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Milan, i cinesi poveri piacciono comunque a Fininvest

La partita per la cessione del Milan sembrava chiusa, con l'esito finale da tanti atteso e sperato, prima della doccia fredda del 3 marzo che ha ridato smalto e voce a gufi, detrattori, pessimisti e disfattisti. Ma nonostante tutto, la partita non è chiusa in senso negativo, Fininvest infatti aspetta Ses.


A questo punto, si potrebbe quasi pensare a un "accanimento terapeutico" di Fininvest, ma evidentemente in via Paleocapa la volontà di vendere è fortissima (battaglie legali con Vivendi, Fininvest che non ha interesse nel giocattolino Milan ecc. ecc.), a costo di aspettare che Ses versi milione per milione tutti i soldi pattuiti. Negli ultimi giorni ho letto tanti opinionisti riproporre la hit "Berlusconi non vuole vendere". Peccato che i fatti dimostrino l'esatto contrario, visto che comunque riteniamo che Berlusconi abbia ancora l'ultima parola sulle vicende di Fininvest. E la trattativa va avanti, per cui...


A proposito di carta stampata, oggi 23 marzo leggiamo sul Corriere della Sera: "nella riunione di Arcore di lunedì, Berlusconi era stato perentorio, avanti con SES, avanti con Yong Hong Li". Altri giornali come Libero descrivevano un Berlusconi furioso e pronto alla rottura. I fatti? La trattativa va avanti, per cui riteniamo corretta la versione del Corriere della Sera. Ancora il quotidiano milanese: "Non ci sono ultimatum da rispettare, non ci sono scadenze perentorie, il clima tra le parti è molto disteso, stanno giocando una partita a scacchi e il tempo è un fattore poco rilevante per entrambe (per la disperazione dei tifosi)". Già, una partita a scacchi: i cinesi vogliono comprare, ma probabilmente stanno anche cercando volgarmente di "tirare sul prezzo". Fininvest vuole vendere, ma non può lasciare il coltello dalla parte del manico a Ses.

Una certezza di questa partita a scacchi è che Berlusconi abbia accettato di vendere a fronte di un prezzo esagerato, quel prezzo che ha allontanato gli investitori seri alla Suning e prodotto l'interessamento al Milan solo degli "spietati e spiantati" broker come Bee e Li. Il fallimento della trattativa attuale può arrivare solo con il ritiro di Ses. A quel punto Berlusconi dovrebbe tenere il Milan, ripianare le perdite di bilancio 2016, non smantellare ulteriormente una squadra il cui valore è in discesa da anni e ad ogni modo sarebbe costretto ad abbassare le proprie pretese come venditore. Una prospettiva che in casa Berlusconi spaventa tutti. Per quel che concerne Ses, è evidente che si tratti di una speculazione economica, ma prendere il Milan e poi lasciarlo morire, vendendo tutti i migliori giocatori senza fare mercato, non sarebbe la speculazione di un pirata, quanto l'estrema pazzia di un folle. Che Li sia un prestanome o meno, non importa; probabilmente un paio di annetti e sparirà dai radar, magari lasciando a un proprietario come Suning. Chi vivrà vedrà. Ad ogni modo la certezza è che il blocco delle autorizzazioni governative all'esproprio dei capitali ha bloccato la cessione del Milan, sia che Li sia un prestanome o sia che sia un pirata.

Veniamo alle ipotesi sul futuro di questa trattativa. I giornali ne sparano a fiumi ogni giorno, gli opinionisti pure. Chi scrive è convinto che la trattativa andrà avanti, probabilmente non si chiuderà neppure a fine maggio. Per quel che concerne la questione del bilancio 2016, lascio questo interrogativo alle persone più esperte sulla materia. E qui bisogna fare una precisazione. Non è Berlusconi a montare i teatrini, ma è Berlusconi che manipola i fatti a suo piacere. Vi spiego: il fatto che la trattativa per la cessione venga prolungata all'infinito, non è un espediente di Berlusconi per non vendere il Milan e al contempo per non spendere per il rafforzamento della squadra. Semplicemente, Berlusconi non spende più per il Milan e usa semplicemente la scusa della cessione per non aprire il portafoglio. Non ci fossero i cinesi, non spenderebbe uguale e troverebbe un'altra scusa. D'altra parte anche il mercato condiviso è una solenne stronzata. Chiaro che si tratti di "buon senso": Galliani non fa più un quadriennale a un 32enne, ma punta ai prestiti annuali. Da una parte il bilancio non viene aggravato da stipendi pesanti e questo è corretto nell'ottica cessione; dall'altra semplicemente Galliani ha abbandonato una strategia che negli ultimi anni aveva portato zero benefici.


Cosa dobbiamo attenderci? A sensazione non credo che la cessione si chiuda entro l'estate. Avremo una squadra 2017-2018 molto simile a quella attuale: presumo che dalle cessioni di Bacca e Niang, il Milan ricavi i soldi per il riscatto di Deulofeu e per un centravanti (indovinate chi? Per me Pavoletti). Modic (al posto di Honda) e Cutrone saranno promossi stabilmente in prima squadra per completare il reparto d'attacco con Suso, Bonaventura e Lapadula. A centrocampo rimarranno i giocatori attuali, meno Pasalic e probabilmente Poli; con Zanellato promosso dalla primavera e forse Baselli (giocatore le cui quotazioni sono scese per via del secondo campionato altalenante) per aggiungere più qualità. La difesa rimarrà a stessa, probabilmente senza De Sciglio. Dei giocatori in scadenza a breve, è quello che secondo me ha più premura di partire. Diversamente da Donnarumma, il cui rinnovo secondo me verrà formalizzato da Galliani a fine campionato. Che poi Gigio possa lasciare il Milan tra un anno, è un'ipotesi, ma è ancora presto per fasciarci la testa.

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