Passa ai contenuti principali

Le più belle sigle dei cartoni animati di Cristina D'Avena


Dopo aver scelto (QUI) le cinque sigle più belle dei cartoni animati, ho selezionato le cinque sigle più belle di Cristina D'Avena, precedentemente esclusa. Anche in questa classifica non troverete molti titoli importanti. Tuttavia sono sicuro: saprò colpire la vostra attenzione.


5 D'Artagnan e i moschietteri del re (QUI)

Finalmente un coro grintoso, con voci maschili adulte e non di bambini. Testo particolare: D'Artagnan regge ai disagi e salta l'intoppo, giusto perché bisognava fare rima con "malvagi" e "galoppo". Tuttavia la sigla è ben ritmata e da bambini ci è rimasta in mente fin dal primo ascolto.

4 Il mistero della pietra azzurra (QUI)

Un anime molto complesso, una sigla che introduce nelle atmosfere di mistero e leggenda che faranno da sfondo alle peripezie di Nadia, la mia prima eroina di colore. "In quest'avventura un segreto c'è ma nessuno al mondo sa qual è", dopo un inizio più soft, la strofa che introduce il ritornello alza i toni.

3 Alé Alé Alé O-O (QUI)

Titolo a sorpresa, direte voi, visto che nella classifica sono esclusi pezzi grossi, grossissimi. Ma questo brano raccoglie l'essenza del calcio, dello sport e della vita: "Questa vita è come una partita, cio' che è non dribblare la fatica" - "Vince chi ce la mette tutta, senza arrendersi mai". Ma affonda di più nella seconda strofa: "Non ti abbattere se fai un errore - Ogni errore è in fondo una lezione" - "L'importante è riprovare senza fare un dramma - anche un gran campione può sbagliare il calcio di rigore". Emozionante l'intro, con i cori da stadio e il fischio dell'arbitro che si fondono dolcemente con le prime note. La sigla descrive bene anche il cartone: Toshi diventa il grande n.10 del Kakegawa, prendendo il posto del campione Kubo (deceduto tragicamente) grazie anche all'amore e al suo sostegno della sua Cindy.

2-Prendi il mondo e vai (QUI)

Era il cartone animato preferito di mia sorella e non solo: quante bambine hanno sognato di emulare la protagonista Minami (oh, l'adattamento italiano ha mantenuto il nome giapponese). I protagonisti maschili erano invece due fratelli agli antipodi: Kim e Tom. Il primo morirà tragicamente, il secondo completerà un percorso di maturazione che lo porterà a diventare l'asso sportivo, prendendo il posto del fratello, e il fidanzato di Minami. La sigla è un must: un bambino non poteva che innamorarsi di quelle parole che lo incitavano a lottare nella vita per raggiungere i suoi obiettivi. Sigla motivazionale!

1-E' quasi magia Johnny (QUI)

Il sax, un'intro subito grintosa, ma anche il coretto dei bambini fortunatamente limitato a un "Oh-oh". "E' quasi magia Johnny" è un anime che meriterebbe di essere ripescato (nella sua versione non censurata); la trama è incentrata sul triangolo tra Johnny, Tinetta e Sabrina (i nomi italiani, "meraviglioso" come sempre l'adattamento). Tornando alla sigla, quante volte abbiamo canticchiato il ritornello? In fondo quel "è quasi magia" non si riferisce solamente ai poteri psichici del protagonista, ma un po' a tutti noi. Quante volte nell vita abbiamo vissuto o viviamo momenti di (quasi) magia? E quel "riprovaci ancora", un monito a non mollare mai e a far esaudire i nostri sogni e desideri. Concetto meno esplicito, rispetto alla sigla di "Prendi il mondo e vai". Ma ugualmente forte.

Commenti

  1. Tra le sigle dei cartoni calcistici, amo A tutto gol, sempre della D'Avena! :)
    Prendi il mondo e vai bellissima sigla e cartoon poetico :)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A tutto gol, l'anime calcistico fantasma! Non ci crederai, ma un mesetto fa ho cercato informazioni e puntate in modo vano.

