QUI il post originale.

1983: sono nato alle 4 del 3 giugno, peso 4 kg e 30 grammi, altezza 51 cm. Avevo gli occhi chiari (mannaggia, se li avessi conservati...). Mia sorella rimase a casa con la mitica Angelina e quando le fu detto "E' nato, è nato", si svegliò dicendo "ma non è mica Natale". Vi giuro, è successo davvero.

1984: a febbraio ho iniziato ad andare a gattoni. Le mie prime parole: mamma, babu e dada (cioè mia sorella).

1985: a due anni giocavo con macchinine e camioncini, ma il mio giocattolo preferito era un pupazzo che rappresentava un messicano. "Il mechissano", dicevo.

1986: il 7 giugno, quattro giorni dopo il mio compleanno, gli zii materni si sposavano. Look per l'evento: sandali Chicco elegantissimi color nocciola (quelli chiusi davanti ma con i fori sopra), calzetto bianco, jeans blu a tre quarti di gamba, camicia azzurra e maglioncino blu. Ho passato la cerimonia nell'anticamera, perché il prete mi spaventava. A fungere da guardie mio nonno materno Nicandro e suo fratello Leo. Entrambi con la posa per loro canonica, braccia dietro la schiena e le mano destra a cingere il polso sinistro. In mano io tenevo il regalo di compleanno di mio nonno: un meraviglioso camion cisterna dell'AGIP.

1987: a Natale ricevetti uno dei regali più belli della mia vita. La casa dei Ghostbusters (i Filmations) con tanto di personaggi (Jack, Eddie, Grunt). Devo aggiungere altro?

1988: 23 dicembre di quell'anno, recita scolastica. Siccome ero il "birro" della mia sezione, il più popolare e intelligente (davvero!, incredibile la vita a volte), mi fu assegnato il ruolo di Giuseppe. Un mio compagno fu costretto nel ruolo dell'asino, con tanto di orecchie. Doveva portare sulla schiena Maria, roba che oggi costituirebbe motivo di denuncia alle insegnanti per maltrattamenti. Ps: l'asino è diventato un ragazzo alto quasi due metri, occhi azzurri, intelligente, laureato e con un bel lavoro, moglie bellissima ed è papà.

1989: primo giorno di scuola. Una foto mi ritrare con capelli corti, ma frangia stile He-Man. Nella foto ho la sua stessa espressione di quando è incazzato. Ma ero felice di andare a scuola: oh, invadevo il regno di mia mamma. Poi sapevo già leggere e scrivere: partivo con un netto vantaggio. Mio compagno di banco, dal primo giorno, il caro amico Michele, con il quale ci vedevamo spesso di pomeriggio, a casa mia o sua, per giocare.

1990: avevo festeggiato lo scudetto del Milan due anni prima, ma il 29 aprile sapevo che la festa non si sarebbe ripetuta. Il Milan era incappato nella fatal Verona e nell'ultima giornata di campionato una sconfitta del Napoli, in casa con la Lazio, sarebbe stata quasi impossibile. Infatti al 3' minuto Baroni segnò di testa, mettendo fine ai miei sogni di scudetto bis. Quel giorno ero con la famiglia al lago di Andreuccio, in una splendida giornata di sole dal sapore estivo. Mi consolai con un bel gelato, anche se non era il Blob, il mitico cono Algida che avevo assaporato per la prima volta proprio durante quella festa scudetto: in una mano il succulento gelato, nell'altra il poster gigante (piegato) del Milan campione d'Italia.

1991: erano i primi giorni di febbraio e ci fu una nevicata colossale. Mio padre mi venne a prendere a scuola con il Suzuki che aveva comprato per andare a tartufi con il cane. Era tutto bianco: il cielo, la strada, i giardini, il Suzuki di mio babbo. Sì, era bianco con rifiniture nere. A scuola andai con i Moonboot (cioè con un facsimile dei Mooboot), portandomi nello zaino le scarpe da tennis. All'epoca mi sembrava di aver vissuto una di quelle avventure da cartone animato, tra i ghiacci del polo a cercare lo Yeti.

