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Film horror: La Casa 4 (Witchcraft)

Giovedì 5 maggio: eccoci con un'altra super serata horror. Iniziamo con Nightmare 2: Robert Englund sempre impeccabile, film così così, senza grandi lampi di genialità e un banalissimo finale ad effetto che tanto ad effetto non e'. Segue un classico degli anni '80: "La casa 4", sequel apocrifo (per non dire "abusivo", cit. Wikipedia) della mitica saga dell'Evil Dead raimesco, maldestramente tradotta in italiano. In effetti nella Casa 4 non abbiamo zombie&demoni, ma semplicemente una strega. Un essere cattivo, raffigurato come una vecchia attrice vestita a lutto, che si diverte a fare carneficina di alcuni tipi capitati quasi per caso da quelle parti, in quella casa, per punirli dei loro peccati. Voi direte, niente di particolarmente ecclatante, ma neanche niente di così trash. Fermi. Questa e' la luce che sottolinea le comparsate della strega:

Immediatamente il mio pensiero va ai Power Rangers, ai loro grattacieli di cartone, ai cattivoni pupazzoni, ai robottoni tanto fighi nelle trasformazioni che poi diventano un ammasso di scatoloni colorati. Ma non e' finita: ecco l'effetto ideato per simboleggiare la caduta dei peccatori verso la dimensione esterna dove saranno puniti:

Effetti speciali come nei Power Rangers ! Dove sia gli eroi che i loro robottoni  quando vengono colpiti producono scintille come Moni quando lavora sotto la radio con il flessibile ! Come puo' far paura un film del genere ? Il regista, il solito italiano con il nome straniero che fa tanto figo (?!), ci prova con qualche scena splatter (labbra cucite, un paio di infilzamenti, una crocifissione), ma soprattutto con un paio di pupazzoni, rubati ai produttori dei Power Rangers, che vengono fatti bruciare. Sforzo vano anche quello di investire due lire su due attori famosi, l'esorcizzata Linda Blair (discreta nella parte) e il buon "Mitch" di Baywatch che in una fugace scena prova a mostrare i suoi addominali d'acciaio e che ricordiamo solo per la sua inconfondibile pettinatura. Il film non decolla, nel limbo dei low cost che non possono essere capolavori alla bad taste, ne' "it's so bad it's so good". Ci vorrebbe un Fragasso, un Mattei, per raggiungere almeno questo secondo obiettivo. Niente da fare.

Memorabilia:

1) lo sceriffo vecchissimo del paese che viaggia ai 10 all'ora con le sirene spiegate e non ha voglia di fare niente;

2) la scena ripetuta all'infinito delle mareggiate sugli scogli, giusto per riempire un po' di pellicola;

3) il solito bambinaccio idiota con il suo registratorino del cazzillo e la bambina sulla sedie a rotelle, superflua nello sviluppo della trama;

4) il demone senza denti, ma con il fisico da figo anni '80 (magrezza come se piovesse e un accenno di muscoli) che svergina una delle protagoniste;

5) il marinaio che sembra il fratello triste e vecchio di Chuck Norris che, ucciso dalla strega, lascia il posto ad un pupazzone. Ovviamente se il marinaio fosse stato Chuck Norris avrebbe preso a calci rotanti la strega, sarebbe entrato nella dimensione "oscura" e fatto a fettine tutti i demoni. Peccato: in quel caso sarebbe diventato veramente un film culto.

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