Abbondanti tracce di genialità: grazie Rino (parte prima)

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Oggi Rino avrebbe compiuto 61 anni. Avrebbe potuto dare tanto ancora alla musica italiana. Ma Rino Gaetano l'hanno ammazzato, vaffanculo. Va beh, tralasciamo la parte "nera" della vicenda. Tanto Rino non ce lo ammazzerà nessuno, le sue rime saranno sempre vive, a farci compagnia. Mia mamma è stata sempre grande fan di Rino Gaetano. Da piccolo però, a differenza di altri cantautori e cantanti (in primis Faber), non giravano sue cassette in casa mia e allora mi limitavo a quello che trasmetteva la radio (Gamma). Partiamo dunque nel viaggio: Berta Filava. Canzone di cui ovviamente non conoscevo affatto il significato, ma che associavo ad un trafiletto del film del campionato del Guerin Sportivo stagione '90-'91, riferito all'attaccante tedesco dell'Inter, Jurgen Klinsmann: "E Bertie (allenatore Germania) filava".
Il non sense di Rino Gaetano: dietro questa filastrocca, si nascondeva una satira politica. Che genio. Non poteva naturalmente mancare, nella mia gioventu' trascorsa anche con l'orecchio alla radio, la celeberrima "Gianna". Canzone che canticchiavo spesso, censurando la parola "Sesso" in "Esso". Da bambino non sapevo tanto sull'argomento sesso, anzi nulla: sapevo solo che era una cosa proibita, da grande. E mi adeguavo, giustamente.
Ora veniamo alla sorpresa. Raccolta (in cassette) dal "Dizionario della Musica Italiana" a cura di Gino Castaldo (grande critico di Repubblica) e Renzo Albore. Nella "Scuola romana", un pezzo del grande Rino, "Mio fratello é figlio unico". Forse mi aveva colpito la frase calcistica "Chinaglia non può passare al Frosinone". In realtà anche un bimbo con poca conoscenza del mondo, ascoltando questo brano, non poteva non rimanere affascinato. Rino in questo struggente brano evoca tante immagini particolari, messe vicine, ma senza un nesso. In apparenza. Perchè il fratello-figlio unico rappresenta la categoria dei "vinti" o degli "umili". Le persone sfruttate, calpestate, odiate, derise, insomma, tutte le persone perdenti, vittime della crudeltà di chi ci governa e di chi detiene il potere, soprattutto economico. D'altra parte la canzone é del '77...Bologna '77...Stefano Rosso...altro nesso..."Mio fratello è figlio unico, calpestato e odiato"...E il titolo poi ? Beh, trovatemi una persona geniale quanto Rino Gaetano. Ah beh noi oggi abbiamo il fior dei cantautori. Povia. Quello che canta le canzoni sul piccione che caga. Evviva.
Proseguiamo nei ricordi di infanzia su Rino. Altra canzone che passava spesso su Gamma: "Aida". Non era solo il nome della mia maestra di musica. Era lo pseudonimo dell'Italia. In questa canzone Rino racconta la storia dell'Italia, dal fascismo fino agli anni '60. Pochi versi, ma già un "Cristo e Stalin" riassume alla perfezione il grande conflitto tra il Partito Comunista e il Partito Democristiano. Poche pennellate insomma, ma che bastano per vedere tutto il quadro nella sua interezza. E quel verso potente: "Aida, La Costituente, la democrazia e chi ce l'ha". Già. Noi italiani no di sicuro. Non l'avevamo allora, non l'abbiamo oggi. E questa volta mi tocca dire, non solo per colpa di Silvio Pernasconi.
E infine, uno dei capolavori assoluti della musica italiana. "Ma il cielo è sempre più blu". Hanno provato ad ammazzarla, con la cover di Giusi brr Ferreri. Ma una canzone così non l'ammazza neanche Goldrake, figuriamoci Giusi brr Ferreri.
 
Non riesco a commentare in poche righe, quindi faccio una  citazione.
Dunque, facciamo due calcoli. Questa canzone è del 1975. Quindi ha, al momento attuale, 36 anni. Il suo autore è morto trent'anni fa, e ora ci fanno sopra sceneggiati romanzati, coveraggi selvaggi (e forse, chissà, un'espressione come coveraggi selvaggi gli sarebbe moderatamente garbata) e persino i consueti manifesti d'appropriazione indebita da parte del gruppuscolo nazista. Trentasei anni. Ma vediamo come sono passati questi trentasei anni.
Chi vive in baracca (sotto i viadotti, in campi, in ghetti battuti da borgomastri, sicurezze e ordinanze), chi suda il salario (ammesso che il “salario” esista sempre, e non nel senso di un quartiere di Roma), chi ruba pensioni (ma tutto questo verrà presto eliminato assieme alla pensione, va da sé), chi ha scarsa memoria (facciamo tutto quanto un paese, che nello spregio della memoria trova una sua forma di orrenda unità), chi mangia una volta (ma hanno inventato i discàunts), chi tira al bersaglio (in rumeno si dice ţintă), chi vuole l'aumento (tipo Clemente Mastella), chi va sotto un treno (sperando che arrivi o che non faccia saltare in aria una città intera, però), chi ama la zia (ora vanno maggiormente di moda le nipotine, però), chi sogna i milioni (centoquarantasei virgola otto, per l'esattezza), chi gioca coi fili (e da perfetti burattini dovremmo saperlo bene), chi fa il contadino (“bio”, mi raccomando), chi ruba chi lotta e chi ha fatto la spia (a volte, da queste parti, si trova gente che riesce a fare tutte e tre le cose assieme!), chi ha crisi interiori (quelle, poi, durante le crisi esteriori sono impagabili), chi scava nei cuori (l'apposita rubrica del Venerdì di Repubblica è, tale riguardo, una ruspa), chi legge le mano e regna sovrano (la terra dei maghi), chi gli manca la casa (ma mai quella circondariale, basta pigiarsi un po'), chi prende assai poco (e ringrazi pure, in tempi di mobilità e precariato), chi vive in Calabria (tanto parte), chi ha fatto la guerra (ogni giorno), chi prende i sessanta e arriva agli ottanta (e chi prende i milioni per giocare al pallone), chi muore al lavoro (ma no, non mi dite! Si muore al lavoro ancora?), chi è assicurato (bisognerà assicurarci tutti), chi è stato multato (per un panino, per essere passato col rosso in bicicletta, per avere steso i panni fuori dalla finestra), chi è morto di invidia o di gelosia (magari con la relativa strage familiare di prammatica), chi grida “al ladro” (ma tanto nei guai ci finisce solo quello che ruba un biscotto, per non parlare di quando ha la pelle un po' troppo abbronzata e il barista lo ammazza a sprangate), chi scrive sui muri (innestando la spirale dei “messaggi di solidarietà”), chi reagisce d'istinto (lo Spaccarotella, ad esempio), chi cambia la barca felice e contento (ora che c'è persino il barca-suv anfibio), chi parte per Beirut (prima ci partivano i bancarottieri, ora ci partono i guerrieri di pace), chi odia i terroni (incredibile!), chi copia Baglioni (ma Rino Gaetano non riescono ancora a copiarlo).
E il cielo è sempre più blu. Certificato dal TG4 e dai suoi reportages sul caldo in estate e sul freddo in inverno. Sono passati trentaquattro anni, e un cielo blu sovrasta una terra nera. (da antiwarsong.org)

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