Intervista al maestro Disney Panaro, parte 2: 'ecco la storia in cui ho osato di più!'

Proseguiamo la chiacchierata con il mitico autore Disney Carlo Panaro, che con grande disponibilità ha concesso un'intervista al sottoscritto per il suo bazar!


QUI la prima parte

6)"Chi ha rubato Topolino 2000?" è una pietra miliare del fumetto Disney. Ricordo la splendida battaglia tra Paperinik e Amelia; ma soprattutto il finale "da incubo". Elementi horror nella sua storia: Paperone che va in pezzi e Pippo che si stacca una mano per darla a Topolino. Oggi sarebbe possibile una cosa del genere o spaventerebbe troppo il pubblico di bambini? All'epoca come le venne l'idea di inserire questi elementi horror?

Temo che oggi alcuni elementi della storia sarebbero difficilmente riproponibili, soprattutto quelli riguardanti gli incubi di Topolino.
Sinceramente, quando scrissi l’ultimo episodio della storia, il mio intento non era quello di proporre situazioni strettamente horror, ma piuttosto fortemente destabilizzanti per un personaggio logico, razionale, come Topolino.
Volevo mostrare un Macchia Nera davvero malefico e lasciare, nel contempo, un piccolo messaggio sottotraccia ai lettori: quando attraversiamo momenti difficili, in cui tutto sembra metterci alla prova e si ha la sensazione di crollare, gli affetti sono l’ancora di salvezza a cui aggrapparci… nella fattispecie, il ciondolo regalato da Minni a Topolino.

7) "Topolino è l'operazione Caos" è considerata la sua storia di genere giallo più bella. Anche qui abbiamo un Topolino disorientato, preda di incubi. Il confine tra realtà e illusione, tra realtà e mondo onirico, un elemento che l'ha sempre interessata o si è trattato di un caso?


Quando scrissi il soggetto di “Topolino e l’operazione caos” avevo bene in mente l’atmosfera del film “Io ti salverò” di Alfred Hitchcock, uno dei registi che amo maggiormente.
In quel film, inconscio e ragione si intersecano e si confondono nella mente del protagonista la cui razionalità appare in costante bilico.
Così, avevo pensato di calare Topolino in una situazione simile, cucendogli addosso una trama adatta con, anche qui, un Macchia Nera in grande spolvero.
In generale, il confine tra realtà e sogno mi ha sempre intricato.
Per esempio, in un’altra storia del periodo, “Topolino e l’imperatore della risata”, più leggera e con una trama meno gialla rispetto all’Operazione Caos, raffiguro un Topolino inquieto, i cui sogni sono popolati da incubi che riflettono come l’inconscio, a volte, sia strettamente legato alla realtà quotidiana.

8) Qual è la storia in cui ha osato di più a livello di sceneggiatura secondo lei?

Direi “Topolino e il cavaliere senza tempo”. Basti pensare alla scena notturna del cimitero indiano e poi lo stesso Eric, il cavaliere, non è che il puro Male con cui il Bene, rappresentato da Topolino, si confronta e lotta in un avvincente duello.
Ciascuno di noi, del resto, è un misto tra Bene e Male: è la ragione che ci guida a far sì che sia il primo a prevalere…

9) Quanto c'è di Carlo Panaro ne "L'uomo dei sogni", l'alieno protagonista di una splendida storia di Topolino anni '90? E' un personaggio che trae ispirazione da cosa?

In questo caso devo fare un passo indietro nel tempo, fino alla mia infanzia.
Da bambino, avevo circa 7 anni, amavo molto raccontare, scrivere e disegnare storie con personaggi inventati da me: il “pubblico” era mia sorella Patrizia e lo è restata fin quasi alla fine del 1984. Per inciso, pochi mesi dopo iniziai a collaborare con “Topolino” trasformando la mia passione in professione.
Una mia riflessione su questo, sulla mia passione, direi innata, di “regalare sogni” soprattutto ai bambini, mi ha ispirato il personaggio di Geremia in cui c’è molto di me…

10) Il personaggio del "Cavaliere senza tempo" da quale personaggio trae ispirazione? Quando lessi quella storia, rimasi sorpreso, perché quel personaggio - anche per la raffigurazione del disegnatore Ferraris - sembrava veramente fuori dai canoni Disney. 


In parte ho già risposto prima alla domanda.
In realtà, la storia non era poi troppo fuori dai canoni Disney dell’epoca. In quegli anni, a volte, venivano proposte trame con elementi che richiamavano alla lotta più pura tra il Bene e il Male, ricordo, per esempio, la splendida avventura “Topolino e la spada del tempo” scritta da Massimo Marconi.
Certo, nella mia storia, il cattivo è atipico: forse risentivo un po’ dell’influenza di Dylan Dog che allora era proprio al top!
Nella stessa sceneggiatura precisai che Eric, il protagonista, doveva avere sembianze umane, non doveva essere uno dei tanti personaggi topeschi presenti in altre storie: ci tenevo molto che, oltre alla caratterizzazione narrativa, avesse una raffigurazione grafica che lo rendesse particolare.

