Alcuni appunti su Cabal - Nightbreed di Clive Barker

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Ieri sera terza visione ufficiale di Cabal (Nightbreed), film del maestro Clive Barker. Questa non è la solita recensione, ma appunti sparsi, per una pellicola che è vista da alcuni come una grande incompiuta, da altri come un'opera sottovalutata. Manco a dire che probabilmente la verità è nel mezzo; personalmente ritengo Cabal uno dei 10 (o 15 ?) migliori film horror della storia. Partiamo dall'impianto: Cabal è un horror o un fantasy ? E' una commistione di entrambi i generi: fantasy-slasher. Potremmo dire che la vicenda dei mostri del sottosuolo (il fantasy) è parallela alla vicenda del serial killer che stermina le vittime (slasher). Lo splatter è infatti confinato agli omicidi "terreni" (fatta eccezione l'autoscarnificazione). Prima pecca del film: la scena della battaglia finale poteva essere un capolavoro di gore, specie quando entrano in scena i Berserkers (demoni), che invece si limitano a girare qualche collo e a dare ceffoni agli assalitori. Seconda pecca del film: i personaggi del sottosuolo meritavano approfondimento psicologico, il che significava probabilmente...girare una trilogia. Terza pecca del film: il finale. Sì, avete capito bene. Il colpo di scena (la resurrezione di Decker) in questo caso peggiora il risultato, anche se l'immagine del prete rinnegato Ashberry che proclama "l'alleluja" di fronte al corpo di Decker, adagiato sulla statua dell'angelo senza testa, è indubbiamente d'effetto. Perchè dico ciò ? Toglie magia al film, basato sulla contrapposizione tra umani (buoni e cattivi) e i mutanti reietti (buoni e cattivi anch'essi ad ogni modo). Il colpo di scena finale rimanda ad un possibile sequel (ovviamente non realizzato) in cui Cabal\Boone sarà chiamato ad affrontare, assieme ai suoi compagni, Decker e Ashberry (e probabilmente i loro seguaci): una divagazione sul tema principale che sorregge la vicenda. Cosa ci piace allora di Cabal ? Tralascio la sontuosa fotografia, l'intepretazione magistrale di David Cronenberg e il panorama di creature mostruose che popola Midian: fattori che fanno di Cabal una pellicola culto. Quello che colpisce è la struttura di questo inferno, Midian. Regno che ha accolto gli uomini e le donne deformi. Regno che accoglie persone deboli, ma anche persone estremamente forti. Regno che accoglie i famigerati Berserkers, vere mostruosità incontrollabili. "Noi sappiamo volare, sappiamo vincere la morte. Voi sognate di volare, di vincere la morte. Per questo volete distruggerci: per invidia", spiega Rachel a Lori. Suggestivo: l'uomo ha incubi e sogna mostri perchè vuole fare cose che non può fare e che possono fare solo i mostri. Infine, un particolare secondario, ma secondo me decisivo: il personaggio del detective Joyce, una figurina muta, quasi invisibile, ma simbolo dell'uomo onesto a cui viene prima celata la verità, poi rivelata, ma solo un attimo prima di morire.

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