Gli 883: perché sono un mito

Quando avevo 14 anni, nell'autunno 1997, un compagno di classe mi scherniva affettuosamente a causa della mia passione per gli 883, che avevano pubblicato l'estate prima il disco "La dura legge del gol". Oltre ad essere un appassionato del liscio (!), il mio compagno di classe aveva comunque gusti musicali importanti: da De André a Battisti, fino ad Adriano Celentano. Non aveva tutti i torti, nei suoi affettuosi rimproveri.



Ciò che sbagliava, il mio compagno di classe, è non capire il mio punto di vista. Non poteva percepire la magia che rappresentavano gli 883 per me. Un passo indietro: mia sorella, sei anni più grande di me, amava molto la musica e mi ha dato l'abitudine di ascoltarla, soprattutto utilizzando la radio. All'epoca Radio Gamma a go go, un po' di Subasio e un po' di Antares (sì, la radio dei miei titolari!). Nel 1992 esplose la mania 883, con "Hanno ucciso l'uomo ragno", canzone che costituiva un unicum nel panorama musicale italiano. Una canzone che parlava di un supereroe! Io non amavo il filone supereroi (tranne la splendida serie animata dedicata a Batman), ma fui colpito dal fatto che un eroe del bene potesse essere ucciso...e non si sapeva neanche da chi. Quella canzone divenne storia. Ma è nel 1993 che gli 883 divennero colonna sonora della vita di mia sorella e anche della mia. "Come mai", "Sei un mito", fino a "Nord Sud Ovest Est", un pezzo che piaceva tanto anche ai miei genitori. Le canzoni degli 883 non parlavano solo di amore: in modo semplice raccontavano la vita di tutti i giorni. Utilizzando anche una dose abbondante di parolacce. Sì, a me le parolacce le ha insegnate Max Pezzali! Agli 883 sono legati ricordi di una vacanza in Corsica, agosto 1993. L'Opel Astra Station Wagon dei miei genitori fu la prima automobile di famiglia con l'autoradio, "Nord Sud Ovest Est" la cassetta più suonata. "Rotta per casa di Dio" l'ideale colonna sonora un pomeriggio in cui ci perdemmo per le strade della Corsica. Nel contempo, mia sorella aveva un debole per Max Pezzali, cantante che ha incontrato più volte nella sua gioventù.


Due anni dopo, nel giugno 1995, uscì il terzo disco degli 883: "La donna, il sogno e il grande incubo". Avevo 12 anni ed ebbi la prima infatuazione: per Paola e Chiara, le due bellissime (e bravissime) coriste degli 883. Loro due, assieme a Amy Jo Johnson, Kimberly dei Power Rangers, erano i miei sogni "candidi" da preadolescente. Comprammo anche la videocassetta con i videoclip (e Paola e Chiara avevano grande spazio!). "La donna, il sogno e il grande incubo" includeva il brano per me più bello ed emozionante degli 883: "Gli anni". Una canzone che porto nel cuore, che per me ha un valore incommensurabile. Nel maggio 1997 cessai le lezioni di pianoforte con la mitica Simona, dopo quattro anni. Da settembre mi attendeva una nuova vita: gli studi presso il liceo Scientifico Albert Einstein di Rimini. Il tempo non sarebbe stato sufficiente per dedicarmi alle impegnative lezioni di solfeggio e pianforte. In una piccola festa di inizio estate con Simona e tutti i suoi alunni, il brano che suonai e cantai fu proprio "Gli anni". Si chiudeva ufficialmente un capitolo splendido della mia vita: la preadolescenza. Dal settembre del 1997 iniziava ufficialmente l'adolescenza. Nell'annata 1997-98 "La dura legge del gol" degli 883 accompagnò i miei primi passi in un età per me particolarmente complicata: le difficoltà ad abbandonare la mentalità da bambino, l'adattarsi pienamente alla nuova situazione, l'illusione che i conti fossero tornati, le difficoltà a stare al passo di chi con la maggior età aveva già una mentalità da adulto, ma anche gli splendidi amici che condividevano il viaggio Novafeltria-Rimini e che divennero una parte importante della mia vita.


