Flashpoint, una serie da riscoprire: la prima stagione

Azione, tensione e molta psicologia. Anche realismo nelle trame dell'avvincente serie canadese con protagonista l'ex Pink Ranger Amy Jo Johnson.
Incuriosito dalla presenza tra i protagonisti di Amy Jo Jonhson, dismessi i panni del Pink Ranger in Power Rangers, ho recuperato questa serie canadese divisa in cinque stagioni. Flashpoint - cito la Wikipedia - segue le azioni di una "squadra tattica d'elite" della polizia metropolitana chiamata Strategic Response Unit (SRU) e che si ispira alla vera unità tattica della polizia di Toronto, Emergency Task Force (TPS). In sostanza la squadra di Flashpoint è chiamata a fronteggiare situazioni di emergenza: uno stalker che, dopo aver ferito la ex, punta la pistola su un passante, rapinatori di banche che prendono in ostaggio clienti e dipendenti, un padre disperato che tiene in scacco l'ospedale in attesa del trapianto per la figlia malata, il ritrovamento di pacchi sospetti con bomba e così via.
La prima stagione è formata da 13 episodi, ma solamente il primo, il penultimo e l'ultimo sono legati tra loro nella trama. A questi si aggiunge il secondo, che pone il focus sull'ingresso nella squadra di Sam Braddock, ex tiratore scelto dell'esercito. Gli altri episodi, dal 3 all'11, possono anche essere visti sparpagliati tra loro. Il pregio di Flashpoint è, per quanto concerne almeno la prima stagione, l'assoluto realismo degli episodi. A parte il famigerato spacciatore di "Fattore sorpresa" o le ragazzine terribili di "Gentili clienti, attenzione", i cattivi sono portati a compiere gesti estremi a causa di precedenti fatti, molto spesso dopo aver subito abusi, prepotenze o un torto. E c'è di più: le vittime delle minacce dei cattivi, sono personaggi tutt'altro che limpidi e onesti. Il valore della serie è proprio questo. I protagonisti non affrontano avversari sempre più potenti, come avviene in Arrow, che perde il pregio dei primi episodi andando a inserire, una dopo l'altra, minacce sempre più grandi fino a diventare una vicenda completamente irrealistica e fantastica. Costringendo a cambiare canale lo spettatore come me che non ama le avventure dei vari Superman, Spiderman ecc. In Flashpoint le difficoltà sono a 360°, non solo per la presenza di una persona che con una pistola tiene in ostaggio un ospedale: ci sono variabili date dalla presenza di altri civili e dal luogo in cui si svolgono i fatti. Gli agenti di Flashpoint devono usare davvero la forza, l'intelligenza, le capacità di negoziazione e la psicologia, per raggiungere il loro obiettivo. Ma soprattutto convivere con due fardelli sulle spalle. Il primo è la certezza di dover spesso sparare e uccidere una persona, che può anche essere il padre di famiglia fino a qualche minuto prima irreprensibile, o la guardia giurata con 30 anni di lavoro e un licenziamento ingiusto alle spalle. Il secondo è che in questo delicato lavoro, l'imprevisto è dietro l'angolo. L'imprevisto può essere un fatto che modifica il piano, ma anche una persona innocente che muore. E questo sarà al centro del 12esimo episodio, "Bagaglio sospetto", uno dei più commoventi.
Una serie così interessante non poteva non prescindere da un cast all'altezza. Il protagonista è Ed Lane, il cecchino principale della squadra. Un vero duro che però scopriamo essere anche persona dotata di grande umanità e sensibilità. Il leader è il sergente Greg Parker, il negoziatore per eccellenza. C'è poi l'unica ragazza del gruppo, Jules, interpretata dalla Jo Johnson: cecchino determinato e perfezionista. Infine Sam Braddock, l'ex militare dell'esercito che entra a far parte della squadra. Dei quattro protagonisti, quello che per l'impulsività parte più indietro nel percorso sulla strada per la maturità, non solo per il fatto di essere il più giovane. Uno scatto importante, in questo percorso, lo avrà nell'episodio "Il ponte dei sospiri". Nella squadra uno ci sono anche Spike, Lou e Wordy, che hanno però meno spazio dei quattro protagonisti.
Flashpoint è una serie ricca: tanta azione e tensione, ma anche un notevole realismo. Vale davvero la pena recuperarla e guardarla, dal primo all'ultimo episodio.

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