Film Horror: The torturer di Lamberto Bava

Image and video hosting by TinyPic
Nella foto Elena Bouryka, la protagonista, in una delle sue pose migliori. 
In attesa di riprendere, pare da lunedì, la vera serata horror, un altro venerdì a deliziarci con un'altra pellicola a tinte dark. "The Torturer", il ritorno all'horror del mitico Lamberto Bava, accompagnato dal maestro Dardano Sacchetti e da due altri registi che facevano per lo più film con Edwige Fenech e Lino Banfi (ah, anche "Assassinio al cimitero etrusco", o era assassino ?). Impietosamente, alle 23 di iera sera stavo battendo un martello su una pentola al grido di "Ridatemi 92 minuti della mia vita indietro". Lo stesso martello che vorrei usare sulla testa di quel produttore che ha avuto la bella idea di sdoganare "Saw" e "Hostel" in Italia, imponendo queste due pellicole spazzatura come successo commerciale dell'anno al pubblico medio italiano, quello composto da tante pecorelle. Saw e Hostel: Torture Porn, genere dove l'unico obiettivo è quello di disgustare lo spettatore mostrando torture e le consequenziali sofferenze delle persone ad esse sottoposte, con il paravento di una sceneggiatura insulsa ed assurda che viene definitiva innovativa (fermo restando che negli horror la sceneggiatura spesso serve a poco, come nei porno). Prendiamo "La casa delle finestre che ridono": niente sangue, ritmi lenti, eppure al termine della pellicola hai gli occhi sbarrati per la tensione che si è creata. Prendiamo il genere "Slasher": che si vedano o meno gli sbudellamenti (Natale rosso sangue o Venerdì 13), il film genere tensione nello sviluppare l'escalation di violenza che porta il "maniaco" di turno a mietere vittime, guardandosi bene però di non lasciare indizi ai poliziotti che lo braccano.  Prendiamo lo splatter: giocoso nel Peter Jackson d'annata; elemento imprescendibile nel tristissimo "Apocalypse domani", negli zombie movies e in un "Cannibal Holocaust", che resta un film di denuncia. Al contrario, il Torture porn é film da denuncia, macelleria fine a se stessa: a quel punto pero' vado in un obitorio o in una macelleria, il risultato è lo stesso. Ma "The torturer" appartiene al genere torture porn ? In prevalenza sì, anche se alla fine regala giusto una scena, più fastidiosa che effettivamente insopportabile; le altre scene infatti virano sul bianco e nero, per cui quando il maniaco versa dell'acido sulla gamba di una delle sue vittime, sembra di vedere una zuppa e capiamo che è qualcosa di dannoso per l'organismo solo dalle smorfie della torturata. La recitazione ? Pessima, certo in un horror è difficile trovare nomi da oscar, ma ciò non significa che un attore non possa comunque essere dignitoso: qui invece si tocca il fondo, specie quando entrano in scena le tre aspiranti "veline". Poi se la protagonista viene chiamata "Ginette", con tutti i nomi che si hanno a disposizione, allora si capisce che, davvero, non c'e' trippa per gatti.  Il problema di questo film è che qualche parte è ben sviluppata, con quella pioggia incessante nel giardino della villa che sa tanto di Suspiria; e che Carla Cassella, nella parta della signora Scerba, è l'unico fiore nel deserto della recitazione monocorde. Peccato che l'assassino si capisca dopo 10 minuti, peccato che le parti più interessanti (l'infanzia travagliata di Alex Scerba) non vengano sviluppate.  Se un film fa schifo sotto tutti i punti di vista e non può neppure rientrare nella nozione di "culto trash", si butta via; se però conserva qualche spunto interessante, c'è il rammarico per non aver sfruttato al meglio questa parte. Il tutto, nel caso, perchè bisognava fare il torture porn alla Hostel. E vaffanculo. Se poi torniamo alle battute iniziali di questa recensione e vogliamo valutare il confezionamento del prodotto, "La casa delle finestre che ridono" è un capolavoro da qualunque prospettiva lo si esamini, "The Torturer" ha una regia all'altezza, ma poco altro. In conclusione, per riassumere: ho messo "The torturer" nel lettore Dvd ieri; bene, rivoglio 92 minuti della mia vita indietro.
Image and video hosting by TinyPic
Qui sopra, un frame della scena più intensa del film.Ok, facciamo che mi ridate indietro solo 90 minuti della mia vita.

Commenti

  1. Ahaah ecco..te pareva !!!
    Poteva mancare la donnina nuda ? XD

    RispondiElimina

Posta un commento