Trovo molto interessante la mia parte virtuale

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C'è gente che si droga, c'è gente che si ubriaca, c'è gente che si droga di vita virtuale. Io tra questi. E' un po' il male della società moderna: qualche decennio fa era tanto arrivare ai 50 anni, si pensava a lavorare, a sposarsi e a fare due soldini. Oggi invece c'è un vuoto pazzesco, anche se il tempo sembra non bastarci mai per fare tutto. C'è gente che fa troppe cose, che si droga di iper attivismo, nel tentativo di non accorgersi di stare su un baratro, su un filo poco resistente, circondato dal nulla. C'è gente che invece cerca strade alternative. Prova a riempire il vuoto. Lo fa con il mezzo che trova più congeniale. Pensiamo ai drogati: assumono sostanze stupefacenti per vedere le cose in modo diverso, per vedere se stessi diversi. Per mostrare agli altri una persona diversa, possibilmente migliore. Lo stesso chi trascorre gran parte del suo tempo ad un computer. Lo si fa perchè attraverso un computer siamo tutti simpaticissimi, romantici, belli, bravi, abbiamo sempre la parola giusta; riusciamo a dare il meglio di noi, nascondendo tutte le nostre magagne, tutte le nostre paure, le nostre ansie. Quelle che purtroppo fanno parte di noi, che possiamo vincere, ma solo temporaneamente, o anche definitivamente, ma che prima o poi lasceranno spazio ad altri nemici, magari ancora più temibili. Grazie alla droga, in qualunque forma, riusciamo a eliminare la parte grigia o nera di noi, siamo brillanti, riportiamo il sorriso o il riso incontrastato. Diventiamo bianchi a tutto tondo, finchè questo bianco non si macchia, sporcandosi, perdendo la lucentezza. Un colore ad ogni modo migliore rispetto al grigio o al nero a tutto tondo: per questo continuiamo a drogarci; mancando di rispetto, purtroppo, a quelle persone che ci credono splendenti come i denti in quella pubblicità del dentifricio sbiancante.  Io, come tutti i dipendenti da qualcosa, posso stare senza problemi due giorni, cinque, una settimana senza ciò da cui sono dipendente; ma non me ne posso liberare. In cambio di cosa poi ? Cinquant'anni fa si viveva per sopravvivere, ora si fa lo stesso. Anche chi volesse imporsi sulla vita, verrebbe rispedito al mittente dai poteri forti, non solo la casta politica. Gente che però alla fine è come noi: vive nel vuoto e prova a riempirlo, si imbottisce di droga, di soldi, si crea insomma le sue dipendenze. Gli unici forse che si salvano sono le persone che trovano un motivo di vita nella religione, nell'aiutare il prossimo: gente che però deve fare i conti a sua volta con quell'organizzazione lobbistica che è la Chiesa, formata da uomini. Uomini con i loro pregi, con i loro difetti, con le loro dipendenze. Quando leggo il resoconto di un violento fatto di sangue, non tremo. E' il vuoto che genera questi mostri. La dipendenza può portare allo squilibrio mentale; può per rigetto buttare fuori il nero, il peggio che dimora in noi, estremizzarlo. C'è anche chi non ha dipendenze e si rifugia nella violenza. Si rifugia, perchè non trova appiglio in nessuna droga, in nessuna dipendenza. Sente solo il vuoto e compie atti estremi. Come la persona chiuso in un supermercato con un centinaio di zombie che aspetta di divorarlo: si uccide, perchè non ha altra soluzione. E magari prima uccide quelle altre due-tre persone che come lui, non avrebbero altro destino che l'essere divorati dagli zombie. Vorremmo essere salvati da un John Nada o da un Tallasshaee, ma, ecco la mia vera dipendenza. Il mondo della fantasia è purtroppo ben distinto dalla depressione della realtà. Il computer non è altro, come la televisione e come il lettore mp3, pezzi di armatura che indosso per diventare un eroe, come quelli che ammiravo nei cartoni animati d'infanzia e che mi esaltano ora nei miei film horror preferiti. Cantiamo e ascoltiamo canzoni perchè vorremmo essere quelle persone che ci danno forza con le loro canzoni, con i loro versi, che esprimono il nostro dissenso o la nostra rabbia, ma riescono a farlo bene, anche per noi. La mia vita è tutt'altro che memorabile, ma quando a 13 anni sei considerato un nerd sfigato (anche per via dell'aspetto), a 18 un secchione inutile, a 24 un fallito che nella vita sapeva fare solo una cosa, e ora non sa fare più neanche quella, a vedere i voti sul libretto universitario, a 29 anni uno che deve riempire la vita con il lavoro perchè non ha altro, può solo drogarsi e barricarsi. Perchè quando a 24 anni hai paura a farti vedere in giro, per paura di quella frase, non ti rimane altro.  Sogniamo di essere diversi: la consolazione di essere apprezzati e amati con i nostri pochi pregi e i nostri tanti difetti è un palliativo. Sogniamo di essere degli eroi, vorremmo cambiare il mondo, ma possiamo solo sognare, di poterlo cambiare. Così la mattina ci svegliamo per andare al lavoro e l'unica nostra forza è sapere che, mettendo una droga in bocca, potremo pensarci  delle persone speciali. In realtà siamo zombie, circondati dal vuoto. Chi leggerà queste righe, reagirà in modo diverso. C'è chi, dipendente come me, se ne fregherà o criticherà:  giusto, dovrà occuparsi della sua dipendenza. Magari chiusa questa pagina, aprirà Facebook per mettere quei bei link di vita vissuta. C'è chi rimarrà colpito: quelle persone che cadono nell'imbroglio, quelle persone che  trovano molto interessante la mia parte virtuale.

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