Power Rangers: more than meet the eyes

I Power Rangers sono tornati nel 2017. I nomi sono gli stessi, ma i personaggi sono diversi. Vediamo perché...
Il 24 marzo del 2017 uscirà nelle sale americane il nuovo film dei Power Rangers. Tornano Jason, Kimberly, Billy, Trini e Zach, ovviamente interpretati da nuovi e giovani attori. Un reboot della storica serie che arrivò al cinema con due pellicole: Power Rangers The Movie del 1995, storia non in continuità con la serie televisiva (ma con gli stessi attori e doppiatori); Power Rangers Turbo, pellicola che costituisce invece il passaggio tra la serie Zeo e quella appunto denominata Turbo. Il film ha premesse eccellenti: due trailer spettacolari, specie il secondo in cui ammiriamo i nuovi costumi, i nuovi zord, la nuova Rita Repulsa e i nuovi Putties (non ci piace invece il nuovo Goldar). Nel primo vediamo veramente poco dei Power Rangers, ma molto del background dei personaggi.
Ed è da questo punto da cui vorrei partire con la mia analisi. In "Mighty Morphin Power Rangers" i sei protagonisti sono studenti perfetti. Belli, bravi, intelligenti e atletici. Negli anni '90, quando il sottoscritto era tra lo status di bambino a quello di adolescente, esistevano quelli bravi nello sport, belli d'aspetto, ma poco intelligenti, ai quali si contrapponevano i nerd (io facevo parte di questo gruppo), infine una classe media i cui esponenti potevano avvicinarsi all'una o all'altra categoria. I Power Rangers, ancor prima di acquisire i poteri, erano ragazzi prodigio. Anche se poi erano interpretati da ventenni, con fisici decisamente più scolpiti. Oggi invece i ragazzi sono sostanzialmente tutti prodigio: di bella presenza, curano il fisico, fanno sport, ottengono risultati brillanti anche a scuola. Il confronto con i coetanei di precedenti generazioni è veramente impietoso. Oggi tutti, in sostanza, potrebbero ambire a una moneta del potere. Così nel nuovo film, almeno secondo quanto vediamo nel trailer, i cinque ragazzi (manca ancora il nuovo Tommy) sembrano avere più di un problema. Billy continua ad essere perseguitato dai bulli, molto meno caricaturali dei vecchi "Bulk" e "Skull", ma senza la protezione dei quattro amici più forti. Bullismo al femminile con cui deve convivere anche Kimberly, che non è l'abile ginnasta che fa battere il cuore dei suoi coetanei. I nuovi Power Rangers, sotto le tute, si portano dietro i problemi del quotidiano. E verosimilmente la loro crescita come persone si affiancherà a quella crescita che avranno come guerrieri. Una crescita che non riscontriamo nei predecessori, fatte debite eccezioni, proprio perché essi partono da una situazione di "quasi" perfezione. Vedremo infatti che nel corso della lunghissima serie, saranno trascurabili i difetti e i problemi che i sei dovranno affrontare nelle loro controparti umane.
I Power Rangers originari sono cinque: Jason, Zach, Trini, Billy e Kimberly. A loro si unisce Tommy. Poi spariscono i primi tre, rimpiazzati da Rocky, Adam e Aisha. Verso la fine della terza stagione, lascia anche Kimberly, rimpiazzata da Katherine. Billy abbandonerà i poteri, ma continuerà a guidare i Rangers dal centro di comando, prima di lasciare a sua volta la serie per amore, per trasferirsi sul pianeta alieno di Aquitar. Precisiamo che Billy, cioè l'attore David Yost, ha abbandonato perché quest'ultimo fu vittima di discriminazioni da parte della produzione per la sua omossessualità. Tra le persone che lo schernirono, anche Bryan Cranston: l'attore cult di Breaking Bad faceva parte del cast, come doppiatore di alcuni mostri. Successivamente Cranston ha chiesto pubblicamente scusa a Yost. Amy Jo Johnson lasciò la serie invece per sua volontà, mentre a quanto pare gli attori che interpretarono Jason, Zach e Trini furono letteralmente fatti fuori; tanto più che per una dozzina di episodi li vediamo solo nelle tute di Rangers, mentre nelle loro controparti umane abbiamo un riciclo di vecchie immagini o l'utilizzo, piuttosto evidente, di controfigure.
