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Idoli: Gordon Ramsay

Ho scoperto Gordon Ramsay quest'estate, sotto l'ombrellone, in una splendida intervista sul magazine della Gazzetta
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Qualche settimana dopo, forse a fine agosto, mi sono imbattuto nel suo "Cucine da incubo" ed é stato amore a prima vista. Non sono una grande forchetta, ma mi piace vedere cucinare; qua però non siamo in presenza delle squallide cucine della tv italiana, ma di un programma che descrive le prodezze di Gordon, chiamato a risollevare ristoranti in difficoltà. Non si tratta solo di insegnare ricette a chef un po' distratti o di cambiare menù, ma di restaurare il locale, trovare strategie di marketing funzionali; poi c'e' il lavoro psicologico, capire le difficoltà delle persone, cercare di aiutarle a dare il massimo, spesso risolver loro i problemi extra-lavorativi. Si dice che Gordon Ramsay sia una belva dal cuore di ghiaccio; non ho mai visto "Hell's Kitchen", il reality dove prende a cazzotti aspiranti chef, ma per quello che ho visto, Gordon Ramsay é tutt'altro che un cuore di ghiaccio. E' genuino, aggettivo che peraltro usa spesso per il cibo, non é un buonista; é un passionale, é duro quando serve, ma non nega un sorriso o un abbraccio quando vede negli occhi del suo interlocutore la disperazione, la difficoltà a vincere una determinata situazione. Sprona, critica, si congratula, ci mette la faccia e spesso i soldi. A volte mi chiedo cosa farebbe se venisse nella nostra Radio...Mi piacerebbe essere come Gordon Ramsay, un leader, uno che prende di petto i suoi collaboratori, ma che trasmette loro voglia, determinazione, volontà di lottare fino in fondo per un obiettivo. E quella consapevolezza di aver fatto tutto per raggiungere quell'obiettivo, anche in caso di fallimento, quella consapevolezza che ti fa addormentare dicendo: "Sì, ho la coscienza pulita". God saves Big Gordon.

Commenti

  1. Mitico Gorgon !!
    Eh Riky, hai detto bene..dietro i beep e le parolacce, mi sembra una persona molto sensibile e soprattutto interessata agli altri.

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