1992: non ho aneddoti particolari per questo anno, ma la mia collezione di giochi "lievitava". Da piccolo ero appassionato non particolarmente di auto, ma di distributori di benzina. E quell'anno mia madre mi regalò la stazione di servizio Octane della Lego, un vero cult. E a Natale arrivò il bellissimo avamposto dei gendarmi (serie Pirati). QUI per rinfrescarvi la memoria.

1993: vacanza estiva in Corsica, con la famiglia e amici di famiglia, loro in tenda e noi in roulotte. Mio babbo stile Fantozzi: puntura di ape nell'interno coscia, gambe ustionate, gocce di benzina su gambe ustionate mentre cercava di servirsi a un self service di Ajaccio, ma il clou fu quando lui e la moglie dell'amico mangiarono a cena una prelibata carne in scatola...per cani. Il responsabile della spesa e della cottura era lui. Posso citare anche le meravigliose colazioni con baguette calda del forno del camping e Nutella?

1994: feci un'overdose di calcio con il Mondiale di Usa '94. Ricordo ancora quando al gol dell'1-1 di Roberto Baggio con la Nigeria, andai festante in giardino a dare la buona notizia a mio babbo, che aveva abbandonato la visione della partita al 60', mostrandosi schifato e dicendo che l'Italia con quel gioco non sarebbe giustamente andata avanti. Non aveva tutti i torti: il gioco quell'Italia non l'aveva, ma aveva grandi giocatori, come Baggio e l'immortale Franz Baresi.

1995: grazie alla mia compianta zia materna, a giugno io e mia sorella siamo nel parterre vip a Riccione, per la manifestazione "Un disco per l'estate". Vincono gli Articolo 31 con "Ohi Maria", con il mio biasimo (era una canzone sulla droga!). Io tifavo per i bambini di "Gam Gam". Ma il vero mattatore della serata fu Fiorello. Mia sorella era in visibilio per lui (e per Max Pezzali, ma questa è un'altra storia).

1996: con la partita dell'Europeo tra Italia e Russia, vinta dagli azzurri 2-1, inauguro la tradizione di guardare le partite della nazionale a casa mia con il mio carissimo "compà" Alby. Nell'intervallo ci divertiamo a "fare due tiri al pallone" (da noi si diceva così) in giardino, usando il bellissimo pallone Diadora, regalo di compleanno di mia sorella.

1997: spettacolo musicale di fine anno scolastico, faccio venire giù il teatro sociale del mio paese cantando "Capelli" di Niccolò Fabi. Mi presento sul palco con jeans, scarpe da tennis bianche, camicia bianca e una parruccona di ricci neri. Al verso "e voi levatevi la parrucca", me la tolgo e la lancio verso l'insegnante di musica. Fu un tripudio.

1998: l'estate fu bellissima e mise un freno ai 9 mesi precedenti, che non furono particolarmente memorabili. Ricordo che nel tragitto fermata della corriera-scuola, che si percorreva a piedi, si passava vicino a un'officina, i cui titolari pensavano bene di lasciare scorrazzare il loro simpatico Dobermann senza guinzaglio e museruola. Vi ricordate Ivan il Terribile di Fantozzi? Ecco. Ok, la Wiki ci dice che il Dobermann è un cane socievole e simpatico. Non ho pensato la stessa cosa alle 13 circa di un giorno di aprile o maggio, quando mi puntò dall'altra parte della strada, mettendo peraltro a repentaglio la sua stessa vita nell'attraversare la strada stessa, abbaiandomi dietro. Gli lasciai tre quarti della succulenta pizza del bar della scuola, così buona e unta, al fine di far ritorno a casa vivo.

1999: a maggio il Milan conquista lo scudetto al termine di una fantastica rimonta. Tutte le partite viste al bar Nicolini con gli amici, in particolare Kalu. A Perugia vinciamo 2-1 con una strepitosa parata del mio idolo Abbiati e facciamo i caroselli con le auto, noi a bordo di quella del babbo di Kalu, il mitico Renato (una grande persona e un idolo assoluto, celebre il suo filmino in cui andava a caccia di anguille a petto nudo e con la fascia rossa di Rambo in testa). Ah dimenticavo, il gelato del giorno. Il mitico Sansoni della Sanson, il cono metà cioccolato e meta panna.

