Raceworld: un'innovativa e incompresa storia di Topolino da riscoprire


Paperinik e Paperino come due distinti personaggi, mezzi futuristici, i disegni di Sciarrone, una conclusione da pelle d'oca. Raceworld, storia colpevolemente dimenticata.

Primavera 2014, i numeri dal 3042 al 3046 di Topolino ospitarono una storia in cinque parti: Raceworld di Roberto Gagnor, con i disegni affidati a Claudio Sciarrone.

La trama: i personaggi dell'universo di Topolinia e Paperopoli si trovano a gareggiare in coppia su mezzi futuristici in un Raceworld, gara a cinque tappe. Sono divisi in due squadre: lo "Sparkle Team" e il "Flame Team", per conto di due misteriose entità: l'Architetto (Costruttore) e il Distruttore. In palio c'è il destino dell'universo intero: se vince lo "Sparkle Team" prevarrà la fantasia, altrimenti il caos che tutto distrugge. Oltre ai personaggi canonici abbiamo un pilota misterioso (che poi si rivelerà un vecchio conoscente), le Chihuahua (tre ladre con tanto di mascherina che rappresentano la controparte dei Bassotti) e il Bestio (omaggio a Chewbacca?), senza dimenticare gli "Impiccioni" (ispirati dagli alieni uccelli di Gantz o dai..Tengu dei Power Rangers?).


Raceworld attira subito l'attenzione grazie ai meravigliosi disegni di Sciarrone, basti guardare la fucina, con una pioggia di citazioni esplicite anni '70 e '80. La storia regala azione, ma anche una forte tensione, uscendo dai canoni della classica storia Disney. I buoni infatti sono sul punto di perdere tutto, perché il male è pronto anche a barare e violare le regole per vincere. E' esaltante vedere per la prima volta Paperinik affiancare Paperino: quest'ultimo, nella fucina che materializza i pensieri e ha permesso la creazione dei bolidi della gara, ha infatti desiderato materializzare Paperinik, la sua parte perfetta ed eroica. Idea fantastica.


Ma ciò che rende Raceworld unico, un fumetto innovativo e da riscoprire, sono costretto a elencarlo in forma di spoiler. All'epoca in cui uscì Raceworld, Gagnor fu subissato di critiche. Ma purtroppo, mi permetto di dirlo, per un eccessivo formalismo di chi ha approcciato a Raceworld senza tenere conto del significato della storia. E anche snobismo: perché la maggior parte degli esegeti Disney continuano a valutare le storie non rendendosi conto del contesto in cui sono narrate e sviluppate. Potrei per esempio parlare del "martiniano" Paperino preso a mazzate nel posteriore da un selvaggio africano e "smontarlo", come gli esegeti hanno fatto a pezzi il povero Raceworld. Ma bene, torniamo in tema.


PARTE SPOILEROSA: analisi dei punti critici di Raceworld

Il significato di Raceworld: é una metafora della vita. Bisogna partire dal finale per capire tutto. "La corsa di Raceworld è finita, ma la vera corsa non finisce mai ed è la nostra", dice Topolino a fine saga. "Una gara in cui vince chi crea, non chi distrugge. Chi ama, chi non si arrende. Chi inventa e chi aiuta. Chi ha pazienza e buon cuore". E' palese che Raceworld rappresenta la vita di tutti noi. Il lieto fine arriva grazie alle qualità di tutti i personaggi Disney: dall'intuizione e dalla genialità di Archimede, fino all'amicizia rappresentata da Pippo. Tutti nel Raceworld hanno un ruolo, come nella vita. Anche chi è rimasto ai box a guardare i compagni correre (Orazio, Gastone e Ciccio). Nella vita ciò che conta è creare: la fantasia, la ragione, ma anche i sogni. E alla vita bisogna avere un approccio costruttivo, non distruttivo.


Il Topolino inizialmente cattivo e poi buono: ma come, Topolino a inizio è sotto il controllo del distruttore e poi, TAC, si libera dal controllo mentale in poche pagine? Ma come è possibile. ALT. Il costuttore e il distruttore (che poi sono la stessa cosa) fanno le squadre percependo evidentemente ciò che provano in quel momento i personaggi. Amelia finisce tra i buoni in realtà per un inganno (il distruttore scopriremo, bara!). La strega infatti torna spietata e malvagia come non si vedeva da tempo in un fumetto Disney. Topolino invece cede a una sua debolezza. E' come se per un momento preferisse fare squadra con i cattivi, che sono i più forti. Fare squadra con i più forti, significa avere molte possibilità in più di vincere. E Topolino è uno a cui non piace perdere, a prescindere dalla posta in palio! "I buoni, tormentati e incerti", dice a un certo punto il costruttore. Un lato oscuro di Topolino che in genere è impossibile da trovare in un fumetto. Magari Topolino è stufo di essere prigioniero di quei cliché che lo descrivono come un personaggio preciso, pignolo, perfettino. Torna però presto sulla via della giustizia, grazie ai sentimenti di amore e amicizia che ha verso Minni, Pippo e gli altri. E' una metafora della nostra vita: individualmente rischiamo di cadere nel male, ma le persone che ci circondano e che ci vogliono bene, danno a noi la forza di non cedere alle scorciatorie che il male appunto ci propone.