11) Romano Scarpa ha disegnato tantissime sue storie. Mi piace citare, perché particolari, quelle con protagonisti Gancio e Pippo. Che ricordo ha dell'autore veneziano?


Ne ho tanti… non lo dico perché, purtroppo, non è più tra noi, ma con me Romano Scarpa si è sempre comportato con una gentilezza ed una signorilità… quasi paterne!
Ricordo che, durante un workshop, mi pare del 1997, arrivai a tavola per il pranzo con qualche minuto di ritardo: Scarpa mi aveva lasciato il posto libero accanto a sé e conversammo sulle prospettive dell’attività di sceneggiatore.
Io ero un po’ preoccupato circa la possibilità di riuscire a portarla avanti con il passare del tempo, ma lui rispose che, con gli anni, “diminuisce la creatività ma aumenta il mestiere”, un consiglio che tengo bene in mente ancora oggi.

12) Concludo con il domandone. Le vorrei chiedere qual è il complimento più bello che ha mai ricevuto dai lettori (domanda difficilissima, scommetto ne avrà ricevuti tantissimi); ma anche il commento più spiacevole e ingiustificato, quello per cui era pronto a buttare il pc dalla finestra e a mandare Paperinik a casa dell'autore per vendicare il suo onore d'autore ferito...

Il complimento è facile da dire: quello di aver accompagnato, con le mie storie, la crescita di tanti lettori e di sapere che amano ancora, con lo stesso entusiasmo e la stessa passione di quando erano piccoli, le avventure che scrivo oggi.
Critiche spiacevoli? Eh, purtroppo, non sempre si riesce a piacere a tutti… Certo non posso dire di non farci caso, tuttavia, se la critica è costruttiva, cerco di rifletterci su, e, se vedo che nasce da un’incomprensione della storia, rispondo spiegando il mio punto di vista.
Più sgradevole, invece, è la critica del tutto gratuita: vedi, dietro ogni storia c’è sempre tanto lavoro, tanto impegno per proporre ai lettori un po’ di svago (a volte anche qualcosa di più) e sarebbe giusto tenere tutto questo sempre in considerazione.

Ti ringrazio, Riccardo, per l’intervista e l’ospitalità sul tuo blog e saluto con simpatia te e quanti mi hanno letto fin qui con il mio saluto che, oramai, molti conoscono: “Buon Topolino a tutti!”

Commenti

  1. Grandissima anche la seconda parte.
    E, a proposito della storia che citate, oggi poco proponibile, sai cosa mi colpì maggiormente di quella?
    La ferita alla mano che il ciondolo provoca a Topolino, che stringe il pendaglio proprio per "svegliarsi".
    Una scena che secondo me osava troppo (come quando si vede il sangue in Tom&Jerry) e che mi shockò, seppur in piccolo -ero già spettatore di Kenshiro, eh, ma parlo dei canoni Disney.

    Moz-

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    1. Grazie Miki! Infatti sei stato tu a farmi venire in mente quella storia. Ciò che tu dici era il famoso segno rettangolare sul guanto di topolino...

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    2. Esattamente: un segno che però è una vera e propria ferita, no?

      Moz-

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    3. sisi! Tipo che si è spellato :D

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  2. Davvero bella conclusione per l'intervista, complimenti a entrambi! :)

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  3. In effetti uscire dai canoni Disney può scioccare.. eterna lotta tra buoni e cattivi (più che tra Bene e Male) e buoni che vincono sempre. Ma l'evoluzione anche di cartoni con i quali cresciamo (una zona serena in teoria intoccabile) può aiutare ad evolversi tramite personaggi confidenziali cui diamo credito anche oltre le nostre aspettative.. comunque se rinasco, voglio essere Paperinik... ;)

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    1. Io se rinascessi...vorrei essere Gastone :D

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  4. Confermo, anche questa seconda parte dell'intervista è molto carina.
    Non sapevo assolutamente che esistessero delle parti horror anche in Topolino ma immagino che se le riproponessero oggi una versione simile nessun bambino si scandalizzerebbe con tutto quello che si trova in giro...
    E deve essere anche molto carino pensare di regalare dei sogni a chi ti legge e che questo possa avvenire magari attraverso un personaggio che sappia di te...

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    1. Grazie cara! Sì, in Topolino ci sono ogni tanto sfumature horror..ed è molto gustoso riuscire a coglierle.

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