Passa ai contenuti principali

Recensione: Mickey Mouse Mistery Magazine n.5, "Mousetrap"

Il quinto episodio di MMMM, a firma Francesco Artibani, è una delle storie disney più belle che siano mai state scritte.

Sessantaquattro pagine emozionanti, degne del miglior serial noir. E' "Mousetrap", secondo episodio di Mickey Mouse Mistery Magazine a firma Francesco Artibani. La trappola per topi del titolo è quella allestita per Topolino. Costringerlo a partecipare a una rapina in banca per fargli perdere la credibilità come testimone nel processo contro il politico corrotto Lasswell. Ma la rapina in sé ha anche uno scopo più concreto e su questo si gioca la partita di due dei "cattivi", Lasswell appunto e la direttrice del carcere Gloria Gump.


Colonna portante della vicenda è il rapinatore Seth Salem, che con Topolino ha un primo scambio di battute fulminante. E già qui notiamo un atteggiamento diverso di Topolino. Il mite investigatore di Provincia ha lasciato spazio al vero detective, capace di battute pungenti e sicuro di sé (senza però quell'aurea da precisino infallibile). Topolino si sporca le mani in questa storia: ruba un'automobile, partecipa a un blitz in banca, tiene clienti e dipendenti sotto ostaggio con un fucile. E poi c'è uno dei componenti della banda, Tony Marino. Impossibile non simpatizzare per quest'ultimo. Lo stesso Topolino lo osserva con ammirazione all'opera. Quando Tony svela che Seth vuole incastrarlo con la rapina in banca, prende le distanze dal piano: "E' un'idea di Salem, non prendertela con me". I cattivi sono tanti e hanno tutti diverse sfumature. Tony è un criminale diverso, a tratti anche gentile (serve la colazione a Topolino e aiuta una vecchietta in banca). D'impatto la risposta a Topolino, quando questi, riferendosi a Salem, dice: "Quella canaglia dovrebbe essere in prigione". Marino risponde: "E chi ti dice non ci sia già?", svelando che c'è qualcosa di storto e il lettore sa benissimo che il rapinatore non è in carcere per gentile concessione della malvagia direttrice.


"Mousetrap" regala emozioni. "Tutto è bene quel che finisce bene", dice un entusiasta Topolino, provocando la reazione sconsolata dell'ispettore Clayton e del detective Ballestreros. Infatti non è tutto bene quel che finisce bene. Con buona pace dell'editore, mai convinto fino in fondo di questo Topolino versione noir.

Peccato. Ma "Mousetrap" è un capolavoro. Voto 9.

Commenti

  1. Sai, mai letto MMMM.
    Non fucilarmi.
    Però questo episodio, così da te descritto (con l'entusiasmo di chi non ama il magazine ma ha amato la puntata) mi ha incuriosito non poco^^

    Moz-

    RispondiElimina
  2. Ciao Moz,
    il mio consiglio è di acquistare entrambi i volumi omnibus, 35 euro l'uno. Un po' cari, ma vale la pena. Premetto, sono un cultore di Topolino: ovviamente l'essere cultore significa anche entrare nell'ottica dello stesso; di fronte a storie infantili, non bisogna dire "che robaccia", ma capire l'essenza della storia. Cogliere le sfumature: in fondo la storia infantile non è scritta da un bambino, ma da un adulto. Io guarderò con trepidazione il film dei Power Rangers in uscita, ma ho visto anche Cannibal Holocaust; io leggo Topolino, ma ho letto anche manga iper violenti come Gantz. La differenza non la fa ciò che leggi, ma chi legge. E la storia prettamente infantile porta via cinque minuti, che al giorno d'oggi sono oro, per carità; ma io mi reputo fortunato nel poter avere del tempo libero. Ciò detto (scusa le digressioni) MMMM è un insieme di storie noir davvero notevoli. Poi chiaro, se ti aspetti il morto e il sangue, non li troverai.

