Film horror: Non entrate in quel collegio

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Film colpevolmente sottovalutato, può pagare dazio all'età (30 anni), mentre all'epoca probabilmente non riuscì ad emergere per la saturazione raggiunta dalla categoria "slasher". Confrontato con certe pellicole recenti, acquista un determinato valore: forse un po' lento nella parte iniziale, ma riesce comunque a tenere la tensione ad un livello più che dignitoso. La vicenda ruota attorno ad uno scherzo terminato in tragedia: alloggiate in una villa riadattata in dormitorio dalla proprietaria, la sig.ra Slater, le ragazze decidono di vendicarsi dei suoi metodi austeri. Lo scherzo, come detto, sfugge di mano e termina con l'accidentale morte della Slater. Dalla sera successiva, le ragazze coinvolte inizieranno a cadere per mano di un misterioso serial killer. Gli omicidi sono numerosi, anche se lo splatter è centellinato: ad ogni modo una scena strappa applausi. Anche dal punto di vista dell'erotismo, il regista accenna, senza mai spingere l'acceleratore. Non ha scelto insomma facili scorciatoie: questo è indubbiamente un punto a favore. Le ragazze vittime della furia del killer sono un gruppo eterogeneo, con il conflitto tra Katey (la protagonista) e Vicky (la vera antagonista) che arricchisce la vicenda. Non manca qualche tocco di classe da parte del regista, notevolmente influenzato dal primo slasher (Black Christmas, del 1974, già recensito in questa sede): la soffitta, ancor più della piscina in cui si consuma l'omicidio, è uno dei luoghi centrali della vicenda.

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