La vita di un vitello è proprio un macello: buona Pasqua!

Vi rassicuro: non si parla di vegani e di agnelli.

Anche se effettivamente il titolo vuole ironizzare, scherzosamente, su quello. Posso dirvi che non mangio l'agnello: ma perché non mi piace. E mi sposto così su altri tipi di carne. Tuttavia il titolo vuole principalmente citare il ritornello di una mitica sigla (leggi QUI ), un'efficace metafora della vita: in fondo non siamo un po' tutti dei buoi chiusi nella stalla delle convezioni della vita sociale e lavorativa? Per chi è single poi quanto è forte il desiderio di avere "una vitella per andare a pascolare con lei?". Ma il passaggio chiave è "Se riuscissi a farmi capire, avrei molte cose da dire". Nella mia vita è accaduto spesso: la sensazione di avere un mondo nel cuore e di non riuscire ad esprimerlo con le parole, citando il maestro Faber. Un po' per colpa mia, per paura di mostrarmi fino in fondo e di innescare il giudizio altrui; un po' per colpa degli altri, perché spesso non si ha tempo per fermarsi e capire. E si giudica il prossimo in base all'apparenza, a quello che si dice su di lui, senza conoscerlo.

Per cui, la prossima Pasqua sia davvero una rinascita: che il nostro "io" possa risplendere ed essere apprezzato per quello che è.
Auguri a tutti di buona Pasqua: e un abbraccio speciale a tutti i miei amici della rete di Blogger, che mi hanno accolto con grande simpatia e gentilezza.

Commenti

  1. Un augurio di Serena Pasqua a te Riky... che i nostri cortili si aprano alla comprensione ed al dialogo.. e mai come in questo periodo prego e spero che il semplice buon senso l'abbia vinta sull'arroganza e la prepotenza... ;)

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    1. Grazie Franco, sottoscrivo. Non ho mai sopportato, anche a bassi livelli, l'arroganza e la prepotenza

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  2. Sono in ritardo per gli auguri, però ci tenevo a commentare questo post perché capisco quello che provi. Non mi ritengo, nonostante tradimenti vari e simili, sfortunata in amore perché alla fine le cose brutte sono parte del passato ed amen. Però so cosa significa non sentirsi in grado o nella condizione di potersi aprire con nessuno. Non so quanto questo possa essere considerato un limite mio o altrui, o quanto possa essere effettivamente considerato poi un limite. Credo che succeda però a persone molto speciali -e non per farmi complimenti da sola xD non solo almeno, ahah-, che non si accontentano di mettersi al centro del mondo solo per fare figura; che magari preferiscono starsene in silenzio piuttosto che sviscerarsi come fanno gli altri perché dentro di loro basta la consapevolezza che c'è molto e di bello da dire, ma non dirlo è una scelta e non una costrizione. Per farti un esempio "estremo" è come quelle persone che, su due piedi, riescono a dirti cose personali ed intime però lo fanno soprattutto per attirare l'attenzione o farsi compatire, mentre c'è poi chi, anche dopo tantissimo tempo insieme a qualcuno, fatica a lasciare aperto il proprio piccolo universo. E questa ultima scelta credo sia bellissima, perché poi riservare sé stessi, la parte più intima, a chi sa veramente guardarti dentro è bellissimo; il regalo più bello che si possa donare e/o ricevere. Quindi non preoccuparti di chi non ti ha saputo leggere dentro o se non hai trovato il "coraggio" di lasciarti leggere, credo che sia solo questione di tempo e che al momento veramente giusto, tutti i tuoi muri saranno abbattuti. (Te lo dice una che di "dogmi" psicologici ne ha quanti ne vuoi e che scrive perché in realtà a parole non è poi tanto brava ad aprirsi-se non per offendere o vendicarsi, in quello chiamami quando vuoi che sono la n°1 xD) Questo è il mio augurio sincerto per te e per quelli come noi :)