Facciamo dunque un breve analisi dei personaggi. Zach e Trini rappresentano due stereotipi: il primo il ragazzo di colore tutto hip-hop e breakdance, la seconda la ragazza asiatica saggia ed esperta di arti orientali. Sono rimasti nel nostro cuore come personaggi storici della serie, ma tuttosommato sono prigionieri degli stereotipi che portano avanti nello schermo. Jason è il leader tutto muscoli, ma anche cervello. Finisce però per patire la concorrenza di Tommy (David Jason Frank), l'ex cattivo diventato buono. Gli occhi dello spettatore bambino o ragazzino non possono accorgersene, ma tra i due si forma comunque una concorrenza invisibile, così la presenza di due galli nel pollaio porta a una scelta: chi tenere? Tommy, che diventerà il Power Rangers per eccellenza (protagonista anche delle serie Zeo e Dino Thunder, nonché di mezza serie Turbo). Non a caso i tre sostituti appaiono abbastanza trascurabili: Rocky, il nuovo Red Ranger, non ha il carisma del precedente e viene declassato a vice di Tommy, ma non solo. Il suo ruolo perde importanza, fino alla serie Zeo, in cui abbandona i panni del ranger rosso per diventare il nuovo ranger blu. Aisha e Adam, le quote nere ed asiatiche del gruppo (perdonateci la franchezza di questa affermazione), hanno qualche episodio in cui sono protagonisti, ma non conquistano il cuore dello spettatore. Tanto più che della scomparsa di Aisha, tra la saga degli Alien Rangers e Zeo, non si accorge nessuno. Adam avrà un piccolo riscatto con due partecipazioni alla serie Turbo e addirittura ad una delle serie moderne, Overdrive.
Rimangono così Tommy, Kimberly e Billy. Non a caso nella dozzina di episodi che fanno da "cuscinetto", prima del passaggio di consegne tra Jason-Zach-Trini e Rocky-Adam-Aisha, diventano loro gli assoluti protagonisti. Tommy e Kimberly vivono anche una lunga storia d'amore peraltro piuttosto platonica (due baci in una miriade di episodi). Kimberly acquista tantissimo spazio, vive anche avventure in solitaria (es. il viaggio nel west in Wild West Power Rangers) e prima di lasciare la serie è protagonista di numerosi episodi. E' il personaggio che affascina tutto il pubblico: le femminucce, che vedono in lei un modello; i maschietti, affascinanti dalla bella e giovane guerriera in rosa. Il suo addio alla serie, sostituita dalla carina Kat, purtroppo algida e trasparente come la sua carnagione, è a mio parere il vero motivo del declino dei "Mighty Morphin Power Rangers". Tagliare uno dei tre protagonisti è stata infatti una scelta devastante. Vi faccio l'esempio di Big Bang Theory. Personaggi come Amy, ma anche lo stesso Howard, potrebbero benissimo essere sostituiti senza togliere nulla alla serie. L'addio di uno tra Leonard, Penny e Sheldon sarebbe invece un cataclisma. Quello che è avvenuto in "Mighty Morphin Power Rangers" togliendo uno dei tre protagonisti.
Ma il vero protagonista, tra i tre, è probabilmente (e paradossalmente) Billy Cranston, in origine il più scarso dei Power Rangers. Premesso: era il mio personaggio preferito, perché da nerd mi rivedevo in lui. Ma Billy era molto di più di quello che si vedeva in apparenza e non solo perché il fisico da ginnasta di David Yost veniva nascosto da improbabili salopette e vestiti over-size. Billy è l'unico personaggio dei Power Rangers che compie un vero e grande percorso di crescita. Impara innanzitutto a difendersi, con le lezioni di karate. Affina le sue capacità di inventore. Finisce per togliere dai guai i compagni in più di un'occasione. Abbandona gli occhiali e inizia a mostrare i muscoli. Diventa un leader a tutti gli effetti, ma soprattutto il vice di Tommy. Se ne sono forse accorti in pochi, ma il "It's morphing time" pronunciato dal leader del gruppo (prima Jason e poi Tommy), prima della trasformazione, indica il "rank" dei Rangers. Billy inizialmente è il quinto Ranger per "rank", il sesto con l'arrivo di Tommy. Ma il suo personaggio acquista sempre più importanza e forza, tanto più che alla fine, prima di abbandonare i panni del Ranger, diventa di fatto il secondo di Tommy.
Billy, Kimberly e Tommy: tre grandi personaggi le cui potenzialità, nella lunga saga dei "Mighty Morphin Power Rangers", non sono state scavate probabilmente fino in fondo. Ed è questa la vera debolezza dei Power Rangers: non le tutine, le pose e i combattimenti. Ma ecco che con le recenti saghe a fumetti dei Power Rangers, prodotte dagli studi Boom!, si hanno caratterizzazioni migliori che andremo a conoscere anche con il corso delle pubblicazioni.

Commenti

  1. Complimenti per l'articolo! Il periodo di Billy di cui parli non l'ho vissuto, l'ho scoperto solo in seguito leggendo qua e la così come ho scoperto che purtroppo Thuy Trang, Trini, è morta. Ammetto di essere un fan di Adam, lo preferivo a Zack.

    (non riesco a inserire il mio nickname, sono io imbranato con blogspot)

    Arcangelo

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  2. grazie per i complimenti e per essere passato di qua :)

    In realtà su Billy va aggiunta un'altra cosa: da secondo in comando, dietro Tommy, diventa una vera e propria guida per i Rangers. Nella saga degli Alien Rangers (veramente pessima, peraltro) è il primo a tornare adulto; in Zeo lascia i poteri del Blue Ranger e diventa praticamente il comandante "esterno" del gruppo.

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