Recensione: Mickey Mouse Mystery Magazine n.1, Anderville. Il noir disney

1999: dopo il grande successo di pubblico e critica della saga Paperinik New Adventures, ecco Mickey Mouse Mystery Magazzine. Altro gioiellino non premiato però dalle vendite ed esperimento chiuso dopo un anno. Analizziamo le dodici storie principali, raccolte in due pregiati volumi da 35 carte ognuno. Partiamo da "Anderville" (Tito Faraci-Giorgio Cavazzano).
Anderville, il primo episodio di quella che possiamo definire una breve e intensa saga di un Topolino alternativo. Ed è proprio scritto palesemente nei dialoghi e nelle scene: celebre quella in cui Topolino, legato a una sedia davanti al "professore" (noto criminale di Anderville) e alla sua banda, cerca di tagliare la corda con una vite sporgente. Piano destinato al fallimento e allo scherno degli "sgherri", in uno scambio di battuta a due: "Cerca di segare la corda con una vite" - "Come nei fumetti". E l'autore ci rende partecipi del pensiero di Topolino in una didascalia: "So che sembra assurdo, ma sono convinto che a Topolinia avrebbe funzionato". Già, quante volte in storie di Topolino abbiamo visto il nostro eroe liberarsi in questo modo dalla prigionia? In sostanza il protagonista si trova calato in un altro mondo: una grande città in cui la delinquenza si nasconde anche tra gli scranni della politica, dove incontriamo piccoli e grandi criminali, dove non all'ordine del giorno non ci sono piani ambiziosi di conquista del mondo (sic) e macchinari fantascientifici (pensate ai piani di Macchia Nera o Plottigat), ma semplicemente (si fa per dire) attentati e corruzione. Dove una battuta sbagliata non ha come conseguenza una "borsettata" in stile slap-stick, ma un vero e proprio pestaggio. Il tono maturo di Anderville, seppur smorzato da un efficace humor e dall'ironia di un Topolino che riesce ad adattarsi alla nuova e pericolosa situazione, emerge in ogni tavola, fino all'emozionante finale del n.1, dove il protagonista rischia la pelle inseguito da un pericoloso sicario, che era stato ingaggiato da un politico corrotto per fare fuori l'esecutore di un attentato (fallito) a un procuratore! Dicevamo dello spirito di adattamento di Topolino. Anderville elimina la parte più sgradita del personaggio (quel suo essere un precisino infallibile) e ne valorizza le qualità di intuizione e prontezza di spirito, nonché, come detto, una brillantissima ironia. Ma nel suo adattamento è fondamentale l'aver trovato i compagni giusti pronti ad aiutarlo: dal barista Little Caesar al taxista Burke. Personaggi dall'animo non cristallino e spensierato come Pippo (che peraltro è un personaggio Disney veramente memorabile), ma comunque efficaci spalle. Un micromondo che ci viene presentato in maniera esaustiva ed efficace.
Il merito di Anderville è quello di porre le basi per la saga, ma anche di regalarci un primo episodio tutt'altro che interlocutorio. Vediamo l'intreccio della trama in breve: 1) Topolino ad Andeville dopo aver scoperto di essere socio dell'agenzia investiva dell'ex compagno di college Sonny Mitchell - 2) Topolino nei guai per la consegna di un pacchetto al pregiudicato Sonny Roscoe - 3) Topolino incaricato dal "professore" di consegnare il sicario alla giustizia - 4) La scoperta di chi sia il sicario e del compito per cui è stato ingaggiato. Il tutto in 70 pagine!
Nulla da dire, "Anderville" è un inizio con i fiocchi. Voto 9.

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