Gli 883 fecero un altro disco, ma a quel punto i miei gusti musicali erano ormai andati in un'altra direzione. E si sciolsero, perché gli 883 appartenevano ai mitici anni '90. Fuori da essi, non avevano ragione di esistere.

(Foto dal web)

Commenti

  1. Gli 883 e Max Pezzali penso che, in fondo, piacciano un pochino a tutti ^.^ obiettivamente lui non ha una bellissima voce o quella che si definirebbe una voce da usignolo però credo che sia stata la sua normalità, nei testi ed in lui, la carta vincente. Come in effetti hai detto tu, le loro canzoni sono perfette per tutti e tutti i giorni; niente situazioni incredibili -a parte l'uomo ragno morto amazzato xD- ma solo la descrizione di sentimenti che prima o poi accomunano ogni persona. E poi erano assolutamente orecchiabilissime, io, nonostante sia più piccola, se mi metti una canzone loro per quanto vecchia la canticchio ancora a memoria xD Ad esempio, mi piace quella in cui racconta la favola della rana e dello scorpione perché io sono uno scorpione in tutto e per tutto e mi sono ritrovata molto spesso nella situazione per cui "sono uno scorpione, è nella mia natura", per la gioia di chi mi sta attorno xD

    Detto questo, mi dispiace se alle superiori hai poi lasciato gli 883 soli xD perché io ho una grande passione per un unico cantante che ho conosciuto quando ero letteralmente una bambina ma non l'ho mai lasciato: il mio Tiziano *.*

    Comunque ritengo che i conti, a qualsiasi età, non tornino mai per nessuno alla fine, e te lo dice una che studia Economia Aziendale ^.^

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    1. ah bene, sei uno scorpione :D che è l'animale che mi fa più paura:D; comunque sei stata sfortunata, non hai vissuto gli anni d'oro (cit.) degli 883, ma solo la "coda". Peraltro la canzone "Hanno ucciso l'uomo ragno" ha un profondo significato: è il giovane che sta crescendo per diventare adulto e ha capito che il mondo visto gli occhi da bambino era un mondo ideale. Il bambino vedeva il mondo così: bene da una parte, interpretato dall'Uomo Ragno, male dall'altra. Ma Il mondo non è così: c'è il bene (bianco), il male (nero), ma c'è anche tanto grigio. E il cattivo non è solo il malavitoso o lo scienziato pazzo o l'alieno, ma si annidia nelle classi sociali. Ad uccidere l'uomo ragno, la certezza che il mondo fosse buoni vs cattivi e che vincessero i buoni, è stata la mala, ma anche la pubblicità o l'industria del caffè. La pubblicità, mezzo di persuasione e di veicolazione di concetti..

      ps Su Tiziano diciamo, avevo avuto dei segnali che fosse il tuo cantante preferito XD

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    2. Il mio irraggiungibile Tiziano, sarà il mio amore 4everrrr xD

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  2. Post bellissimo: la vedo esattamente come te.
    Dunque, io ho anche due grandi ricordi legati proprio all'Uomo Ragno: la sentii cantata da un ragazzo (chissà chi è, magari oggi lo incontro tutti i giorni...) nel bar del paese.
    E quell'anno, a scuola, era il delirio. Una mia amica la trascrisse, piena di errori (canzoni travisate) che ancora ricordo!^^

    Anche per me poi gli 883 non hanno motivo di esistere dopo gli anni '90, e considero Gli Anni il loro migliore brano.
    Ah, sai che adesso vogliamo il filmino di te che la suoni e la canti?
    Io ho cantato proprio Hanno ucciso l'Uomo Ragno, per il blog, quindi ... XD

    Moz-

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    1. grazie Miki! Da piccolo avevo una bella voce (così mi si diceva) e mi capitava di cantare spesso (su questo avrei un aneddoto che potrei sviluppare in un post). Dovrei cercare qualche vecchia vhs con una memorabile esibizione, ma non lo farò :D per cui vi dovrete accontentare di leggere qualcosa, ahah.

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    2. Seee, dai dai, lo farai :D

      Moz-

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    3. ahahhaah, è più facile che la cava del mio paese sia invasa dai putties :D

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  3. io, ancora oggi, non perdo occasione per andare a sentire un concerto di Max Pezzali, è verissimo... non fa musica particolarmente impegnativa, ma ha segnato la nostra generazione

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