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Film horror: Virus - L'inferno dei morti viventi

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Se dovete passare in un villaggio africano, per evitare guai con i nativi, spogliatevi e pitturatevi. 
Lunedi 19 dicembre, serata horror natalizia. Dopo "Black Christmas", "Silent Night, Deadly Night". Mmmm. No, ci vuole qualcosa di meglio. "Io invoco il potere degli zombie ! A me il potere !" E magicamente si materializzò "Virus, l'inferno dei morti viventi", capolavoro del trashmaker italico Bruno Mattei, qui denominato Vincent Dawn (da Dawn of the Dead, sic) e assistito dal grande Claudio Fragasso ! Film culto a prescindere, sulla fiducia. In effetti questo "Virus" non delude affatto le attese dell'esaltato cultore di zombie movies. Merito in primis di un personaggio, tale Santoro (la wiki dice Zantoro; ma Santoro è meglio :D), interpretato da Franco Garofalo, che interpreta un militare nevrotico; il primo a individuare il punto debole dei morti viventi, ma che stranamente passa il film a spargere pallettoni ovunque tranne che nelle teste; l'unico personaggio  che si lancia verso gruppetti di zombies sfottendoli, provocandoli e uscendone sempre indenne (ad uno infila il fucile nella bocca, con esplosione del cuoio capelluto, scena top). Degno di nota anche il suo capo, il serioso mascella quadrata (un piccolo John Saxon ?). I militari non saranno soli nella loro missione, si imbatteranno in due reporter. Ola. Il baffuto ci regala una delle scene culto del cinema horror. Dopo aver visto un bambino zombie banchettare con le budella del padre, ci regala una vomitata (bianca) con testa perfettamente perpendicolare all'asse delle spalle. Non si piega ! E il vomito non gli cade sulla camicia, prodigio. La ragazza, la popputa Lia, ci offre un prezioso consiglio. Se vi trovate nella giungla, in un villaggio di possibili cannibali...spogliatevi ! Non vi torceranno un capello. Capitolo morti viventi: tra i peggiori visti al cinema, persone truccate con del colore verde, fatta eccezione per qualche scarnificato (peraltro i più cattivi). Le movenze ? Tremendamente goffe e false. Da notare che nella giungla, ad un certo punto, spunta una villa (omaggio a Zombi 2 di Fulci ?) e che tra i neri-morti viventi vi sono anche 3-4 bianchi-morti viventi. Come sono arrivati lì ? Erano gli schiavisti ? Lo splatter non delude le attese: zombie che banchettano vicino a cadaveri dagli stomaci aperti, sangue, morsi e masticamenti, la scena finale con lo sbulbamento interno. Di motivi per vedere questo film ne abbiamo a bizzeffe, per cui...passiamo ai difetti: la parte dell'assalto al consolato, che presenta i quattro militari protagonisti, non ci azzecca nulla con la trama. La parte della giungla è lunga, estenuante, allungata con quegli inserti da documentario di Geo che, peraltro, si nota decisamente essere materiale girato da altre persone e in altre circostanze; il rito funebre mostrato nel villaggio africano, con quell'orripilante buzzo dal grosso pene che fa più paura di tutti gli zombie del film. In breve: tutta la parte, purtroppo tremendamente noiosa, che il buon Bruno, con le migliori intenzioni, ha aggiunto per distinguere il suo virus da Zombi 2 e derivati. Scelta da rispettare, ma inutile: il cultore di zombie movies non cerca originalità. Cerca solo zombie.

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