Commenti

  1. Molto bello!
    Ma scusa: si sono sentiti male per la carne in scatola? :o
    Hai un nonno che si chiama come un mio amico: ma per caso ha origini pugliesi?

    Moz-

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    1. Intanto ho perso per strada la FOTO :D, quando torno a casa la metto su.

      No, mio nonno materno era pesarese doc :)

      Assolutamente non si sono sentiti male :D, mio babbo mangiava anche le pietre all'epoca.

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  2. Bellissimo spunto, ma dubito che riuscirei a ricordare qualcosa di preciso di alcuni anni... però già solo a leggere il tuo mi sono venute in mente cose a cui non pensavo più da una vita! :)

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  3. Io mi sono aiutato: alle scuole elementari, nel 1991, realizzammo una sorta di quaderno storia della nostra vita XD

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    1. Comunque, per la cronaca, a me il terzo anno di asilo toccò la parte della Madonna... Che se mi conoscessi dal vivo e nella più becera quotidianità, adesso saresti piegato in 2 dalle risate! 😂

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    2. hai avuto una parte della madonna..ahah battutaccia!

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  4. Io nel 1988, mentre tu facevi la recita a scuola, mi sono sposato per la prima volta. E con gli aneddoti diciamo pure che possiamo farla finita qui. ;)

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    1. ahhaha! Se fossi stato un tuo conoscente, sarei rimasto fuori dalla Chiesa col camioncino :D

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  5. Che carina la foto :) ed anche l'idea!
    Molto simpatico che tu abbia specificato che l'asinello della recita ad oggi è un bel papà con una bellissima moglie :)

    Comunque volevo dire una cosa in particolare anche se il tuo post offre tantissimi spunti: nonostante io sia cresciuta con i cani, quando ero piccola quelli sconosciuti li temevo parecchio ed anche io ebbi una esperienza con un Dobermann xD
    Era rinchiuso in un cancello proprio sulla stradina che dovevo fare io quando uscivo con le mie amichette a fare una passeggiata o per andare a scuola che era vicinissima ed ogni tanto quel maledetto cancello rimaneva aperto con questo cane ringhioso che ci faceva tremare dalla paura xD a volte ci mimetizzavamo dietro le macchine per passare in sicurezza XD

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    1. Vedi che foto tiro fuori dall'armadio dei ricordi XD. Da qualche parte ho anche la Vhs di "capelli". In realtà ho sottolineato dell'asinello che a quei tempi io ero quello figo e lui l'asinello, poi la vita ha ribaltato i ruoli XD.

      Abbasso i dobermann, sempre e comunque, come tutti i cani particolarmente ringhiosi.

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    2. Essere fighi è relativo :)

      Comunque erano cani difettosi, di solito sono carini coi bimbi xD

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    3. https://www.youtube.com/watch?v=F4E9eJ9jUfs

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    4. Non mi piace Elio, mi sta antipatico :)
      Ma immagino che questo testo si adatti bene a te :)

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    5. si era il mio inno in quel periodo :D anche se sui capelli provo a tenere botta, grigio a parte :D

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  6. Vedo solo ora il post. :)
    Mi è piaciuto moltissimo, anche se ti sei scordato di citare anche me. :p

    Tre aneddoti mi sono venuti in mente, leggendo la tua lista.
    Le mie prime parole pare siano state: "no!" (qui si capiscono molte cose...), e "ippopotamo".
    In prima elementare, quando abbiamo messo in scena Cappuccetto Rosso, ho fatto l'albero. Mi sono però riscattata con l'interpretazione di Lady Marian, in quinta, con Robin Hood in inglese.
    Ricordo anch'io Italia-Nigeria. Ero al porto, a Sanremo, con mio padre, nella storica paninoteca "MAX".

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    1. e ho sbagliato il cognome di Marco :D, pardon.

      Ippopotamo è una parola strana :D forse guardavi quel cartone con l'ippopotamo e l'uccelletto :D. Figo aver fatto Lady Marian! (un po' meno l'albero :D)

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