Milan ai cinesi (poveri), cosa ci aspetta dopo il closing

La partita per il closing è stata sbloccata, grazie all'intervento di un grande "hedge fund" americano, con sede anche a Londra, l'US Elliot Management Corporation. Una bellissima notizia per i tifosi rossoneri, arrivata sabato 25 marzo. Ora, con tutte le scaramanzie possibili, si riparte verso il traguardo finale: data indicata il 14 aprile.



FINALE STAGIONE 2016-17: con il closing effettuato, la squadra potrà ricevere una spinta nella corsa verso l'Europa League. Montella ha finora estraniato il gruppo dalle vicende societarie, ma con la conclusione positiva di quest'ultime, i giocatori avranno più certezze (ah beh, a leggere certi quotidiani filo juventini il closing rappresenta la distruzione, ma noi non li leggiamo...) e soprattutto saranno consapevoli di dover dare il 100% in vista di una riconferma. Già, Galliani non c'è più: addio alle conferme "forzate" di giocatori ai quali bastava un mese di buon rendimento per essere mantenuti nella rosa anche l'anno successivo.

MERCATO 2017: si parte dai rinnovi di Donnarumma e Suso. De Sciglio caso spinoso: il closing non c'entra, è palese che il terzino abbia bisogno di cambiare aria perché a Milano è vittima di un'involuzione. Sead Kolasinac, 23enne terzino sinistro dello Schalke 04, piace a mezz'Europa. In difesa pare sicuro l'arrivo dell'argentino Musacchio dal Villareal. Uno tra Paletta, Gomez e Zapata andrà via. A centrocampo bisogna sfoltire: Pasalic, Mati Fernandez e Poli gli indiziati alla partenza. Fassone e Mirabelli stavano lavorando su un mediano da schierare davanti alla difesa (Badelj, Luiz Gustavo e Kramer i nomi plausibili) e su una mezzala di qualità (Tielemans, Fabregas, mentre Dahoud è destinato al Dortmund). In attacco da sciogliere il nodo Bacca, nonché il riscatto di Deulofeu. Il ritorno di Niang dal Watford (riscatto improbabile a vedere le prestazioni...) potrebbe "bloccare" il mercato del reparto offensivo. Sul taccuino di Mirabelli il laziale Keita, ma anche il napoletano Insigne.

OBIETTIVO 2017-18: a mio parere la lotta per il prossimo scudetto sarà circoscritta a Juventus e Inter. Il Milan dovrà inserirsi, con la Lazio, nella sfida a Roma e Napoli per il terzo e quarto posto. Servirà appunto un mercato importante, ma soprattutto funzionale alle idee tattiche di Vincenzo Montella, confermatissimo sulla panchina rossonera.

IL FUTURO SOCIETARIO: il Milan è stato acquistato a debito, ma questa cosa al momento non deve preoccupare più di tanto. Se il governo allenterà la stretta sull'esportazione di capitali, molti degli investitori sono destinati a tornare, acquistando quote da Li o dalla stessa Elliot. Il tifoso milanista è sempre stato oscillante tra il pessimismo e il disfattismo partendo spesso da un presupposto: l'incapacità di rendersi conto che è impossibile sperare nell'arrivo di un magnate stile Berlusconi degli anni '80 e primi anni '90. L'ideale certo sarebbe passare da una "cordata" a un investitore stile Suning. Ma è molto probabile che il passaggio di quote ci porti a questo traguardo. Ma così andiamo troppo lontano. Fondamentale è ora il lavoro di Marco Fassone, già uomo chiave nella riuscita del closing. Tagliare i troppi costi inutili (il 20% del fatturato del Milan si erode in spese che non riguardano acquisto di giocatori, staff tecnico, rosa ecc., mentre la Juve perde solo il 9% del fatturato) e sviluppare marketing e sponsorizzazioni sul mercato cinese. Nel cda ci saranno anche l'Avvocato Roberto Cappelli, che ha gestito il passaggio di proprietà della Roma dalla famiglia Sensi agli americani guidati da Thomas DiBenedetto e James Pallotta, nonché il tifosissimo rossonero Marco Patuano, ex ceo di Telecom. Due personaggi di rilievo.

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