スタンド! 戦い!

Dalle stelle alle stalle in poco tempo. Martedì, una delle più belle giornate della mia vita. Poi tutto è precipitato. Sul lavoro in particolare: da tempo si trascinano alcune situazioni che ora, come un fiume in piena, hanno tracimato violentemente.
Sono stanco, mentalmente più che fisicamente. Sento per la prima volta, lavorativamente parlando, le pressioni che mi schiacciano inesorabilmente. Lavoro con il solito impegno di sempre. Ma non basta. Per molto tempo mi sono sentito realizzato: non ho una moglie, non ho un grande reddito, ma al lavoro mi sono sempre sentito un punto di riferimento. E questo bastava. Perché avevo la coscienza sempre pulita, allo specchio potevo guardarmi sempre senza paure, potevo girare a testa alta. Sorridevo, pensando alle parole della mia insegnante di italiano delle superiori: "Al lavoro sarai un leader, hai la stoffa e tutte le doti". Non sono mai stato un tipo ambizioso. Ma ho sempre sognato di essere un leader e di riuscire a rispettare quella previsione. Sono diventato un leader. Silenzioso. Come Convoy-Ultra Magnus dei Transformers.

Ora al contrario perdo colpi e questo mi fa stare male. Ma d'altra parte lo stesso Ultra Magnus è perito in battaglia e metaforicamente è quello che sta succedendo a me.

Ho bisogno di aiuto, in tutti i sensi. Mi sento terribilmente solo. Sono proprio questi i momenti in cui non avere una compagna pesa: l'assenza di un porto sicuro in cui ricevere conforto. Ma di questo non ne ha colpa il mondo, sia chiaro. Se non si riceve amore - in senso lato - è perché non si riesce a dare agli altri altrettanto amore, a lasciare un marchio negli altri. Io probabilmente posso solo fare qualche favoretto attraverso il mio lavoro. Non riuscendo a dare agli altri qualcosa, cerco dunque la benevolenza, l'affetto e la stima, mettendomi sempre a disposizione. Ma così la mole di lavoro aumenta e in questo momento non mi è certo d'aiuto. Mi piacerebbe che queste persone apprezzassero quanto faccio per loro, anche se, come detto, è un comprare la loro benevolenza, i loro sentimenti. Qualcuno probabilmente lo ha capito e getta l'osso al cagnolino; qualcun'altro no e si ricorda probabilmente solo quando c'è bisogno. Un bisogno, che sia chiaro, non fondamentale, perché altrimenti le cose cambierebbero a mio favore.

In questo momento, i fantasmi del mio passato hanno fatto il loro ritorno e mi tormentano. Le scelte fatte. I sacrifici che probabilmente non vengono compresi. I giorni festivi dedicati al lavoro, anche se giustamente qualcuno dirà che questa è stata una scelta voluta per coprire un vuoto, trovarmi un alibi, una giustificazione.

Volete sapere qual è la mia più grande paura? Fa ridere, pensando che non sono proprio uno che ama la folla e la compagnia. La mia paura è quella che se un giorno uno stregone mi facesse scomparire, nessuno probabilmente si accorgerebbe della mia assenza, la vita andrebbe avanti lo stesso. A maggior ragione adesso che sul lavoro non riesco più a essere leader, a essere un punto di riferimento, l'Ikki di Phoenix che interviene a salvare la baracca nei momenti di difficoltà.

Come Gatsu di Berserk, non mi rimane che impugnare la spada. Sperando che la follia e la rabbia non prendano il sopravvento: ed è proprio per questo che ho scritto questo mio sfogo.

スタンド! 戦い!(Stand!, fight!)

Commenti

  1. Non so quanto ti possa consolare.. ma anche se sparisse Tiziano Ferro di botto, il mondo continuerebbe serenamente il suo corso... ah no scusa, forse ci sarebbe una che rimarrebbe seriamente sconvolta... ahahah... (questa credo che la pagherò con interessi esosissimi... .)
    p.s. pensa a me che manco dal lavoro da dieci mesi... quando torno dovrò mettere il cartellino col nome per farmi salutare.. ahah.. leader manco di me stesso.. ahah

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    1. Io probabilmente morirei dieci mesi lontano dal lavoro :D, ma questa è un'altra storia..Cmq peraltro ieri c'è stato (in senso positivo) uno strano segnale e anche il solito sogno bizzarro; nel primo caso proprio una cosa alla Twin Peaks, una cosa da sesto senso e da coincidenza che incredibilmente calza a pennello, il secondo invece sicuramente è stata l'elaborazione un po' di tutto, ma nel sogno era una cosa molto molto figa; il poco lavoro di ieri, la piccola distrazione calcistica e questo sogno almo mi hanno ricaricato le batterie.

