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Gli occhi della luna

Divinazione capitolo 2

Sono in sala, è una fresca notte di inizio estate. Mi dondolo sulla poltroncina della televisione, mentre una figura femminile si muove con circospezione sul pianerottolo, nell'oscurità squarciata dal faro dell'Enel e dalla sua luce che entra dall'oblò. La vedo dalla porta a vetri della sala. La sua presenza ha allertato i miei sensi: percepisco forte ostilità nei miei confronti.

Mi alzo dalla poltroncina e mi dirigo verso la zona notte. Accendo la luce in bagno e mi siedo sulla vasca. La porta che separa la zona notte dalla sala si apre lentamente. Sento i passi leggeri della ragazza. "Sono qua", le dico. E' esile, indossa una canottiera e pantaloni neri, lo stesso colore dei suoi capelli, di media lunghezza. Nella mano destra impugna un coltello.

E' venuta per me. E' venuta a uccidermi.

"Dammi il coltello", le dico con fermezza, ma senza toni intimidatori.

Osservo i lineamenti dolci del suo viso: gli occhi tristi non sembrano quelli di un'assassina. E' muta e indifesa. Non oppone resistenza quando allungo la mano verso il coltello per portarlo via. Lo prendo dalla parte della lama, la stringo leggermente e un po' di sangue sgorga dal palmo della mia mano sinistra. Faccio cadere il coltello dentro la vasca.

La misteriosa ragazza rimane muta, ferma. I miei sensi avevano percepito forte ostilità, ora sento solo la sua paura, il suo respiro profondo, i battiti del cuore. Avvicino il mio volto al suo, la bacio sulla guancia e le sussurro poche parole all'orecchio.

"Sono già morto una volta, 13 anni fa".

Bruscamente mi giro, la ignoro e mi dirigo verso la finestra. La fresca aria della notte mi solletica. Lei mi segue con fare circospetto, ignorando il coltello.

Guardo la luna, le stelle. Un forte ululato interrompe l'insistente canto delle cicale, in una splendida notte di inizio estate.

Sento finalmente la voce della ragazza: "Ho visto vite finire. Ho visto il sangue. Ho visto il dolore. Ho visto la paura".

Lei si gira e si dirige verso la porta. Con una mossa repentina afferro il coltello e la cingo in un abbraccio mortale. Il suo sangue sgorga dalla gola, mentre fisso quegli occhi così grandi e così tristi.

Commenti

  1. Oo
    Il cattivo dunque era lui o era lei?

    Moz-

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  2. Non lo sai che le ragazze non si toccano neanche con un fiore?xD

    Comunque continuo a dirti che il tuo scritto è molto bello. Sarei curiosa di sapere che è successo 13 anni fa e perché ti stava per far fuori, la ragazza. Te la sei scampata per poco :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie mille :P Belle domande: vedremo entro quanto avrai risposte :D

      Elimina

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