      Elimina
  2. L'ho vista di recente da Fazio.. e di Cristina continua a piacermi giusto il valzer del moscerino (ullallà ullallà ullallallallà...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahhaahh! Ma pensa a quante sigle ha fatto Cristina d'Avena. Cento? Duecento? Mille? Io ho scelto le cinque più belle, ma pensa, se avessi fatto la classifica delle sigle più brutte, avrei dovuto mettere almeno una ventina di voci :D. Ciao Franco, grazie per essere passato di qua!

      Elimina
    2. Sssi, Franco, anche io penso che di lei ti piaccia giusto solo il valzer xD

      Elimina
  3. Sto per farti sentire vecchio ^.^ la mia sigla preferita di Cristina D'avena è stata quella di Hamtaro xD i cricetini che avevano una vita sociale più attiva della mia anche ora che ho 23 anni xD
    E dato che ormai ho detto a tutto il webbb che scassinavo finestre, guidavo quad e scalavo montagne sono pronta a confessare anche che -sempre in compagnia delle altre 3- avevo fondato un club sulla scia di quello di sti criceti xD solo che noi, invece di salvare il mondo prendevamo solo un sacco di botte cadendo a destra e manca xD

    Comunque, per stare in tema, c'era bella pure quella dei puffi *.* E Kiss me Lycia! E poi Piccoli problemi di cuore. Poi basta, non ricordo più xD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La sigla per il cartone da femmine "piccoli problemi di cuore" noi preadolescenti intrisi del cinismo tipico della pubertà la associavamo all'ex calciatore dell'Inter Nwankwo Kanu. Metteteci pure il fatto che la mossa finale in Mortal Kombat del personaggio quasi omonimo era l'estrazione del cuore, e avevamo un filone inesauribile di comicità.

      Elimina
    2. "la mia sigla preferita di Cristina D'Avena è stata quella di Hamtaro"

      Letto questo, la mia reazione: https://www.youtube.com/watch?v=stdi-1tIUhM

      Comunque non ho mai visto un secondo di questi Hamtaro, ma a naso potrebbero entrare in una classifica dei "peggiori cartoni". Nella mia, svetta incontrastata la famiglia Glady, quello della vecchietta maniaca che sculacciava il mappamondo

      https://www.youtube.com/watch?v=WdHrSSA7TKc

      La sigla per il cartone da femmine "piccoli problemi di cuore" noi preadolescenti intrisi del cinismo tipico della pubertà la associavamo all'ex calciatore dell'Inter Nwankwo Kanu: so true, carissimo July Andreotten.

      Elimina
    3. Allora di cosa vi lamentate; i "nostri" cartoni vi offrivano pure questi imperdibili spunti xD

      Ma una domanda sorge spontanea.
      Condizione sufficiente e soprattutto NECESSARIA per esser sculacciati è il possedere un sederino, per cui...come faceva questa maniaca a sculacciare un mappamondo? Che cosa faceva questo mappamondo per meritarselo? E soprattutto, quanti anni di terapia sono serviti per riprendersi da tutto questo?

      Elimina
    4. Diciamo che un cartone come la famiglia della nonnina sculacciatrice rappresentava quello spirito masochistico che oggi mi spinge invece a vedere certi film horror trash :D

      Elimina
    5. Il mio genere cinematografico preferito ^.^ sarà stata colpa di Hamtaro XD

      Elimina
    6. ahhaah davvero? Allora devi recuperare articoli del mio blog XD

      Elimina
    7. Si, ma io sono difficilw xD non devono essere film vecchi xD

      Elimina
    8. eh sei gggiovane. Fai un post sui film horror trash :D

      Elimina
    9. Definisci trash xD ad esempio quelli splatter sono belli da vedere però mi piacciono quelli psicologici, tipo che la notte quando stai per addormentarti poi senti lo spirito maligno che ti sussurra xD

      Elimina
    10. Trash: film che ha scarsi mezzi, scarsi attori, personaggi impalpabili, trama sconclusionatissima, brutto insomma.
      Culto: film che ha scarsi mezzi, ma che ha elementi che lo rendono un piccolo gioiellino: la recitazione di un attore, un personaggio, una scena. Un esempio recente è "Bubba Ho Tep" con Bruce Campbell.