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  2. Mi dispiace leggerti in questo stato.
    Mi dispiace perché pensieri e momenti così non dovrebbero mai capitare.
    Vedo che sai come (e vuoi) reagire, ed è un bene.

    Chiunque lotta coi fantasmi del passato, con le scelte sbagliate e non comprese.
    Io lo faccio ogni giorno.
    E fidati di una cosa: nessuno sentirebbe a lungo la mancanza di un altro, perché il mondo va avanti comunque. Vince chi resta. Io resto fino alla fine, che le sorprese accadono come oggi, di quelle che ti fanno felice, e chissà che la felicità non possa pure aumentare.
    Sono un pessimistico ottimista :)

    Moz-

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    1. Grazie Miki,
      in effetti il "non sentire le mancanza di chi non c'è più, il mondo va avanti comunque" è una cosa sacrosanta, soprattutto perché il ciclo della vita è fatto di morti e nascite e non avrebbe senso non accettare questa regola base. Preciso, il mio "sparire" era nello stile narrativo de "La vita è meravigliosa" e di "buon compleanno Paperino", cioè tipo mondo alternativo :D; non volevo mancare di rispetto a chi (vedi ad esempio Paola) ha perso due amici a 17 anni.

      D'altra parte Miki mi portavo dietro un po' di malessere da tempo (ricordi uno sfogo qualche tempo fa sul blog di Chiara?), ma finora ero sempre stato bravo a imprigionarlo, ad annullarlo, proprio anche grazie alla blog teraphy. Poi diciamo alcuni segnali negativi da due persone (pensa che proprio sul tuo blog in uno dei tuoi post di riassunto mensile avevo fatto riferimento a segnali positivi da parte delle due stesse persone) sono stati i due colpi che hanno fatto breccia nella mia armatura...



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    2. Insomma, hai avuto una delusione.
      Ne ho vissute tantissime, di quelle che ti fanno sprofondare: l'ultima mi dicevo "e come faccio a uscirne, stavolta?" a vederla oggi rido.
      Il tempo decide tutto :)

      Moz-

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    3. La delusione è stata una bottarella che si è aggiunta al tracimare del resto :D

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  3. Sei come me, che quando sono triste non lo sono per una sola cosa ma per tutte le cose sbagliate che ho combinato nella mia vita.

    Purtroppo questi momenti di sconforto capitano a tutti, a volte senza un motivo concreto, altre -come nel tuo caso- spinti da delle situazioni che alla lunga diventano insostenibili. Purtroppo in questo senso non posso fare molto, se non dirti ed augurarti che tutto vada meglio presto.

    Però una cosa voglio dirla a te o a chi ha mai pensato la stessa cosa: non è vero che se sparissi nessuno se ne accorgerebbe. Banalmente ti potrei dire che importerebbe alla tua famiglia, al tuo nipotino, ai tuoi amici. E lo penso. Ma ce ne accorgeremmo anche noi, che siamo amici "virtuali" ma esistiamo comunque davvero. Non fate e non fare l'errore di pensare che siamo di passaggio e che solo perché non si sta vivendo una storia d'amore non c'è nessuno che non ci ami..

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    1. nooo, come sono come te :D quindi fra un po' mettero' gigantografie di Tiziano Ferro alle pareti, sostituendo BudSpencer&TerenceHill, Bruce Campbell e Tognazzi&C., ahah, aiuto.

      Come ho detto a Miki, diciamo che c'erano e ci sono delle situazioni sul lavoro che mi porto dietro da tempo e che sono tracimate, per una serie di episodi sfavorevoli, proprio nel momento in cui sono arrivati segnali negativi da due persone a cui tengo particolarmente. Quindi poi va tutto a cascata...