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  3. grazie del bel messaggio e ovviamente contraccambio gli auguri (il weekend Pasquale ancora non è finito :) pensa a MikiMoz, io non riuscirei a sopravvivere ai suoi duemila pranzi e cene XD), ti avviso che ci sarà un successivo post triste ma poi torneremo con il cazzeggio :D. A parte questo, mi ha colpito il tuo "esempio estremo"; in realtà le cose più personali e intime sono proprio la parte più nascosta dell'iceberg e ammetto che talvolta si raccontano a certe persone "prescelte" sì per farsi compatire (tuttavia, appunto lo si fa con persone comunque prescelte, discrete e delle quali ci fidiamo), ma soprattutto per togliersi un po' di rospi dalla gola. Ad ogni modo, prima di quelle cose, ovviamente c'è un mondo. Diciamo che il mio discorso è un attacco alla consuetudine della società di catalogare le persone e attribuire le maschere. Nel momento in cui lo fa, tu sei catalogato per sempre così. E paradossalmente finisci per credere nella maschera che ti attribuiscono. Si accetta la parte, perché poi potrebbe essere peggio, finire infatti nel dimenticatoio totale. Fuori dal palco, fuori dalla recita.

    Ti faccio un esempio concreto: quando avevo 27 anni ho avuto la fortuna di conoscere una persona che ha cercato di scavare più in profondità in me e mi ha fatto vedere il mondo secondo prospettive diverse. E' stato un periodo della vita molto importante (guarda caso è stato l'unico periodo della vita in cui mi sono fatto crescere i capelli lunghi :D, adesso a vedere le foto sorrido), ricco di sensazioni (buone, qualche volta negative), ma soprattutto mi sono scrollato quella timidezza estrema che mi trasformava in un appendiabiti nelle situazioni sociali. Al che un'altra persona che frequentavo, nella compagnia con cui ogni tanto si faceva qualche serata, mi rimproverò dicendomi: "non sei più il solito, sei cambiato, sei diventato più sborone". Ma io ero sicuro che fossi me stesso, mentre mi resi conto che all'esterno molti avevano seguito quella catalogazione sociale che mi era stata cucita addosso.

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    1. In realtà il mio esempio estremo era molto, molto estremo xD
      Esempio: c'è una mia amica che è una ragazza fondamentalmente buona, però ha quello che per me è un difetto. Capita che, quando siamo in compagnia ed incontriamo per strada qualcuno che conosce -che però non definirei amico suo- riesce a raccontargli i problemi che ha a casa. Da un lato sento proprio che è un modo per attirare l'attenzione, perché so che non è una persona fortunata, dall'altra io non ci riuscirei mai, mai, mai. D'altronde io sono proprio un estremo opposto: ci sono cose anche molto forti che io non ho mai detto neppure alle persone che amo, perché sono mie, so gestirle da sola e non lascio che mi turbino.
      Questo, collegandomi al tuo discorso, molto spesso viene preso per una maschera.
      Cioè, se a me succede una cosa "brutta" io non riesco a lasciare che questa mi rovini la vita e così quando magari avevo 1000 problemi ho continuato a ridere con tutti come sempre, a studiare, sostenere esami. Il problema è che poi io dò per scontato che anche gli altri possano riuscire a farlo e quando invece hanno bisogno di qualcosa di diverso io fatico un pochino ad arrivarci e mi si dice che sono senza cuore, che sono insensibile e simili. Io so di non essere così, però questa è sicuramente la mia maschera. Credo che finché siamo in grado, noi stessi e per noi stessi, di distinguere la maschera dal nostro vero io, non sia pericoloso perché poi saremo in grado di toglierla con chi lo merita.

      Infine, 1. Mi dispiace per la persona sciocca che ti ha fatto quell'appunto. Cambiare è normale, si cresce, non c'è nulla di cui rimproverare!
      2. A me i post "tristi" piacciono xD, il mio blog è pieno di introspezione xD

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    2. ah ecco, la tua amica era il caso estremo XD. La tua comunque non è una maschera: hai molto pelo sullo stomaco XD, normale per chi è cresciuta scalando montagnole, arrampicandosi sulle pareti per rientrare dalle finestre o guidando quad. Comunque io non ero cambiato: era semplicemente la parte più nascosta che veniva a galla e che doveva amalgamarsi con l'altra :D

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    3. Ed infondo credo che questo significhi "cambiare". Evolversi, amalgamarsi con sé stessi. E come dice il mio Tiziano, "bisogno di cambiare rimanendo sempre uguale" xD

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    4. si, non cambiamento: evoluzione. Comunque moriremo TOOOOTTI

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