    Ovviamente, oltre a MMMM, c'è anche la saga di Paperinik, da ragazzino avevo i primi 10 volumetti, da grande ho completato la raccolta (della prima serie). Sai che ancora devo leggerne 2\3? Infatti leggere Paperinik richiede più tempo e attenzione.

    ps presto rileggo e recensisco la saga (5 puntate) di Raceworld. E' tanta roba quella storia, peraltro snobbata violentemente dagli stessi cultori del fumetto Disney.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, allora aspetto Raceworld che ora mi hai incuriosito con la storia dello snobismo (spiega anche il perché, mi raccomando!^^)
      Quanto a MMMM, non è che l'abbia saltato chissà per quale motivo (anzi, so che una volta ci uscì il delitto!), è solo che... boh, non l'ho letto. E considera che la Dinsey la leggo e la amo (per Topolino stravedo!)^^
      La vedo come te sulle letture/visioni/ascolti, anche io vedrò i PR ma sono fan di CH, sempre per riportare il tuo esempio.
      Il pop è pop, dopotutto^^

      Moz-

      Elimina
  3. devo stare attento a non fare spoiler, ahah

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Curiosità su Benjamin Price-Genzo Wakabayashi, il mitico portiere del cartone "Holly & Benji"

E' il mio personaggio preferito del cartone animato "Holly&Benji" e del relativo manga "Capitan Tsubasa". Ecco le curiosità sull'estremo difensore della Nankatsu (New Team) e dell'Amburgo.



IL VERO NOME: Benjamin Price, detto Benji, si chiama in realtà Genzo Wakabayashi. Ebbene sì, ecco cosa significava quel W Genzo stampato sul berrettino.


NON E' IL PROTAGONISTA: il protagonista di Capitan Tsubasa è appunto Tsubasa Ozoora, Holly Hutton. Genzo è solamente uno dei co-protagonisti. Immagino ora non siate più stupiti per il fatto che non appaia mai nella seconda serie del cartone animato.

LE DIVISE: Genzo indossa ai tempi della New Team una maglia rossa con pantaloni della tuta nera (eh sì, nel cartone animato è una maglia arancione con pantalone rosso). Nell'Amburgo invece veste la casacca azzurra con maniche blu navy e le tre strisce adidas azzurre, pantalone della tuta blu navy, completo tipico delle squadre Adidas dei primi anni '80. Un…

I cinque portieri più forti di Capitan Tsubasa-Holly e Benji

Prendiamo in considerazione la versione italiana del manga che comprende anche i volumetti del World Youth.



Oltre 50 volumi di manga (quelli tradotti e importati in Italia), diverse trasposizioni in anime. Capitan Tsubasa è un fenomeno mondiale amato da tantissimi, bambini e adulti. Da appassionato di portieri, non potevo non cimentarmi nella classifica dei cinque migliori portieri.


L'escluso: Ken Wakashimazu (Ed Warner). Per molti questa mia esclusione può essere una nota dolente. Il portiere, idolo di molti per il suo look e per il suo stile da karateka tra i pali, in effetti da bambino rivaleggia alla pari con Genzo Wakabayashi-Benji Price. Al termine del terzo campionato delle scuole superiori, il distacco con il rivale è però marcato: Warner gioca in una squadra scolastica, Benji nel settore giovanile dell'Amburgo. Con la maglia del Giappone, Warner subisce spesso molte reti. Ad esempio: ferma il tiro infuocato di Schneider, ma solo quello calciato dall'area dell…

5 canzoni 'trash' del passato che sono diventate mito, la classifica

Oggi abbiamo Rovazzi, trash che vende dischi e che raccoglie milioni di click su youtube (con relativi introiti da click). Una volta avevamo personaggi di ben altra caratura: che non erano fenomeni mainstream usa e getta, ma erano comici, personaggi dello spettacolo. Non volevano certo scalare le hit parade. Eppure le loro canzoni in radio ci finivano, eccome.


5) Federico Salvatore - Azz




Federico Salvatore fu protagonista al Maurizio Costanzo Show, con simpatiche canzoni che gli diedero notorietà nei primi anni '90. "Azz" raccontava un divertente confronto tra due napoletani (con echi gaberiani): uno di buona famiglia e l'altro di famiglia modesta. Non teatro canzone, ma cabaret in musica. Ma Salvatore era anche un cantautore profondo. Anche incompreso, quando a Sanremo portò una canzone sull'omosessualità.

4) Pippo Franco - Che fico



"Mi scappa la pipì", canzone della mia infanzia che suonava spesso nelle feste dell'asilo, assieme al "Ballo …