      Un'altra cosa strana è che io non ho mai avuto ambizioni di successo, di soldi; non me ne frega di essere benvoluto da tutti, né di ricevere i petali di rosa quando passo; né mi sento il principe azzurro destinato a fare felice qualcuna. Eppure da una parte bramo di essere un leader e dall'altra di essere comunque una persona importante, del tipo, cazzo sono nei guai, chi chiamo, shpalman? No, Riky! Però nell'utilità di fare qualcosa per il prossimo, bramo che sia amata anche la mia essenza...per il fatto appunto di esserci comunque...che quello che posso fare è perché sono io che esisto, non è ad esistere la cosa che posso fare e che se non c'è quella io non ho ragione di esistere (che bel ragionamento ingarbugliato, ma quindi vuol dire che mi sto riprendendo :D)

      Grazie e spero vada meglio per tutti, che ne abbiamo bisogno tutti, giusto?

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  4. Non ci ho capito una fava ma non importa: posso solo dire che veniamo tutti su con l'idea che sul lavoro, se sei bravo, se ne accorgono e ti tratteranno bene, ti daranno una promozione e pure pat-pat sulla testa. Lo pensavo anch'io fino a quando non mi trovai in ufficio a lavorare all'una di notte e ad essere tenuto sullo stesso piano di uno che rifiutava di fare le cose perché "non ci aveva voglia" e glielo facevano fare, con la scusante "eh, è fatto così".

    Uno pensa di rendersi indispensabile (parlo sempre di lavoro) e appena se ne va si scopre che non era indispensabile affatto. Ho raso al suolo progetti "indispensabili" e sistemi "insostituibili" e si è scoperto che si stava meglio senza. Quindi che fare? Iniziare anche noi a non fare un cazzo? No, fare ciò che si deve, mettere i giusti paletti quando le persone cercano di approfittarsene, e non aspettarsi niente in cambio.

    Il lavoro è solo lavoro, e nonostante certi capi che cercano di farti credere che devi solo essere grato perché ti consentono di lavorare e per questo devi accettare ogni cosa, è giusto arrivare fino a un certo punto e poi pensare per sé. Sennò diventi il buco nero in cui viene gettato tutto ciò che gli altri non vogliono toccare.

    E tieni sempre d'occhio il mercato, così come tu non sei indispensabile per quel posto di lavoro, quel posto di lavoro non è indispensabile per te. Se c'è di meglio, sfancula tutto e cambia aria. Un mio parente emigrato in Brasile mi regalò un gagliardetto della sua squadra del cuore che diceva qualcosa del genere:

    "O homem troca de casa, carro, trabalho e religião. Troca de mulher, troca até de sexo, só não troca de time. O homem nasce, vive e morre Corinthiano."

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    1. grazie Ex,
      di certo a leggere le tue peripezie da ufficio, mi hai decisamente rincuorato :D. Anche se effettivamente è strano: i capi a volte su certi difetti dei dipendenti, sui quali io stesso come dipendente non transigo, sono stranamente permissivi.

      In realtà di sicuro non è un problema di lavoro (come ho detto a Franco, se stessi lontano dal mio lavoro per 10 mesi probabilmente morirei); diciamo che quando emergono le criticità allora dopo in famiglia si sprecano i "eh ma te l'avevamo detto che dovevi cercare altro", "eh ma lì sei sprecato" ecc.

      D'altro canto i problemi emergono soprattutto dall'esterno, dalla ggggente che pensa che il tuo lavoro sia un meraviglioso passatempo che ti dà anche da vivere (come il calcio, ahhaah, per i calciatori)...invece è un lavoro, punto, con tutte le problematiche.

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    2. Non c'è niente di sconvolgente nel loro essere permissivi: semplicemente non vogliono problemi e ancora meno vogliono passare per cattivi. Uno penserebbe che vista la posizione di "potere" accettassero le grane che derivano dal "potere", e invece no.
      Di capi "giusti" da quel punto di vista ne ho conosciuti davvero pochi, purtroppo.

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    3. In realtà forse sto andando fuori tema, il mio non è un j'accuse contro i capi o il mio lavoro, quanto piuttosto contro meccanismi del mio lavoro che in questo momento mi stanno mettendo in difficoltà.