Il pirata Orango: ebbene sì, il pilota misterioso e' lui. "Ma come, si presenta come PIRATA Orango e non come DOTTOR Orango", errore gravissimo. ALT! Che Orango si presenti come Pirata è simbolo del disprezzo che prova verso tutti. Immaginate Tizio che è preso di mira perché è considerato uno stronzo. Ebbene, Tizio si presenta e dice "Sì, sono io, Tizio lo stronzo!". Non so se rendo l'idea. Orango è un personaggio dimenticato. Dai buoni, ma anche dai cattivi. E' stato lasciato solo anche dal suo esercito. Voleva comandare il mondo, gli è rimasta una sola possibilità. Diventare l'alfiere del distruttore, che sa di poter contare sull'estrema malvagità di Orango. A quest'ultimo non interessa la distruzione del mondo. Interessa prendere la rivincita sul mondo che lo ha abbandonato e dimenticato. Lui e Amelia sono su un piano di cattiveria superiore. Gambadilegno, i Bassotti e le Chihuahua fanno parte del team del Distruttore perché inizialmente viene prospettato loro, in caso di vittoria del male, un trionfo del caos che ovviamente non può che giovare a ladri e malviventi. Ma in realtà la vittoria del Distruttore porta alla distruzione totale! Quindi Gambadilegno si rende conto che una vittoria del Distruttore apre a scenari apocalittici.

Gambadilegno buono: ho già detto che i piani di malvagità del Pirata Orango e degli altri cattivi sono diversi. Gambadilegno inoltre è un cattivo che però in cuore suo vorrebbe essere migliore, come spiega il Costruttore. Nella vita poi, c'è sempre una possibilità di redenzione per il cattivo.


Paperinik e Paperino: è l'idea più suggestiva ideata da Gagnor. Paperino ha paura e materializza nella fucina Paperinik. Ma uno non può fare a meno dell'altro. Guardate come si salvano dall'assalto del Pirata Orango: uno grazie all'altro. Paperino si salva grazie a Paperinik e viceversa. Chiaro. Questo concetto diventa palese prima dell'epilogo di Raceworld. Paperino e Paperinik tornano ad essere una sola persona. Perché Paperinik, senza Paperino, è solo una maschera. Perché Paperino è un eroe quando indossa il costume e la maschera di Fantomius, ma è un eroe "tutti i giorni", nell'affrontare con generosità, bontà d'animo e determinazione le difficoltà di ogni giorno. Nel rileggere questo passaggio, ho pensato a "Pink!", il fumetto dedicato a Kimberly Hart, storico personaggio dei Power Rangers. Lei, prima dell'epilogo dell'emozionante vicenda, si rende conto che essere un Power Rangers ha significato essere al 100% il Pink Ranger e di non essere più Kimberly. E' come se i grandi poteri avessero totalmente annullato la persona. E infatti i Power Rangers sono a "tempo", perché altrimenti finirebbero prigionieri per sempre dei loro poteri. Ma il "supereroe" è tale perché sotto la maschera c'è sempre una persona, con le sue qualità, il suo coraggio, i suoi difetti, i suoi sentimenti. Paperinik e Paperino sono la stessa cosa: un eroe.

Voto a Raceworld 8.5 (ma 10 per il significato intrinseco).

Commenti

  1. Beh, anche questo è da recuperare (mi ricorda la storia in 4 parti, analoga, uscita un paio di estati fa, dove veniva messa in palio la Numero 1 se ben ricordo).
    Un po' Wacky Races, anche.
    Non capisco quali possano essere le critiche a una storia così...

    Moz-

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  2. Caro Moz,
    facendo una sintesi delle critiche: Racewordl è accusata di buchi di trama (giusto, ma la storia va valutata nel suo significato ed essenza), dello scarso impiego dei personaggi secondari, di aver snaturato il pirata Orango (soprattutto perché si presenta come PIRATA e non come dottor Orango), ma soprattutto è criticata per il Topolino prima cattivo poi buono e per Gambadilegno che non è uno spietato malfattore.

    Ci furono così tante critiche che Gagnor si cancellò dal forum Papersera che frequentava e sul quale scriveva.

    La storia a cui fai riferimento è più tradizionale, ma al confronto di Raceworld è come una Sauber paragonata a una Ferrari :)

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  3. Ahaha, mamma mia... e davvero se lo sono mangiato vivo per queste cose?
    Che poi, se ci sono delle colpe, sono della Disney Italia che ha approvato la sceneggiatura...!

    Moz-

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