      Io adoro gli splatter mentre quelli psicologici ed esoterici li aborro :D. Certo non ho mai capito questa cosa: se io guardo un film tipo "the ring", la notte mentre mi sto per addormentare, sento lo spirito maligno. Perché quando guardo allora qualcosa tipo "Striptease", non sento la voce della donnina che si spoglia?

      Elimina
    11. Perché è risaputo che gli spiriti maligni esistono mentre le belle donne che fanno lo striptease no. Sono solo una invenzione di voi uomini xD

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I cinque portieri più forti di Capitan Tsubasa-Holly e Benji

Prendiamo in considerazione la versione italiana del manga che comprende anche i volumetti del World Youth.



Oltre 50 volumi di manga (quelli tradotti e importati in Italia), diverse trasposizioni in anime. Capitan Tsubasa è un fenomeno mondiale amato da tantissimi, bambini e adulti. Da appassionato di portieri, non potevo non cimentarmi nella classifica dei cinque migliori portieri.


L'escluso: Ken Wakashimazu (Ed Warner). Per molti questa mia esclusione può essere una nota dolente. Il portiere, idolo di molti per il suo look e per il suo stile da karateka tra i pali, in effetti da bambino rivaleggia alla pari con Genzo Wakabayashi-Benji Price. Al termine del terzo campionato delle scuole superiori, il distacco con il rivale è però marcato: Warner gioca in una squadra scolastica, Benji nel settore giovanile dell'Amburgo. Con la maglia del Giappone, Warner subisce spesso molte reti. Ad esempio: ferma il tiro infuocato di Schneider, ma solo quello calciato dall'area dell…

Curiosità su Benjamin Price-Genzo Wakabayashi, il mitico portiere del cartone "Holly & Benji"

E' il mio personaggio preferito del cartone animato "Holly&Benji" e del relativo manga "Capitan Tsubasa". Ecco le curiosità sull'estremo difensore della Nankatsu (New Team) e dell'Amburgo.



IL VERO NOME: Benjamin Price, detto Benji, si chiama in realtà Genzo Wakabayashi. Ebbene sì, ecco cosa significava quel W Genzo stampato sul berrettino.


NON E' IL PROTAGONISTA: il protagonista di Capitan Tsubasa è appunto Tsubasa Ozoora, Holly Hutton. Genzo è solamente uno dei co-protagonisti. Immagino ora non siate più stupiti per il fatto che non appaia mai nella seconda serie del cartone animato.

LE DIVISE: Genzo indossa ai tempi della New Team una maglia rossa con pantaloni della tuta nera (eh sì, nel cartone animato è una maglia arancione con pantalone rosso). Nell'Amburgo invece veste la casacca azzurra con maniche blu navy e le tre strisce adidas azzurre, pantalone della tuta blu navy, completo tipico delle squadre Adidas dei primi anni '80. Un…

Intervista a Paolo Samarelli, l'artista dei calcio e i suoi fantastici disegni

Conoscete la mia passione per il Guerin Sportivo e per l'Almanacco del Calcio Panini, passioni che si fondano soprattutto sugli splendidi disegni dei gol e delle azioni delle partite che li arricchivano.

Da "secoli" mi batto per esaltare e celebrare la bellezza di questi disegni, che purtroppo sono spariti dai giornali specializzati e dai quotidiani. Spariti molto prima del proliferare di Internet e dei telefonini, complice anche la volontà degli editori e dei direttori di testata di tagliare i costi, a scapito però di noi collezionisti.

Oggi parleremo con uno degli artisti che riproduceva le prodezze dei calciatori: Paolo Samarelli, presente negli anni '80 sulle pagine del Guerin Sportivo e negli anni '90-2000 su quelle di Repubblica. Il maestro Samarelli mi ha concesso gentilmente un'intervista.

1-Paolo, come realizzava i suoi disegni all'epoca della collaborazione con il Guerin Sportivo? I gol li guardava su 90esimo minuto? Quale metodo di lavoro segui…