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  5. Caspiterina...sei comparso da me all'improvviso e come un mago zaaap...
    Sono certa che ti sei ripreso brillantemente e grazie di essere tra i miei speciali amici e non è cosa da poco. Sono tremenda io...ahahahahah...non sono una persona facile e forse non è proprio così.
    Abbraccio grande e spero di averti fatto sorridere un pochino.
    Ciao e...basta con i fumetti e Twin Peackssss...me ne basta già uno di amico da sorbire...

    P.s. sfogati sempre...io lo faccio e mi vergogno ma non ci rinuncio...povera me! ;*

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    1. Ciao Pia, benvenuta :)

      Diciamo che questo blog l'avevo aperto tanti anni fa, poi abbandonato (anche per ragioni tecniche: una volta pubblicare un post ordinato era molto faticoso, oggi blogger ha fatto passi da gigante). Un paio di mesetti fa cercavo informazioni su una serie e ho scoperto il Moz 'o clock. Contestualmente ho iniziato a scrivere di nuovo e Miki è stato proprio il primo a venire a leggere e commentare, da quel momento ho avuto il grande piacere di entrare anche io nel giro :), di leggere e ricevere visite, scambiare commenti.

      A mente lucida ora posso dirlo, a parte le difficoltà lavorative del momento, a far crollare il castello è stato anche uno stato d'animo extra-lavorativo, che provo a spiegarti (spiegarvi).

      E' vero che sono un soggetto caratterizzato da emotività di fondo: viene scambiata per ansia, ma non è ansia, perché il mio cercare di prevenire e di organizzare ogni cosa non è dettata da ansia, quanto da evitare che determinate situazioni possano mettere alla prova la mia emotività...

      L'emotività sicuramente l'ho avuta sempre, ma negli anni è cresciuta esponenzialmente per alcune situazioni della mia vita, in particolare quella di non reggere le pressioni, di soffrire le critiche (le accetto, ma le soffro), di soffrire i "soprannomi" (ti consiglio di recuperare il mio post sui miei trent'anni di lettura di Topolino, secondo me potrebbe interessarti ;)).

      Quest'emotività si traduce verosimilmente anche in un blocco quando mi trovo magari a parlare con delle persone. Così mi esprimo meglio quando traduco i pensieri in scritto, piuttosto che in parole.

      E' per questo, che a fronte di una persona che mi piace molto (ma come detto, mi piacerebbe avere anche come amica), vorrei poter avere la possibilità di dirle e farle vedere che probabilmente anche io ho qualcosa di speciale dentro...forse anche di unico.

      Di sicuro non ho talenti, ma una dote sì: mi sembra di essere empatico, di riuscire a leggere nella mente e nel cuore delle persone.

      Riuscissi a far espandere il mio cosmo fino ai limiti estremi (che bello fare questa citazione dai Cavalieri dello Zodiaco), distruggere l'emotività che mi caratterizza..probabilmente risorgerei come un nuovo "io", con un'aura diversa.

      Su Twin Peaks è colpa di Moz :D, è stato bravissimo a trasmettere la sua passione anche a chi come me, era incuriosito da questa serie, avendone però usufruito solo di "striscio". Ma proprio questa è la forza della rete dei blogger: trovare persone con cui condividere delle passioni, poi diventa automatico condividere pensieri, sensazioni, esternazioni, sfoghi.

      Poi Miki è praticamente un mio quasi gemello, abbiamo tantissime cose in comune...e i fumetti, Topolino a parte, secondo me è la cosa proprio che ci separa! :D

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  6. Caspiterina...Topolino! Andrò a curiosare...;*

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    1. Sono un buon topolinologo, ;D il post lo trovi in homepage

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  7. Mi dispiace tantissimo, sinceramente non so bene come comportarmi o cosa dire in queste situazioni, spero tu riesca a superarlo.
    Ps: mancavo da un po' qua, tanto lavoro questa settimana, e infatti l'ho visto solo oggi

    Arcangeloquesto post.

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  8. Va beh, la firma l'ho inserita nella frase XD

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    1. grazie Arc,
      comunque ora va molto meglio, grazie anche al vostro supporto!

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